L’Anm pronta alle barricate contro la separazione delle carriere. Ma Magistratura indipendente non ci sta
di Liana MilellaIl Guardasigilli Carlo Nordio
(ansa)ROMA – Un film già visto, giudici contro la destra della politica sulla separazione delle carriere. Ma stavolta c’è una novità, perché Magistratura indipendente, la corrente di destra dei giudici, non sottoscrive la richiesta di Magistratura democratica, le famose “toghe rosse”, di affrontare subito la questione nella sede propria, il “parlamentino” dell’Associazione nazionale magistrati. Le altre correnti sono d’accordo. E se ne parlerà tra il 9 e il 10 settembre al sesto piano di Piazza Cavour. Dov’è la sede dell’Anm. Giusto quattro giorni prima, il 6 settembre, lo stesso argomento sarà affrontato nella prima commissione della Camera dove si trattano gli Affari costituzionali. È lì che attendono da tempo le quattro proposte di legge presentate da Forza Italia, Lega, Azione e Italia viva. Il presidente forzista della commissione, Nazario Pagano di Forza Italia, stavolta è deciso a fare sul serio. Vuole arrivare in aula.
Ovviamente le toghe diranno di no, ed è assai probabile che…
ROMA – Un film già visto, giudici contro la destra della politica sulla separazione delle carriere. Ma stavolta c’è una novità, perché Magistratura indipendente, la corrente di destra dei giudici, non sottoscrive la richiesta di Magistratura democratica, le famose “toghe rosse”, di affrontare subito la questione nella sede propria, il “parlamentino” dell’Associazione nazionale magistrati. Le altre correnti sono d’accordo. E se ne parlerà tra il 9 e il 10 settembre al sesto piano di Piazza Cavour. Dov’è la sede dell’Anm. Giusto quattro giorni prima, il 6 settembre, lo stesso argomento sarà affrontato nella prima commissione della Camera dove si trattano gli Affari costituzionali. È lì che attendono da tempo le quattro proposte di legge presentate da Forza Italia, Lega, Azione e Italia viva. Il presidente forzista della commissione, Nazario Pagano di Forza Italia, stavolta è deciso a fare sul serio. Vuole arrivare in aula.
Ovviamente le toghe diranno di no, ed è assai probabile che alla fine neppure Magistratura indipendente potrà sottrarsi da questa scelta, come del resto è sempre avvenuto in passato. Anche se stavolta ha un peso rilevante la presenza a Palazzo Chigi del sottosegretario Alfredo Mantovano, che proprio di Magistratura indipendente è stato un esponente di spicco nella sua precedente vita di magistrato. E più volte, in questi mesi di confronto serrato sulla giustizia, le posizioni del segretario di Mi Angelo Piraino sono sembrate molto simili a quelle della maggioranza e di Mantovano.
Ma è difficile trovare una toga che voglia dividere definitivamente le carriere di pubblici ministeri e giudici, né tantomeno frazionare in due il Csm, uno per i giudici e l’altro per i pm. Questo prevedono le quattro proposte di legge, tutte più o meno simili. Tant’è che potranno diventare un unico testo base. Anche se le carriere dei magistrati sono di fatto ormai già divise: con la legge Cartabia sul Csm – che su questo punto ha ripreso la legge Bonafede sull’ordinamento giudiziario – è possibile oramai un solo passaggio da una carriera all’altra. E che non ci sia differenza tra destra e sinistra della magistratura lo dimostra anche un appello di ex magistrati oggi in pensione, che ha superato ormai le 500 firme, messe insieme durante il mese di agosto.
Lo scontro è destinato a coinvolgere inevitabilmente il Guardasigilli Carlo Nordio. Che teorizza la separazione delle carriere come ultimo step delle sue riforme. Ultima tappa di un “crono programma” che al momento vede al Senato, nelle mani della presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno, solo il “primo gradino” dei tre ipotizzati da Nordio. È il testo sulla soppressione dell’abuso d’ufficio e sul divieto per i giornalisti di pubblicare le intercettazioni se non sono contenute negli atti dei giudici. Siamo al primo passo parlamentare di un cammino che richiederà, nella migliore delle ipotesi, sei-otto mesi di tempo. Seguirà, secondo il crono programma, un’ulteriore stretta sulle intercettazioni e sulla totale segretezza degli atti delle indagini preliminari. E solo a quel punto, cioè tra due anni, arriverà la separazione delle carriere. Che non farà neppure in tempo a essere approvata con la prassi prevista per una legge costituzionale.
Tutto lascia pensare che anche stavolta, com’è avvenuto nelle precedenti legislature, la separazione delle carriere resterà un miraggio per il centrodestra e per gli avvocati che hanno presentato anche una legge di iniziativa popolare, rimasta al palo alla Camera nella scorsa legislatura senza neppure raggiungere il dibattito in aula. Ma proprio per questo il centrodestra, e soprattutto Enrico Costa di Azione, da sempre un fan della materia, vogliono anticipare i tempi biblici del Guardasigilli Nordio e dei suoi tre sottosegretari e mandare avanti il più in fretta possibile le quattro proposte di legge. Perché si sono resi conto che con i tempi di via Arenula, la separazione delle carriere è destinata a restare un miraggio.