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La prima volta di Schlein a Cernobbio. Ma il debutto sarà solo in video-collegamento

L’incontro dal titolo ‘L’agenda per l’Italia: il punto di vista dell’opposizione’ si svolgerà a porte chiuse e con inviti selezionati. Oltre alla leader dem, anche Giuseppe Conte e Carlo Calenda
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CERNOBBIO (COMO) - Primo anno da segretaria del Pd, prima volta al Forum Ambrosetti di Cernobbio, il salotto buono del capitalismo italiano e internazionale. Elly Schlein è attesa domenica, assieme a Giuseppe Conte e a Carlo Calenda. Il titolo dell'incontro è 'L'agenda per l'Italia: il punto di vista dell'opposizione', rigorosamente a porte chiuse, con inviti selezionatissimi. La segretaria sarà in collegamento, non in presenza. Il retropensiero potrebbe essere la sua volontà di marcare un po' le distanze dal cosiddetto establishment, del resto Schlein è la più radical tra tutte le guide dei dem sin dalla fondazione al Lingotto nel 2007. "Niente di tutto questo, solo altri impegni personali", specificano dal suo entourage. In presenza, anche in virtù del suo ruolo di responsabile Economia del partito, ci sarà l'ex viceministro Antonio Misiani.

Di sicuro a Villa d'Este era ed è di casa il predecessore di Schlein, Enrico Letta. Lo scorso anno, in piena campagna elettorale, fu accol…

CERNOBBIO (COMO) - Primo anno da segretaria del Pd, prima volta al Forum Ambrosetti di Cernobbio, il salotto buono del capitalismo italiano e internazionale. Elly Schlein è attesa domenica, assieme a Giuseppe Conte e a Carlo Calenda. Il titolo dell'incontro è 'L'agenda per l'Italia: il punto di vista dell'opposizione', rigorosamente a porte chiuse, con inviti selezionatissimi. La segretaria sarà in collegamento, non in presenza. Il retropensiero potrebbe essere la sua volontà di marcare un po' le distanze dal cosiddetto establishment, del resto Schlein è la più radical tra tutte le guide dei dem sin dalla fondazione al Lingotto nel 2007. "Niente di tutto questo, solo altri impegni personali", specificano dal suo entourage. In presenza, anche in virtù del suo ruolo di responsabile Economia del partito, ci sarà l'ex viceministro Antonio Misiani.

Di sicuro a Villa d'Este era ed è di casa il predecessore di Schlein, Enrico Letta. Lo scorso anno, in piena campagna elettorale, fu accolto con tutti gli onori dalla distinta platea. La storia e la formazione dell'attuale segretaria sono molte diverse e a dirla tutta Schlein si troverebbe molto più a suo agio alla 'contro-Cernobbio' quest'anno in programma a Como, organizzata come sempre da Sbilanciamoci e popolata di economisti critici, cattolici di sinistra e pacifisti. Il ruolo le impone però dialogo, ascolto, attenzione a 360 gradi. E di sicuro c'è molta curiosità per le cose che dirà, e per come le dirà. Schlein esporrà la controproposta di politica economica del Pd, marcando le distanze dalla ricetta liberista e insieme sovranista di Giorgia Meloni e del centrodestra. Spiegherà la necessità di una vera politica industriale, parlerà della globalizzazione e i dei suoi assetti che cambiano, evocherà la trasformazione possibile del Paese grazie alle opportunità di una transizione ecologica e digitale. Una competitività possibile, ma in chiave sociale, senza lasciare indietro nessuno, e in questa chiave rientra la battaglia per il salario minimo.
Dopodiché il Forum Ambrosetti rappresenta una specie di termometro politico pre-autunnale. Nel 2022 Meloni partecipò nella veste di presidente del Consiglio in pectore, a un passo dalla stanza dei bottoni, con tutti i sondaggi che la davano sicura vincitrice, come poi in effetti fu. Banchieri e imprenditori le tributarono tre applausi e dagli osservatori fu ritenuta un'ampia sufficienza. Ma la mossa della tassa sugli extraprofitti delle banche varata in piena estate le ha inimicato un pezzo di questo mondo ed è una delle ragioni - al di là degli ovvi e numerosi impegni istituzionali - per cui quest'anno ha preferito glissare, a rappresentare il governo ci sarà il vicepremier Antonio Tajani. Si collegò e basta invece Conte, allora impegnato in una campagna elettorale tutta schiacchiata a sinistra, giocata a ritrovare un'anima anti-sistema del Movimento 5 Stelle e a drenare consensi al Pd. Il suo intervento non fu apprezzato, in compenso alle urne andò meglio. Perché funziona così, come una fisarmonica, i potenti dell'economia servono alla politica e viceversa, ci si accredita e ci si dissocia alla bisogna: quest'anno l'ex presidente del Consiglio torna dal vivo.

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