Europee, Donzelli: “Saremo noi l’ago della bilancia della futura Commissione Ue”
dalla nostra inviata Conchita SanninoGiovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI
(ansa)SCILLA — L’Europa che ci aspetta? «Cresceremo, il modello Meloni si consoliderà, e non faremo ammucchiate». E i mal di pancia interni a FdI, invece? «Non esiste un no preventivo al congresso. Ma chiedo serenamente: oggi, c’è un’alternativa a Giorgia? Onestamente, credo di no». E Arianna candidata? «Assurdo farne un bersaglio: parliamo di una donna e militante con 30 anni di fatica quotidiana spesa per il partito».
Successo nelle urne, insomma, pronostica dalla kermesse di Ecr Party Giovanni Donzelli, il “peso piuma” ma potente di FdI. Per il fedelissimo dei 5 incarichi – deputato, vicepresidente Copasir, responsabile dell’organizzazione in via della Scrofa, segretario dell’Aula di Montecitorio e commissario di Fratelli d’Italia a Roma – si prepara anche l’appuntamento dell’assemblea il 12 settembre.
Donzelli, in Europa puntate a essere l’ago della bilancia?
«Sì, noi crediamo che i Conservatori grazie al consenso crescente potranno essere il perno di una nuova maggioranz…
SCILLA — L’Europa che ci aspetta? «Cresceremo, il modello Meloni si consoliderà, e non faremo ammucchiate». E i mal di pancia interni a FdI, invece? «Non esiste un no preventivo al congresso. Ma chiedo serenamente: oggi, c’è un’alternativa a Giorgia? Onestamente, credo di no». E Arianna candidata? «Assurdo farne un bersaglio: parliamo di una donna e militante con 30 anni di fatica quotidiana spesa per il partito».
Successo nelle urne, insomma, pronostica dalla kermesse di Ecr Party Giovanni Donzelli, il “peso piuma” ma potente di FdI. Per il fedelissimo dei 5 incarichi – deputato, vicepresidente Copasir, responsabile dell’organizzazione in via della Scrofa, segretario dell’Aula di Montecitorio e commissario di Fratelli d’Italia a Roma – si prepara anche l’appuntamento dell’assemblea il 12 settembre.
Donzelli, in Europa puntate a essere l’ago della bilancia?
«Sì, noi crediamo che i Conservatori grazie al consenso crescente potranno essere il perno di una nuova maggioranza europea in grado di eleggere la Commissione».
Quindi niente coalizione ibrida?
«Siamo determinati, com’è noto. La presidente Meloni è così fortemente impegnata nel rafforzare il progetto dei conservatori, che questo creerà le condizioni per un’Europa alternativa a quella vista finora, a trazione progressista».
E il rapporto con le altre “famiglie”?
«C’è un ottimo dialogo in corso con i popolari: potremmo finalmente realizzare l’asse tra moderati e conservatori».
E qui, però, venite a dire che l’Italia sarà cuore d’Europa, piazzando il Ponte sullo Stretto
«Non c’è da ironizzare. L’Italia avrà un grande ruolo se ridiamo centralità al Mediterraneo. Ma se non siamo in grado di costruire un Ponte, di quale centralità parliamo?»
Don Ciotti dice: occhio a non unire due cosche. Che schifo, commentò Salvini. E lei, vicepresidente Cospasir?
«Non faccio polemiche con don Ciotti. Ci sono uffici e magistrati che sanno vigilare. Se non realizziamo un’infrastruttura a causa di questi timori, la politica ha clamorosamente perso».
FdI, tanto potere in poche mani, la corrente Rampelli ruggisce. Ci sarà congresso?
«Ragiono così: se c’è chi si alza e propone un’alternativa a Giorgia, o se c’è chi dice “lei non può fare la premier e la presidente FdI, ci sono io” allora, ok, facciamo il congresso. Io voterò Giorgia, ma siamo aperti. Diversamente, non blocchiamo l’impegno del partito in un momento così cruciale per il Paese. Mi pare buonsenso».
E i rilievi sul familismo? Arianna con pesanti ruoli in FdI?
«Ma io sono uno che ha difeso Betta Piccolotti, la moglie di Fratoianni, eletta deputata, nonostante si litighi in Parlamento da sponde opposte. Insomma: se una signora ha dato tanto a un partito, se l’ha sfangata, perché cancellarla, per il vincolo?»
Ma FdI è partito-famiglia. E la vittoria del merito?
«È falso. Da noi vince il merito. La storia di tantissimi lo dimostra. Io ho perso mio papà che avevo 18 anni, mia madre credo voti Pd se non sono candidato io, mio nonno era antifascista. E lavorando sodo io sono diventato uno che si è conquistato gli incarichi».
Magari adesso Arianna, sorella della premier, sarà anche candidata?
«Se la conosco un po’, non credo lei voglia farlo. Preferisce lavorare dietro le quinte».