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Sovranisti italiani di Meloni chiamano a raccolta gli alleati europei: il “party dei conservatori” è una provocazione a Salvini

Giorgia Meloni con il leader di Vox Santiago Abascal: i due non saranno presenti ma seguiranno a distanza il meeting di Scilla

 (ansa)
Tre giorni a Scilla voluti dalla premier sotto l’insegna di Ecr. Stato maggiore di FdI e alleati euroscettici (a partire da Vox) per parlare di “ponti”: quelli verso Bruxelles in vista delle elezioni. Ma anche quello sullo Stretto, cavallo di battaglia del leader leghista
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SCILLA (Reggio Calabria) – Alle spalle, pesa ancora il flop dell’ala dura di Vox in Spagna, che ha costretto a ridimensionare le proiezioni sull’onda di destra nel Vecchio Continente. Davanti, preme la grande sfida del voto per l’Assemblea di Bruxelles, giugno 2024, e l’ambizione di capitalizzare i 20 mesi di governo della “presidenta” Giorgia. In mezzo, ecco una prima mossa: la tre giorni che comincia oggi a Scilla, Calabria, con lo stato maggiore di FdI e gli alleati di Ecr Party. Ovvero, il Partito dei conservatori e riformisti dell’Unione cui aderiscono gli eurodeputati meloniani, guidato dalla stessa premier, dopo il mandato bis che le è stato rinnovato a giugno scorso. Avanti tutta, fino alla punta dello Stivale e oltre. Con un occhio al Mediterraneo – e al Ponte sullo Stretto, per sottrarlo alla martellante propaganda di Matteo Salvini - e uno alla Commissione che verrà. Per rivendicare le ragioni dell’eurodiffidenza, per un’Unione che sia poco invasiva, “rispettosa delle auton…

SCILLA (Reggio Calabria) – Alle spalle, pesa ancora il flop dell’ala dura di Vox in Spagna, che ha costretto a ridimensionare le proiezioni sull’onda di destra nel Vecchio Continente. Davanti, preme la grande sfida del voto per l’Assemblea di Bruxelles, giugno 2024, e l’ambizione di capitalizzare i 20 mesi di governo della “presidenta” Giorgia. In mezzo, ecco una prima mossa: la tre giorni che comincia oggi a Scilla, Calabria, con lo stato maggiore di FdI e gli alleati di Ecr Party. Ovvero, il Partito dei conservatori e riformisti dell’Unione cui aderiscono gli eurodeputati meloniani, guidato dalla stessa premier, dopo il mandato bis che le è stato rinnovato a giugno scorso. Avanti tutta, fino alla punta dello Stivale e oltre. Con un occhio al Mediterraneo – e al Ponte sullo Stretto, per sottrarlo alla martellante propaganda di Matteo Salvini - e uno alla Commissione che verrà. Per rivendicare le ragioni dell’eurodiffidenza, per un’Unione che sia poco invasiva, “rispettosa delle autonomie e delle culture dei singoli Paesi”. Insomma: Europa fai meno, fai meglio.

Nel grande hotel a strapiombo sulla Costa viola - sotto l’insegna di Ecr, che ha il profilo di un leone nel simbolo – da domani scendono in campo quattro ministri (Fitto, Lollobrigida, Calderone, Musumeci), tre sottosegretari (Delmastro, Ferro, La Pietra), arrivano anche Jorge Buxade, leader di Vox nel Parlamento europeo e braccio destro del presidente Santiago Abascal, oltre a Margaritis Schisas, il vicepresidente della Commissione von der Leyen per la “Promozione dello stile di vita europeo”, e il chief economist alla Fao, Maximo Torero.

Sovranisti italiani chiamano quaggiù i fratelli d’Europa, 200 i politici ospiti, titolo “Quando cresce il Sud, cresce l’Italia e l’Ue”. Quattro macro-panel: si parla di “ruolo dei Paesi Bridge”, di “Agricoltura ed Economia verde”, del “Ponte tra Calabria e Sicilia”, di “Rafforzare la politica europea dei Trasporti”, di una “regione mediterranea più interconnessa”. Un po’, la prova generale di campagna elettorale per l’Europarlamento, che già vede divisi i partiti di maggioranza (visto che Fdi, Fi e Lega appartengono a “famiglie” diverse: Ecr appunto, Ppe e Id, che tiene dentro anche l’estrema destra di Afd). Un po’, vetrina ad uso interno: per riattestare la centralità del Mezzogiorno in una fase di acuta dialettica con il Carroccio (nonché di stop alle accelerazioni sull’Autonomia differenziata), e sempre in chiave anti-Salvini per marcare il territorio. Specie sul Ponte dello Stretto: argomento su cui il ministro dei Trasporti gira l’Italia presentando le slide su cantiere, eccellenze e qualità di quei 3,3 chilometri dell’erigendo “Ponte degli Italiani”. L’argomento portante resta infatti la “costruzione di ponti: sociali, culturali, economici e fisici”.
Un appuntamento organizzato dal partito dei conservatori, col segretario generale Antonio Giordano e l’eletto calabrese a Bruxelles, Denis Nesci, e fortemente voluto dal gruppo Ecr al Parlamento europeo, con il co-presidente Nicola Procaccini, e con Carlo Fidanza, capodelegazione di Fdi in quell’Assemblea. “Questo è il primo appuntamento ufficiale dell’Ecr nella stagione che ci porterà alle elezioni europee. Ha un duplice senso - chiarisce Procaccini - l’analisi e il contenuto del programma elettorale ed è anche un momento di esposizione all’esterno dei contenuti che definiscono la proposta politica dei conservatori europei”. Per Fidanza, “l’idea del ponte ha molte declinazioni. Non soltanto il ponte sullo Stretto come infrastruttura materiale, fondamentale per lo sviluppo economico del Mezzogiorno e quindi dell’Italia intera, ma anche la centralità dell’Italia proiettata nel Mediterraneo per risolvere la crisi energetica e quella migratoria.”

Giorgia Meloni segue, ma non c’è – vietato compromettere le battaglie sui grandi dossier dell’Unione, dai migranti al Patto di stabilità, per cui è richiesto un distacco almeno formale dalla mischia – arriva però il video di saluto di Roberta Metsola, la presidente del Parlamento europeo. E per via della Scrofa partecipa anche il fedelissimo e multitasking Giovanni Donzelli, il deputato che è responsabile dell’organizzazione nazionale FdI, oltre che vicepresidente del Copasir, più Chiara Colosimo, la presidente della Bicamerale Antimafia (entrambi sosterranno che non c’è rischio di infiltrazioni criminali per i lavori del Ponte). C’è chi scommetteva che l’occasione fosse propizia per vedere alla prima uscita formale, seppur dietro le quinte, anche Arianna, leggi sorella d’Italia, la Meloni 2 ora responsabile della segreteria politica di FdI. Ma fonti interne smentiscono. “Ci sarà tempo”. Anche perché sul palco c’è il compagno, il ministro Lollobrigida, l’altro versante del partito-famiglia.
 

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