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I seguaci di Vannacci lo acclamano leader. E lui: “Sono un soldato e non voglio entrare in politica. Per ora”

Roberto Vannacci presenta il suo libro a Marina di Pietrasanta

 (ansa)

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Il generale presenta il suo libro 'Il mondo al contrario' a Marina di Pietrasanta. Ad ascoltarlo diversi militari in pensione, anche elettori di Lega, FdI ed ex renziani delusi: “Un uomo coerente, deve fondare un partito suo”
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MARINA DI PIETRASANTA — Non si è tribuni se non si ha un popolo da arringare, e un popolo, Roberto Vannacci, ce l’ha. E pure dotato di portafogli generoso, visto che per avere il privilegio di ascoltare dal vivo le perle del generale scrittore che vede l’Occidente aggredito dalla lobby gay e vende quanto Dan Brown (pare sia intorno alle 100 mila copie, finora) bisognava prenotarsi con largo anticipo e pagare. A dimostrazione che in fondo ha ragione Vannacci, il mondo va veramente al contrario.

“Cinquanta euro per stare sui divanetti davanti con cena compresa, venti euro per le sedie con drink card, volendo anche gratis ma vai in fondo, sulla spiaggia”, avvertono all’ingresso del bagno Biondetti-ViennaLvce di Marina di Pietrasanta, proprio scritto così, con la v al posto della u come quando c’era Lui. “Beh...comunque questo è il bagno più lgbtq friendly di tutta la riviera”, rilanciano i proprietari. Gli spettatori versiliesi, pochi, confermano. “E se Vannacci presenta il suo…

MARINA DI PIETRASANTA — Non si è tribuni se non si ha un popolo da arringare, e un popolo, Roberto Vannacci, ce l’ha. E pure dotato di portafogli generoso, visto che per avere il privilegio di ascoltare dal vivo le perle del generale scrittore che vede l’Occidente aggredito dalla lobby gay e vende quanto Dan Brown (pare sia intorno alle 100 mila copie, finora) bisognava prenotarsi con largo anticipo e pagare. A dimostrazione che in fondo ha ragione Vannacci, il mondo va veramente al contrario.

“Cinquanta euro per stare sui divanetti davanti con cena compresa, venti euro per le sedie con drink card, volendo anche gratis ma vai in fondo, sulla spiaggia”, avvertono all’ingresso del bagno Biondetti-ViennaLvce di Marina di Pietrasanta, proprio scritto così, con la v al posto della u come quando c’era Lui. “Beh...comunque questo è il bagno più lgbtq friendly di tutta la riviera”, rilanciano i proprietari. Gli spettatori versiliesi, pochi, confermano. “E se Vannacci presenta il suo libro proprio qui è la prova non è omofobo, anzi”. Anzi, è puntuale.

Arriva con due ore di anticipo rispetto alle 18.30, orario fissato per la presentazione organizzata da Massimiliano Simoni, suo vecchio amico dei tempi dell’Accademia militare ed esponente locale di Fratelli d’Italia. “Però non è un evento politico...”. Nel parcheggio la prima mano che il generale stringe è quella di Roberto Capaccioli, 56 anni, imprenditore immobiliare e compositore. “Ho scritto per la Pausini e ho fatto Sanremo giovani nel 1993. Vannacci mi piace, è autentico, penso come lui che i problemi dell’Africa li debbano risolvere gli africani”. Poi, abbassando di un tono la voce. “Ma secondo lei, se due uomini diventano padri con l’utero in affitto, come viene su questo bambino? Equilibrato?”.

Il tribuno è già una pop star. Saluta, ringrazia, si fa selfie, appone firme e veloci pensieri sui libri (“ma dopo facciamo il firmacopie”), annuisce quando gli sussurrano “lei è stato coraggioso”. Camicia bianca di lino, pantaloni lunghi, stile Versilia di fine estate. Breve campionario di frasi orecchiate tra il suo popolo: “Dice quello che l’80 per cento degli italiani pensa”, “ha le palle quadrate”, “finalmente un uomo coerente”, “non deve entrare in politica, lo rovinano”, “invece sì, deve fondare un partito suo”, “io ho lavorato con chi ha quel problema, l’omosessualità, non è stato bello”, “anche Hitler andò al governo scrivendo un libro”. Insomma, in Italia ci vuole Vannacci perché “sennò si finisce tutti nel brentone”, teme il viareggino Plino Pratesi, 75 anni, ex paracadutista del Col Moschin, marito di una moglie con 340 euro di pensione, padre di un bagnino part-time. “Nel brentone, sì, è un modo di dire a Viareggio, significa che con questa invasione barbarica finirà che il burka se lo metteranno pure l’òmini”.

Ancora disorientati dalla correlazione brentone-burka, si ascolta l’esordio di Vannacci sul palco. “Ringrazio pubblicamente Pucciarelli di Repubblica (che per primo a scritto del libro, ndr) e Cazzullo del Corriere perché hanno regalato al mio libro la miglior promozione possibile”. Vorrebbe essere una battuta, ridono in quattro. Ride di più il suo conto in banca: la stima del guadagno per “Il mondo al contrario”, uscito da un mese, si aggira sui 600 mila euro.

A intervistarlo c’è il giornalista Aldo Grandi, suo dichiarato sostenitore, che sulla Gazzetta di Viareggio (“giornale non vaccinato”, recita una scritta sopra la testata online) si è avventurato in un paragone vertiginoso (“Vannacci ha scritto le cose che noi, Oriana Fallaci e pochi altri scrivono da anni”), ma le domande sono buone. Lo incalza sull’incontro con il ministro Crosetto. “Posso solo dire che ringrazio il ministro della sua rude franchezza, da soldato lo apprezzo. Non esiste spaccatura tra me e le istituzioni o tra me e l’Esercito”. Se non è una spaccatura, non è neanche una carezza però. Crosetto ha detto che farnetica. “Non mi sono incazzato. Mi sono messo a pensare perché si è trovato a doversi esprimere così”.

Il popolo plaude. Età media over 50, ceto medio, diversi militari in pensione, molti i forestieri, giunti da Firenze, da Bologna, da Novara. Chi vota, vota Lega e Fratelli d’Italia, ma ci sono anche ex renziani delusi. Giacomo Menici, proprietario del bagno, dice di aver avuto 600 prenotazioni e 200 ingressi liberi per la presentazione del libro del generale. A occhio, sono meno. E comunque a Vannacci non entra un euro.

“Certo, non sono di sinistra”, premette Beatrice Germelli, 53 anni di Casciana Terme, decoratrice di ceramiche antiche, senza figli, anima di una fondazione che aiuta i bambini con problemi agli occhi. “Vannacci dice le cose giuste sulla famiglia, che è quella tradizionale, fatta da una mamma e da un babbo. La donna nel focolare ci deve stare. La famiglia queer? Troppo evoluta”. Sua madre sorride, seduta sulla sedia a rotelle.

“Il generale deve arrivare a Roma e prendere il posto dei voltagabbana che inseguono il vil denaro”, spera Pietro Vanoli, di Novara, 32 anni. Fa il commerciante, due figli e il terzo in arrivo. Indossa il basco dei paracadutisti di suo padre, militare del quinto reggimento El Alamein. “Deve fondare un movimento da solo”. Ma dal palco, Vanacci. “Sono un soldato, non voglio entrare in politica”. Pausa. “Per ora. Tra sei mesi chissà”.

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