Figli di coppie gay, la Commissione Ue avverte l’Italia: “Il minore ha diritto di vedere riconosciuto atto di nascita di altri Stati membri”
di Lorenzo De CiccoUna manifestazione delle famiglie Arcobaleno a Roma
(fotogramma)Una lettera da Bruxelles riapre il fronte dei diritti dei figli delle coppie gay, che il governo di Giorgia Meloni ha messo nel mirino, bloccando le registrazioni dei minori da parte dei Comuni (direttiva del ministro Matteo Piantedosi) e cassando in Senato la proposta di regolamento Ue per un certificato di filiazione valido in tutta l’Unione. La missiva è del commissario europeo alla Giustizia, il belga Didier Reynders, in risposta a un’interrogazione del Pd, a prima firma Pina Picierno, vice-presidente dell’Europarlamento. La richiesta di chiarimenti protocollata dai dem partiva dal caso di Padova, dove la Procura, dopo la mossa del Viminale, ha chiesto al Comune di rettificare i certificati di nascita dei bambini con genitori dello stesso sesso. “Questa decisione rispetta i principi e valori comunitari?”, chiedeva l’interrogazione.
La risposta della Commissione è stata netta. Reynders mette nero su bianco che “la Commissione sta monitorando attentamente l'attuazione dell'acquis de…
Una lettera da Bruxelles riapre il fronte dei diritti dei figli delle coppie gay, che il governo di Giorgia Meloni ha messo nel mirino, bloccando le registrazioni dei minori da parte dei Comuni (direttiva del ministro Matteo Piantedosi) e cassando in Senato la proposta di regolamento Ue per un certificato di filiazione valido in tutta l’Unione. La missiva è del commissario europeo alla Giustizia, il belga Didier Reynders, in risposta a un’interrogazione del Pd, a prima firma Pina Picierno, vice-presidente dell’Europarlamento. La richiesta di chiarimenti protocollata dai dem partiva dal caso di Padova, dove la Procura, dopo la mossa del Viminale, ha chiesto al Comune di rettificare i certificati di nascita dei bambini con genitori dello stesso sesso. “Questa decisione rispetta i principi e valori comunitari?”, chiedeva l’interrogazione.
La risposta della Commissione è stata netta. Reynders mette nero su bianco che “la Commissione sta monitorando attentamente l'attuazione dell'acquis dell'Unione”, cioè la raccolta dei diritti comuni, “in materia di libera circolazione come interpretato dalla Corte di giustizia, anche in relazione ai diritti delle famiglie arcobaleno”. Tutto mentre è in corso lo scontro tra Ue e governo italiano sul dossier Ita-Lufthansa e con Paolo Gentiloni, già al centro di critiche da parte di Chigi per non avere “un occhio di riguardo” a questioni come il patto di stabilità, il Pnrr e la manovra.
La Commissione, nella missiva, ricorda che la Corte di giustizia dell’Ue “ha statuito che, quando uno dei genitori è cittadino dell'Unione, tutti gli Stati membri sono tenuti a riconoscere il rapporto di filiazione stabilito nell'atto di nascita rilasciato da uno Stato membro, ai fini dei diritti derivati dal diritto dell'Ue”. Dunque “se il minore è cittadino dell'Unione, ha diritto al rilascio da parte dello Stato membro di cui ha la cittadinanza di un passaporto o di una carta d'identità attestante la cittadinanza e il nome come risulta dall'atto di nascita rilasciato da un altro Stato membro”. Insomma, anche se per l’Italia non c’è “l’obbligo di emettere un atto di nascita avente lo stesso contenuto di quello rilasciato nell'altro Stato membro”, nella pratica deve garantirne gli effetti, rilasciando i documenti. Questo per assicurare “la libertà, riconosciuta a ogni cittadino dell'Unione, di circolare e di soggiornare sul territorio degli Stati membri”.
Può sembrare una risposta a tratti macchinosa, nel linguaggio burocratico brussellese. Ma la sostanza è chiara, spiega l’avvocato Alexander Schuster, uno dei massimi esperti dei diritti delle famiglie arcobaleno in Italia. “Se una coppia omogenitoriale ha avuto un figlio all’estero, in un Paese dell’Unione, con quel certificato di nascita in mano, secondo la Commissione, può richiedere anche in Italia documenti, come il passaporto o la carta d’identità, in cui entrambi i genitori sono riconosciuti”. Per il legale, è significativo anche un altro passaggio della lettera: “Quando la Commissione scrive che seguirà da vicino cosa succede in Italia. Sarà interessante capire se ci sarà una valutazione anche sulla Gestazione per altri, che la destra vuole rendere reato universale”.