Europee, ipotesi soglia di sbarramento al 3% contrari Lega e Forza Italia. Ecco chi è favorito e chi danneggiato (a sorpresa) secondo i sondaggisti
di Giovanna CasadioIl vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini
Dipende con chi ti accompagni. Per il sondaggista Antonio Noto non c’è dubbio che ai partiti piccoli e, in particolare, a Matteo Renzi e al suo “Centro” di nuovo conio, convenga la soglia del 3% alle Europee. “Così come a Verdi-Sinistra o a Calenda di Azione e +Europa di Riccardo Magi. E di certo se così sarà, abbassando dal 4 al 3% la soglia, ci saranno molte più liste di 5 anni fa in corsa per l’europarlamento”. Noto fa considerazioni tecniche. E rileva che Forza Italia, accreditata oggi dai sondaggi sopra al 5%, non ha interesse a una soglia più bassa, perché questo significherebbe dividere la torta dei moderati e centristi tra più pretendenti. Per Renzi, che è stabilmente tra il 2 e il 3%, è al contrario importante accompagnarsi a partner che portino acqua al mulino del suo progetto.
Ma al di là delle tecnicalità e dei numeri, che in politica hanno un valore relativo, poiché la somma difficilmente fa il totale, c’è la posta in gioco dei consensi da accaparrarsi per Strasburgo …
Dipende con chi ti accompagni. Per il sondaggista Antonio Noto non c’è dubbio che ai partiti piccoli e, in particolare, a Matteo Renzi e al suo “Centro” di nuovo conio, convenga la soglia del 3% alle Europee. “Così come a Verdi-Sinistra o a Calenda di Azione e +Europa di Riccardo Magi. E di certo se così sarà, abbassando dal 4 al 3% la soglia, ci saranno molte più liste di 5 anni fa in corsa per l’europarlamento”. Noto fa considerazioni tecniche. E rileva che Forza Italia, accreditata oggi dai sondaggi sopra al 5%, non ha interesse a una soglia più bassa, perché questo significherebbe dividere la torta dei moderati e centristi tra più pretendenti. Per Renzi, che è stabilmente tra il 2 e il 3%, è al contrario importante accompagnarsi a partner che portino acqua al mulino del suo progetto.
Ma al di là delle tecnicalità e dei numeri, che in politica hanno un valore relativo, poiché la somma difficilmente fa il totale, c’è la posta in gioco dei consensi da accaparrarsi per Strasburgo con un occhio alla partita interna. Matteo Salvini ad esempio, prende le distanze dall’ipotesi soglia più bassa al 3% e rilancia: la Lega la vorrebbe casomai alzare oltre il 4%. In una nota i leghisti prendono le distanze dalla modifica a cui sta lavorando Fratelli d’Italia con Francesco Lollobrigida e Lucio Malan. Che precisa: “ Non è una nostra priorità. Nel momento in cui fosse formulata una proposta, esprimeremo la nostra posizione confrontandoci con i nostri alleati di governo”, dice il presidente dei senatori di FdI.
La Lega, dunque, si dice contraria ad abbassare la soglia di sbarramento in vista delle europee: “la modifica della legge elettorale non è una priorità ma soprattutto è giusto che gli italiani scelgano i loro rappresentanti senza che ci siano aiutini. Chi ha i voti ottiene il seggio. Peraltro in teoria sarebbe più ragionevole alzare la soglia: consentirebbe di limitare la frammentazione politica che rende il Paese più debole”. Arriva anche il no di Forza Italia. L’ipotesi di abbassare la soglia di sbarramento delle europee "non so nemmeno dove sia nata. Per noi la soglia al 4% non si deve toccare, siamo totalmente contrari, soprattutto in diminuzione", commenta Raffaele Nevi, portavoce nazionale del partito a margine di una conferenza stampa del partito giovanile alla Camera.
E contro Renzi interviene a gamba tesa il forzista Maurizio Gasparri in tv su Rai3 ad Agorà estate: “A Renzi i voti li hanno presi tutti gli altri. Voglio ricordare che Renzi aveva il 40%, Palazzo Chigi…ora arranca e pietisce la riduzione del quorum per entrare nel Parlamento europeo dal 4 al 3%”. Pronta e indignata la reazione della coordinatrice di Italia Viva, Raffaella Paita: “Prima di andare in tv è buona abitudine leggere i giornali… se Gasparri si fosse informato prima di parlare, avrebbe saputo che Iv è contraria ad abbassare la soglia di sbarramento al 3%”. Con interesse al Centro di Renzi guardano i cattolici di Beppe Fioroni e Giorgio Merlo. E per Azione, ex partner di Renzi? Carlo Calenda sostiene di non essere interessato a una soglia al 3% e che non gli conviene. Osvaldo Napoli, calendiano, ritiene che è a Fratelli d’Italia che abbassarla farebbe comodo perché mette gli uni contro gli altri e “Giorgia Meloni tira il filo”. Sempre Napoli: “A naso con la soglia del 3% si può esasperare la competizione tra le opposizioni, tanto nella sinistra quanto al centro dello schieramento”. Di certo per Alleanza Sinistra Verdi che punta a correre con una lista allargata a movimenti e realtà civiche eco-pacifiste, dal gruppo genovese di Ferruccio Sansa e a altri eco-pacifisti, è una buona strada. Lo conferma il leader dei Verdi, Angelo Bonelli. Forza Italia prende le distanze, consapevole che la competizione al centro può essere dannosa. Ma forse la posta in gioco è ancora più alta di quanto non si veda adesso: più seggi un partito ottiene maggiore sarà il suo peso nella famiglia europea a cui aderisce. Meloni ha tutto l’interesse a portare acqua al gruppo di Ecr. E anche di distanziare il più possibile in termini di percentuale il Pd. Il sondaggista Vento ricorda che “la percentuale raggiunta è un valore politico importante”.