Bandecchi va al controattacco e presenta due denunce: “Aggredito e minacciato. Vittima di una congiura politica”
di Antioco FoisPERUGIA – Bandecchi, terzo atto. L’ultimo episodio si era concluso con il neosindaco di Terni indagato dalla locale procura per la rissa sfiorata in consiglio comunale di lunedì scorso. Adesso è Stefano Bandecchi, imprenditore livornese fondatore di Unicusano, primo cittadino da tre mesi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare ed ex basco amaranto della Folgore a capovolgere l’andamento di un thriller politico di provincia. Il sindaco, che in campagna elettorale aveva eletto il “tirare cazzotti” suo sport preferito, cambia ruolo: da accusato d’aggressione ad aggredito. Va in questura, denuncia tutti e si dichiara al centro di una congiura, ordita per colpire lui, esordiente ingombrante che ha sparigliato le carte del gioco politico.
Una delle due denunce depositate è contro i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia con i quali Bandecchi si era scontrato in aula e che a loro volta lo avevano segnalato ai carabinieri, innescando l’indagine della procura di Terni. L’a…
PERUGIA – Bandecchi, terzo atto. L’ultimo episodio si era concluso con il neosindaco di Terni indagato dalla locale procura per la rissa sfiorata in consiglio comunale di lunedì scorso. Adesso è Stefano Bandecchi, imprenditore livornese fondatore di Unicusano, primo cittadino da tre mesi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare ed ex basco amaranto della Folgore a capovolgere l’andamento di un thriller politico di provincia. Il sindaco, che in campagna elettorale aveva eletto il “tirare cazzotti” suo sport preferito, cambia ruolo: da accusato d’aggressione ad aggredito. Va in questura, denuncia tutti e si dichiara al centro di una congiura, ordita per colpire lui, esordiente ingombrante che ha sparigliato le carte del gioco politico.
Una delle due denunce depositate è contro i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia con i quali Bandecchi si era scontrato in aula e che a loro volta lo avevano segnalato ai carabinieri, innescando l’indagine della procura di Terni. L’altra riguarda uno scooterista armato, ancora senza volto e senza nome, da cui il neosindaco ha detto di essere stato minacciato di morte un mese fa a Roma. Due episodi, questo l’elemento più inquietante, che Bandecchi racconta come in qualche modo correlati, risultato della presunta campagna di odio di cui si dice destinatario e vittima.
La doppia denuncia
La prima segnalazione messa verbale davanti alla polizia è “contro l’aggressione che ho subito in consiglio comunale”, spiega Bandecchi. Vale a dire nei confronti di Marco Cecconi e Orlando Masselli, contro i quali il sindaco si era scagliato dopo una lite verbale, trattenuto a fatica dagli agenti della polizia locale.
“Li ho denunciati per il reato previsto dall’articolo 338 del codice penale, che prevede una condanna da uno a sette anni”, precisa il sindaco a Repubblica. Parafrasando: violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti, perché “durante il consiglio - continua - mi hanno interrotto, hanno interrotto un pubblico ufficiale che aveva appena iniziato a parlare, sbeffeggiandomi, ridendo e dicendo qualcosa come: pagliaccio, buffone, vieni qua”.
L’altra denuncia è contro l’aggressore in sella al motorino. “Parlava con accento campano, indossava un giaccone, casco, passamontagna che lo copriva fino al naso”, è il racconto del capo della giunta comunale dei fatti avvenuti nella capitale lo scorso 25 luglio. Aveva con sé “una Beretta”, “ha picchiato due volte contro il vetro della mia macchina” e puntando la pistola avrebbe intimato al sindaco di dimettersi e ritirarsi dalla politica, altrimenti lo avrebbe ucciso. “Evidentemente – commenta Bandecchi – qualcuno si era fatto agitare dai continui atteggiamenti che Fratelli d’Italia ha nei miei confronti”.
"La campagna anti-Bandecchi"
Una congettura gravissima, quella tracciata dall’imprenditore diventato sindaco, che si dice bersagliato da sette mesi, fino dal principio della campagna elettorale, dal fuoco incrociato di storie social “e leggende per cui dovrei essere un criminale”. “Da tre mesi – continua Bandecchi – il consigliere Cecconi mi prendere in giro con le sue dirette video, fomentando alcuni poveracci che poi gli vanno dietro. Ci si deve rendere conto che le parole uccidono. Ora vediamo chi vince”.
Quindi le minacce subite a luglio sarebbero il frutto di una campagna di odio nei confronti del neosindaco? “Non può essere altrimenti”, replica sicuro il vertice della giunta ternana, che prevede le conseguenze pesantissime delle sue denunce: “Saranno indagati tutti coloro che sono all’opposizione, tutti coloro che guardano i loro video, tutti quelli che dicono che Bandecchi è un criminale”.
“Evoluzione del berlusconismo”
Ci sarebbe da chiedersi perché tanto odio nei confronti del sindaco esordiente, cresciuto sotto l’ombrello di Forza Italia e professatosi “evoluzione del berlusconismo”. L’imprenditore livornese la sua idea ce l’ha: “Che abbiano paura del Bandecchi politico è sicuro. Soprattutto nel centrodestra, che ho finanziato per molti anni, sono impauriti e incattiviti con me in una maniera incredibile”. E aggiunge: “Come diceva Silvio Berlusconi: sono l’unico che può cambiare qualcosa in questa nazione”.
Il fascicolo della procura di Terni, che lo vede indagato, seppure come atto dovuto, per minaccia, oltraggio a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio non basta invece a rovinare l’umore al neosindaco. “Se mi hanno iscritto, non è la prima volta”, ci scherza su Bandecchi. “Anzi, sono felice di essere indagato, – dice – fossi negli altri mi preoccuperei di più dell’indagine che avranno nei loro confronti”.
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