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Meloni e la nostalgia di amici e partito: “Mi mancate tutti”. E tra piatti gourmet e bollicine rispuntano i congressi

Il selfie postato da Meloni sui social

 (ansa)
La serata a Palazzo Brancaccio con parlamentari e ministri. Il senso complessivo: “serrate i ranghi” in vista di un autunno difficile, con la manovra in primo piano, insidiata dalle richieste degli alleati
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Spunta un tema inedito, per gli eletti di Fratelli d’Italia, fra una calamarata di Gragnano con pomodori di Pachino e il tiramisù: i congressi. L’argomento, un po’ a sorpresa, è finito all’ordine del giorno dell’assemblea nazionale del partito, che si terrà martedì a Roma, e ha animato i conciliaboli durante la cena di Palazzo Brancaccio che si è conclusa con un brindisi fra Giorgia Meloni, deputati, senatori e ministri. FdI ha deciso di discutere ufficialmente dell’apertura di una stagione congressuale che, almeno a livello territoriale, non c’è mai stata.

Il partito di Giorgia Meloni, che vede ora ai vertici anche la sorella Arianna, ha invece celebrato due assise nazionali, le ultime prima dell’ascesa che ha portato l’attuale premier al governo. “La questione è sul tavolo – fa sapere il responsabile dell’organizzazione Giovanni Donzelli – chi vuole può chiedere i congressi locali o magari quello nazionale. Tutto qui”. Attesa per le mosse dei “rampelliani” che solo martedì scop…

Spunta un tema inedito, per gli eletti di Fratelli d’Italia, fra una calamarata di Gragnano con pomodori di Pachino e il tiramisù: i congressi. L’argomento, un po’ a sorpresa, è finito all’ordine del giorno dell’assemblea nazionale del partito, che si terrà martedì a Roma, e ha animato i conciliaboli durante la cena di Palazzo Brancaccio che si è conclusa con un brindisi fra Giorgia Meloni, deputati, senatori e ministri. FdI ha deciso di discutere ufficialmente dell’apertura di una stagione congressuale che, almeno a livello territoriale, non c’è mai stata.

Il partito di Giorgia Meloni, che vede ora ai vertici anche la sorella Arianna, ha invece celebrato due assise nazionali, le ultime prima dell’ascesa che ha portato l’attuale premier al governo. “La questione è sul tavolo – fa sapere il responsabile dell’organizzazione Giovanni Donzelli – chi vuole può chiedere i congressi locali o magari quello nazionale. Tutto qui”. Attesa per le mosse dei “rampelliani” che solo martedì scopriranno le loro carte, anche se è poco probabile la richiesta di un congresso nazionale, almeno prima delle Europee. Un’istanza del genere sarebbe bocciata dall’assemblea. Il calendario, nella testa di molti, prevede la celebrazione degli appuntamenti locali (comunali e provinciali) a partire da gennaio 2024. I coordinatori regionali rimarranno di nomina centrale.

Ma di politico, nella cena di Palazzo Brancaccio (200 partecipanti) c’è stato ben poco. Meloni era seduta al tavolo con Fazzolari, Fitto, Sangiuliano e Donzelli ma – in un clima informale - si è spesso alzata per intrattenersi con i colleghi di partito: sorrisi, qualche battuta (una sulla somiglianza fra il ministro Sangiuliano e Mauro Rotelli), e alla fine un brindisi dedicato a una parlamentare vestita di bianco. Il senso complessivo è stato quello di un “serrate i ranghi” in vista di un autunno difficile, con la manovra in primo piano, insidiata dalle richieste degli alleati.

L’affollato selfie finale sembrava fatto apposta per cercare di ridare il senso di comunità, peraltro a poche centinaio di metri dalla storica sede del Fronte della gioventù a Colle Oppio. Meloni ha rinunciato all’atteso discorso e ha salutato con una mozione degli affetti “Mi mancate tutti. Per la politica, riparliamone martedì”.
 

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