Che la vita e dunque la carriera di Roberto Vannacci, il generale “al contrario”, per parafrasare il suo libro dello scandalo, fosse ormai su una strada diversa rispetto a quella del militare in carriera, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, lo ha definitivamente capito quando, nei giorni scorsi, Vannacci si è presentato alla porta del suo ufficio: «È arrivato vestito in abiti civili e gli ho detto; “Ma scusi come mai non ha la divisa?”». Il siparietto - raccontato ieri da Crosetto durante la trasmissione “In mezz’ora” di Monica Maggioni – dà il senso di quello che è – un generale a rapporto dal suo ministro senza divisa – e di quello che sarà: «Vannacci verrà destinato a un altro incarico» ha spiegato Crosetto, quasi certamente non operativo.
Continua dunque il muro contro muro tra il governo, o meglio il suo ministro, e il militare del momento, l’uomo che con il suo libro dalle teorie imbarazzanti ha scalato le classifiche ed è diventato un riferimento e insieme un problema per la destra italiana. «Al momento resto un soldato» continua infatti a ripetere Vannacci ma in tanti sono pronti a scommettere su una sua discesa in politica, magari al fianco della Lega di Matteo Salvini che gli strizza l’occhio come pure un pezzo di Fratelli d’Italia, il partito di Crosetto: per dire, l’evento (a pagamento) di venerdì a Pietrasanta, con Vannacci guest star, era organizzato da un esponente di FdI. «Non è una questione personale» ripete Crosetto però anche ai suoi compagni di partito. «Nel nostro incontro – ha detto ieri il ministro in tv - gli ho detto che applicherò le regole e darò tutte le garanzie e le tutele che servono come farei con chiunque. Il libro può scriverlo e presentarlo, il tema non è quello. Vedremo nei prossimi mesi e nelle prossime settimane quale sarà l’impiego di Vannacci, che non è stato cacciato dalle Forze armate e come qualunque dirigente deve avere un impiego. La sua Forza armata gli proporrà un impiego alternativo. Se sarà operativo questo non compete a me ma alla Forza armata e al dialogo che ci sarà tra di loro». Vannacci era stato avvicendato lo scorso 21 agosto nel suo incarico al comando dell’Istituto geografico militare di Firenze e parallelamente è stata avviata un’inchiesta per l’accertamento dei fatti, dopo le polemiche sollevate dalla pubblicazione del libro. «Vannacci ha chiesto di parlarmi, e gli ho parlato, dicendogli quello che pensavo e ascoltando quello che doveva dirmi. Sono convinto – ha spiegato Crosetto – che il sistema democratico si alimenta dal confronto delle idee, che anche se diverse devono confrontarsi. Ma le istituzioni hanno un altro compito, devono difendere principi e valori. Le idee possono essere diverse ma i principi e i valori sono un’altra cosa: soprattutto deve difenderli chi lo fa per lavoro e per scelta, in primis le Forze armate». Dunque: nessuno in divisa può dire, come ha scritto Vannacci, che gli omosessuali non sono «normali» o che Paola Egonu, la campionessa di volley, «non ha tratti cromatici che rappresentano l’italianità». A proposito: la divisa, perché non ce l’aveva? «Gliel’ho chiesto – dice Crosetto – E mi ha risposto: “Mi hanno detto di non metterla i miei superiori perché oggi venivo da lei come se fosse una cosa privata e non mi hanno neanche dato il rimborso del treno». Gli ho detto di no, perché quando si chiede il rapporto al superiore gerarchico si rientra in servizio anche se momentaneamente non è in servizio. Quindi doveva venire col foglio di viaggio e in divisa». Le storie sono sempre nei particolari.