Cattaneo: “La destra non deve banalizzare il tema dell’identità”
di Matteo PucciarelliAlessandro Cattaneo
(fotogramma)MILANO — Alessandro Cattaneo, deputato e vicecoordinatore di Forza Italia, ha apprezzato il discorso di Mattarella? E se sì, quali parti in particolare?
«L’ho apprezzato molto. Credo che abbia affrontato temi complessi ma parlando in maniera diretta, ad esempio ai giovani; o sul tema individuo-società, in una società che tende a viziarti, con la prospettiva invece di lavorare per una comunità e per il bene comune».
Secondo lei parlava anche al governo e al centrodestra, c’erano dei consigli?
«Credo di sì, anche se questo governo, che ha al suo interno anche forze sovraniste, non è mai caduto nell’autoreferenzialità e nella perdita di connessione con il resto del mondo. Il mondo oggi è multipolare, la nostra identità non va accantonata o sbiadita ma non deve diventare chiusura. Questo è il salto che non dobbiamo sbagliare nei messaggi che diamo all’esterno. L’altro tema da tenere di conto: l’odio. Occorre costruire una società che lo rifugga, dialogando con la diversità, di opinio…
MILANO — Alessandro Cattaneo, deputato e vicecoordinatore di Forza Italia, ha apprezzato il discorso di Mattarella? E se sì, quali parti in particolare?
«L’ho apprezzato molto. Credo che abbia affrontato temi complessi ma parlando in maniera diretta, ad esempio ai giovani; o sul tema individuo-società, in una società che tende a viziarti, con la prospettiva invece di lavorare per una comunità e per il bene comune».
Secondo lei parlava anche al governo e al centrodestra, c’erano dei consigli?
«Credo di sì, anche se questo governo, che ha al suo interno anche forze sovraniste, non è mai caduto nell’autoreferenzialità e nella perdita di connessione con il resto del mondo. Il mondo oggi è multipolare, la nostra identità non va accantonata o sbiadita ma non deve diventare chiusura. Questo è il salto che non dobbiamo sbagliare nei messaggi che diamo all’esterno. L’altro tema da tenere di conto: l’odio. Occorre costruire una società che lo rifugga, dialogando con la diversità, di opinione, di genere, di religione, di cultura».
Quindi in questo il centrodestra, o parte di esso, deve migliorare?
«Deve impegnarsi a non banalizzare il messaggio dell’identità. Sono un fautore delle bellezze italiane, ma viaggiare ti aiuta ad aprire la mente e ad essere anche proiettato alle sfide globali. Alcune polemiche di questi giorni ad esempio (quelle sul generale Vannacci, ndr) non l’ho capite: Crosetto ha fatto bene, capisco che su certi temi si polarizzino le posizioni e forse anche la sinistra è troppo ideologica, ma mi piace pensare che Forza Italia possa essere la piattaforma di incontro rispetto a governo e Parlamento, quindi anche con le altre forze politiche. Non dobbiamo irrigidirci, chi lo fa poi si spezza».
Quando Mattarella parlava della necessità di consentire degli ingressi regolamentati di immigrati, lei concorda?
«Sì, su questo anche il ministro dell’Agricoltura tempo fa disse che ce n’era bisogno, anche in maniera ampia. Noi in campagna elettorale non abbiamo mai detto che sarebbe stato facile chiudere i confini, ma piuttosto regolarli, come da modello nordamericano. Ne ha bisogno l’economia, il welfare: il tema è non subire l’immigrazione ma provare ad organizzarla. E Tajani lo sta facendo dialogando con i Paesi più coinvolti da questi flussi. Questa è la sfida seria di un grande paese e mi pare che sia una posizione condivisa nel resto della coalizione».
Lo si dice sempre sottovoce, ma soprattutto in Lega e Fdi c’è chi pensa che Mattarella sia un agente della sinistra.
«No, Mattarella è un presidente di grande equilibrio e l’ho votato con convinzione un anno e mezzo fa. Il suo discorso dopo la seconda elezione diede centralità al Parlamento, parlandone come cuore delle istituzioni e ora sta a noi farlo funzionare bene. E poi anche la Lega l’ha rivotato».