Yolanda Diaz: “Salario minimo battaglia fondamentale. Anche così la Spagna ha fermato la destra”
dalla nostra inviata Eleonora CapelliRAVENNA — “Sono qui in Italia per dire che la Spagna ha dimostrato che Giorgia Meloni non è invincibile, che l’estrema destra non è invincibile, dobbiamo avanzare proposte per migliorare la vita delle persone e sollevare una grande ‘hola’, un’onda progressista che dia speranza. Dopo aver incontrato Carles Puigdemont posso dire che continueremo in Spagna ad avere un governo progressista”. Yolanda Diaz, già ministro del lavoro del governo di Pedro Sanchez e esponente del movimento Sumar, a sinistra del partito socialista, è arrivata ieri alla Festa dell’Unità di Ravenna a rappresentare tutta la forza del modello spagnolo cui guarda il centrosinistra italiano. Dietro al palco del dibattito Diaz ha parlato a lungo con il leader della Cgil, Maurizio Landini, ha riservato alla segretaria del Pd, Elly Schlein, un caloroso abbraccio e l’appellativo “querida”. Ai molti militanti riuniti a Ravenna, Diaz ha dato invece una prospettiva diversa, rispondendo alle domande del vicedirettore di Repubb…
RAVENNA — “Sono qui in Italia per dire che la Spagna ha dimostrato che Giorgia Meloni non è invincibile, che l’estrema destra non è invincibile, dobbiamo avanzare proposte per migliorare la vita delle persone e sollevare una grande ‘hola’, un’onda progressista che dia speranza. Dopo aver incontrato Carles Puigdemont posso dire che continueremo in Spagna ad avere un governo progressista”. Yolanda Diaz, già ministro del lavoro del governo di Pedro Sanchez e esponente del movimento Sumar, a sinistra del partito socialista, è arrivata ieri alla Festa dell’Unità di Ravenna a rappresentare tutta la forza del modello spagnolo cui guarda il centrosinistra italiano. Dietro al palco del dibattito Diaz ha parlato a lungo con il leader della Cgil, Maurizio Landini, ha riservato alla segretaria del Pd, Elly Schlein, un caloroso abbraccio e l’appellativo “querida”. Ai molti militanti riuniti a Ravenna, Diaz ha dato invece una prospettiva diversa, rispondendo alle domande del vicedirettore di Repubblica, Francesco Bei.
Yolanda Diaz, dopo aver incontrato il leader catalano Carles Puidgdemont, lei è ottimista per la formazione del nuovo governo in Spagna?
“In Spagna i cittadini hanno votato contro il cambiamento climatico, per i diritti delle donne. È una Spagna diversa, abbiamo la possibilità di parlare diverse lingue al congresso. Dopo la conversazione con Puigdemont dico che avremo un governo progressista e vedremo la Catalogna non come un problema ma come un’opportunità, tutta la ricchezza delle nostre differenze ci renderà profondamente migliori. Credo che avremo un governo progressista nel mio Paese, le differenze saranno la nostra ricchezza”.
Salario minimo, Schlein: "Lavoro e povero non devono più stare nella stessa frase"
Lei cosa ha provato quando ha sentito Meloni al congresso di Vox fare il famoso discorso: “Sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana e sono cristiana”?
“Meloni va presa sul serio, ma dobbiamo essere consapevoli che governa contro la maggioranza, perché rappresenta il negazionismo climatico, democratico e egualitario. Il suo mandato sotterra i diritti e noi dobbiamo combatterla in tutta Italia e tutti insieme in Europa. Dalla Spagna siamo solidali e per la difesa dei diritti contate su di noi”.
C’è una questione che riguarda la riforma del patto di stabilità, proprio in Spagna si riuniranno i ministri dell’Economia e delle finanze per affrontare il tema. È possibile una sponda per cercare di convincere i Paesi del Nord Europa a una versione più flessibile?
“Abbiamo bisogno di un’Europa del futuro che sia sociale, cioè dobbiamo tenere dentro i lavoratori e le fasce deboli della società. L’Europa non deve provocare disaffezione, perché quella è l’anticamera del populismo. Dobbiamo essere vicini alle persone, non possiamo tornare alle politiche del passato. Io per esempio credo che sia un errore la politica della Banca Centrale Europea, che sta alzando senza controllo i tassi di interesse, aumentando i costi per i settori produttivi e impoverendo le persone. I mutui a tasso variabile si sono alzati di 300 o 400 euro al mese, stanno generando un enorme impoverimento. Bisogna essere chiari e dire che non condividiamo le azioni della Banca centrale europea, perché la sua missione deve essere quella di lottare contro l’inflazione”.
In Italia il 6% dei contratti a tempo determinato si trasforma in tempo indeterminato, in Spagna questa quota è del 16%: come avete messo in pratica il contrasto al lavoro precario?
“Bisogna far capire a tutti che la destra e l’estrema destra, che hanno le stesse politiche, sono contro i sindacati perché sono contro la democrazia. Io voglio difendere qui i sindacati, perché la battaglia fondamentale è contro la diseguaglianza. Non sono i salari a causare l’inflazione, è stato dimostrato, le persone hanno bisogno di salari più alti perché l’inflazione ci sta impoverendo tutti. Perché non parliamo mai dei salari indecenti di persone che occupano posizioni importanti all’interno dei consigli di amministrazione? Ci sono persone che guadagnano 42 mila euro al giorno, perché non se ne parla mai? Perché sono le persone che sostengono Giorgia Meloni. La battaglia di Elly Schlein e Maurizio Landini è fondamentale. Si arriva a un accordo solo tramite un tavolo di dialogo sociale”.
In Italia in questo momento si parla molto del salario minimo, lei condivide questa istanza?
“Aver fissato il salario minimo a 1.080 euro in Spagna ha ridotto la diseguaglianza, quei soldi hanno consentito in tempo di crisi di resistere. Nello stesso periodo siamo riusciti a ridurre la differenza retributiva tra uomini e donne di 4 punti. Quella sul salario minimo è una battaglia per la dignità”.
Perché lei sostiene che l’estrema destra non è invincibile?
“Perché abbiamo la possibilità di fare proposte che migliorano la vita delle persone, dobbiamo trasformare la nostra attività in una grande onda progressista, che dia speranza alle persone, ai professionisti e ai lavoratori, con alcune parole chiave: sanità e scuola pubbliche. Servono proposte, speranza e capacità di camminare uniti”.