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Malumori dem, Bonaccini avverte Schlein: “Sbaglia chi se ne va, ma un Pd piccolo e radicale non serve”

Malumori dem, Bonaccini avverte Schlein: “Sbaglia chi se ne va, ma un Pd piccolo e radicale non serve”
(ansa)
La scintilla del passaggio ad Azione di due consiglieri liguri infiamma il dibattito nel partito. Il governatore dell’Emilia Romagna in un’intervista al Domani: “Per tornare al governo serve
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La scintilla in Liguria rischia di infiammare le stanze dem. Specie quelle che nascondevano polveriere. È bastato che a Genova due consiglieri regionali Pd, insieme a una trentina di dirigenti locali, traslocassero verso Azione – accolti da Carlo Calenda con enfasi sui social e senza preventivo avviso personale ad Elly Schlein – per far brillare i malumori mai sopiti di una porzione del partito nei confronti della leadership emersa nealle primarie del febbraio scorso.

Dopo Lorenzo Guerini (“in un partito si discute, non si ubbidisce”, ha affermato parlando a Repubblica), Alessandro Alfieri, Pina Picierno e Piero Fassino, anche Stefano Bonaccini diffida la segretaria dal sottovalutare i malumori. In un’intervista al Domani, il governatore dell’Emilia Romagna precisa che “sbaglia chi lascia il partito” ma poi aggiunge una stoccata: “Un Pd piccolo e radicale non serve”, è necessario invece tornare “subito a una vocazione maggioritaria”.

Quasi a richiamare i toni ottimistici con i quali la segretaria pronosticava un ritorno al governo per il Pd, Bonaccini, che a breve riunirà a Roma la propria area appena battezzata ‘Energia Popolare’, afferma: “Batteremo la destra quando smetteremo di rubarci personale politico e lo zero virgola qualcosa" e per questo “abbiamo bisogno di un partito più grande ed espansivo che punti a tornare al governo, non di un partito più piccolo e radicale. Credo – conclude – che Elly sia la prima a doversi e volersi fare carico di questo”.

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