L’ascesa di Renato Loiero, uno dei “tre moschettieri” della manovra del governo Meloni
di Emanuele LauriaSono i tre moschettieri della manovra, gli uomini che la premier Giorgia Meloni sente di più in queste ore in cui – fra dubbi sui numeri e alert per gli alleati – prende forma faticosamente la legge di stabilità. Uno è un amico di sempre, il consigliere che nel suo libro Meloni ha definito “la persona più intelligente e giusta che abbia conosciuto”.
Con lei dai tempi dell’esperienza al ministero della Gioventù, Giovanbattista Fazzolari è stato nominato a ottobre sottosegretario all’Attuazione del programma ma da qualche settimana – dopo l’addio del capo ufficio stampa Mario Sechi – si occupa anche di coordinare la comunicazione di Palazzo Chigi. Considerato un falco, non scevro da posizioni ruvide nei confronti ad esempio delle banche (e dell’informazione), è il consulente incaricato di dare un quadro politico, un’anima alle decisioni in cantiere. È stato lui, lunedì, a dare un colpo definitivo, pubblicamente, al superbonus che ha fatto impennare la spesa. E dal cui taglio il governo …
Sono i tre moschettieri della manovra, gli uomini che la premier Giorgia Meloni sente di più in queste ore in cui – fra dubbi sui numeri e alert per gli alleati – prende forma faticosamente la legge di stabilità. Uno è un amico di sempre, il consigliere che nel suo libro Meloni ha definito “la persona più intelligente e giusta che abbia conosciuto”.
Con lei dai tempi dell’esperienza al ministero della Gioventù, Giovanbattista Fazzolari è stato nominato a ottobre sottosegretario all’Attuazione del programma ma da qualche settimana – dopo l’addio del capo ufficio stampa Mario Sechi – si occupa anche di coordinare la comunicazione di Palazzo Chigi. Considerato un falco, non scevro da posizioni ruvide nei confronti ad esempio delle banche (e dell’informazione), è il consulente incaricato di dare un quadro politico, un’anima alle decisioni in cantiere. È stato lui, lunedì, a dare un colpo definitivo, pubblicamente, al superbonus che ha fatto impennare la spesa. E dal cui taglio il governo intende recuperare risorse preziose per una legge asfittica.
Sul piano più tecnico, sono invece due gli uomini che segnano la strada. Anzitutto Maurizio Leo, il viceministro che sugli aspetti economici ha sempre una parola di peso. Esperto soprattutto di fisco, è lui a modellare il cuneo, la cui proroga è il perno della manovra formato Fratelli d’Italia.
In ultimo c’è la figura meno conosciuta, quella di Renato Loiero, ex professore di Diritto tributario e di Scienza delle finanze e diritto finanziario, già consigliere parlamentare del Senato dove dirigeva il Servizio del bilancio. Si tratta di un nome molto stimato fra i parlamentari del centrodestra, anche se a Palazzo Madama ha lavorato pure con il centrosinistra e con i grillini: una figura che lavora nell’ombra, ma che è rilevante nelle scelte che si vanno a compiere in queste ore in cui Meloni pone le base di una manovra rischia tutto, con pochi soldi e tante pretese degli alleati. E con il consenso in calo di un Paese che sente i morsi del caro vita.