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Giacone: “Plausibili le parole di Amato. Macron faccia luce come sull’Algeria”

L’intervista allo storico: “La giovane età consentirebbe al presidente una dichiarazione di responsabilità”
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PARIGI – “Emmanuel Macron ha dimostrato sensibilità nell’affrontare alcune pagine buie della guerra d’Algeria e visto che anche su Ustica non è coinvolto da un punto di vista generazionale – nel 1980 aveva tre anni – potrebbe dare un contributo alla verità”. Lo storico Alessandro Giacone, autore di numerosi saggi sui rapporti tra Francia e Italia, condivide l’appello alla verità lanciato da Giuliano Amato sul ruolo francese nella strage di Ustica.

Cosa potrebbe fare Macron?

“Aprire gli archivi militari è complicato in Francia. I servizi segreti francesi non hanno mai declassificato documenti dal 1945. Però Macron potrebbe fare una dichiarazione di responsabilità. Se un pilota, come è stato detto in via ufficiosa al giudice Rosario Priore dall’ex capo dei servizi segreti francesi dell’epoca, ha lanciato un missile e poi si è suicidato, qualche traccia sarà rimasta. La Francia potrebbe ammettere che si è trattato di un errore, indicando il pilota che voleva colpire il mig libico na…

PARIGI – “Emmanuel Macron ha dimostrato sensibilità nell’affrontare alcune pagine buie della guerra d’Algeria e visto che anche su Ustica non è coinvolto da un punto di vista generazionale – nel 1980 aveva tre anni – potrebbe dare un contributo alla verità”. Lo storico Alessandro Giacone, autore di numerosi saggi sui rapporti tra Francia e Italia, condivide l’appello alla verità lanciato da Giuliano Amato sul ruolo francese nella strage di Ustica.

Cosa potrebbe fare Macron?

“Aprire gli archivi militari è complicato in Francia. I servizi segreti francesi non hanno mai declassificato documenti dal 1945. Però Macron potrebbe fare una dichiarazione di responsabilità. Se un pilota, come è stato detto in via ufficiosa al giudice Rosario Priore dall’ex capo dei servizi segreti francesi dell’epoca, ha lanciato un missile e poi si è suicidato, qualche traccia sarà rimasta. La Francia potrebbe ammettere che si è trattato di un errore, indicando il pilota che voleva colpire il mig libico nascosto dietro il Dc-9 Itavia. Sarebbe un contributo alla verità senza aprire nessun archivio”.

Lei non ha dubbi sul coinvolgimento francese?

“È uno scenario del tutto plausibile. Nelle sue memorie, l’allora presidente francese Valery Giscard d’Estaing parla di quattro segreti che deteneva nel 1977: il successore di Brejnev, un accordo speciale di difesa con gli Usa, una scoperta petrolifera e i piani di Sadat per l’eliminazione di Gheddafi. Nel 1981, al momento di trasmettere i poteri al successore François Mitterrand, Giscard annota quattro altri segreti. Uno di questi era sulla strage di Ustica? È un’ipotesi”.

Quanto ha pesato questa vicenda nei rapporti bilaterali?

“Dai verbali degli incontri italo-francesi avvenuti durante la presidenza Cossiga non risulta che il tema sia mai stato affrontato. Giscard non amava particolarmente l’Italia, durante la sua presidenza i rapporti franco-italiani hanno toccato uno dei punti più bassi. Eppure la relazione con Cossiga è stata positiva. E questo forse spiega come mai per lungo tempo l’ex presidente italiano non ha voluto chiamare in causa Giscard”.

Ma il tema non è stato affrontato neanche dai presidenti francesi successivi.

“Negli archivi disponibili in Francia ci sono solo rare tracce. Amato ha rivelato di averne parlato con Chirac. Per i capi di Stato arrivati ancora dopo, come Sarkozy e Hollande, era già passato molto tempo. Dubito che abbiano mai avuto informazioni di prima mano”.

Crede davvero che Macron potrebbe cambiare linea?

“Potrebbe farlo per questioni anagrafiche e di sensibilità politica. Dal punto di vista della Francia il dovere di verità chiesto dai famigliari delle vittime si scontra con una ragion di Stato e la volontà di non rovinare i rapporti con uno dei principali Paesi alleati in Ue”.

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