Le grandi manovre al Centro, conteso e affollato. Renzi in affanno rilancia: togliere voti a Forza Italia
di Giovanna CasadioIl leader di Iv, Matteo Renzi
(ansa)Un affondo a Calenda, l’ex alleato, e un altro agli ultimi fuoriusciti da Italia Viva. Matteo Renzi incassa e raddoppia. Nella consueta e-news, dopo l’addio di Elena Bonetti che è passata con Azione e lo scontro con Calenda, il leader di Iv si toglie un po’ di sassi dalle scarpe, in vista della nascita del “Centro”, il cartello per le europee di cui sarà capolista, e che punta a raccogliere da Clemente Mastella a Beppe Fioroni a Letizia Moratti. Ma intanto ricorda che “la gratitudine” non è una categoria della politica. Su Calenda: “Non ho niente di personale contro di lui, nemmeno quando mi attacca sul personale con toni giustizialisti. L’ho voluto ministro e ambasciatore, sostenuto più volte in passato da Roma a Strasburgo, gli abbiamo dato le firme dopo la rottura con Letta, non abbiamo chiuso le porte nemmeno quando all'improvviso ha interrotto l'esperienza del Terzo Polo”.
Ne ha poi per gli altri che hanno lasciato le file renziane o che intendono farlo: “Non chiedo riconosce…
Un affondo a Calenda, l’ex alleato, e un altro agli ultimi fuoriusciti da Italia Viva. Matteo Renzi incassa e raddoppia. Nella consueta e-news, dopo l’addio di Elena Bonetti che è passata con Azione e lo scontro con Calenda, il leader di Iv si toglie un po’ di sassi dalle scarpe, in vista della nascita del “Centro”, il cartello per le europee di cui sarà capolista, e che punta a raccogliere da Clemente Mastella a Beppe Fioroni a Letizia Moratti. Ma intanto ricorda che “la gratitudine” non è una categoria della politica. Su Calenda: “Non ho niente di personale contro di lui, nemmeno quando mi attacca sul personale con toni giustizialisti. L’ho voluto ministro e ambasciatore, sostenuto più volte in passato da Roma a Strasburgo, gli abbiamo dato le firme dopo la rottura con Letta, non abbiamo chiuso le porte nemmeno quando all'improvviso ha interrotto l'esperienza del Terzo Polo”.
Ne ha poi per gli altri che hanno lasciato le file renziane o che intendono farlo: “Non chiedo riconoscenza, perché so benissimo che la gratitudine non è una categoria della politica, anzi chiedo il massimo rispetto per tutte e tutti quelli che se ne sono andati e se ne andranno”. Definisce “fisiologico che qualcuno vada e altri arrivino”. Però propone il bicchiere mezzo pieno: “Dopo le politiche eravamo 14 parlamentari oggi siamo 15. Avevamo 10 consiglieri regionali, oggi sono 15 e abbiamo raddoppiato gli iscritti”.
Di tutto questo si parlerà il 15 ottobre, quando Italia Viva convoca il suo congresso nazionale. Non bada ai mugugni nel partito di chi gli ricorda che ancora non ci sono neppure le regole congressuali: Renzi va avanti. Dopo il congresso girerà l’Italia presentando il libro che ha appena finito di scrivere “Palla al Centro”. Intanto è prevista la festa di Iv a Santa Severa dal 14 al 17 settembre. Grande sforzo organizzativo. Sarà ospitato mezzo governo: giovedì alle 21 interviene il Guardasigilli, Nordio. Ci saranno i ministri dell’Interno, Piantedosi, della Sanità, Schillaci e del Lavoro, Marina Calderone. E Renzi parlerà domenica in contemporanea con Salvini e Marine Le Pen a Pontida: “Santa Severa contro Pontida, due visioni diverse dell’Europa e della politica”.
Non basta. Annuncia che la Leopolda si farà, dopo due anni e mezzo di rinvii. La data è il 9 e il 10 marzo del 2024 a Firenze e il titolo “Accendere le stelle”. Un appuntamento a pochi mesi dal voto per le europee che dovrebbe servire a lanciare il progetto di Centro renziano.
Ma il centro è un luogo molto affollato. L’ex premier e senatore Renzi se la deve vedere con Forza Italia, ai cui voti ha detto di guardare. Antonio Tajani, il segretario di FI, non è disposto a ruoli gregari per il partito che fu di Silvio Berlusconi. Tesse la tela mirando a raggrumare i centristi di Maurizio Lupi, Coraggio Italia di Luigi Brugnaro, Cambiamo con Toti e ha anche rivolto un appello ai moderati del Pd perché passino con il centro del centrodestra, appunto con i forzisti. Sul “centro” come terza opzione, al di fuori del bipolarismo, è scettico Giovanni Toti, il governatore della Liguria, che commenta: “Di centro ho sentito parlare molte volte, ne abbiamo inventati moltissimi: non hanno avuto grande successo i nostri, temo che anche Renzi farà la stessa fine".
Però movimenti sono in corso. Al di là delle porte girevoli dei gruppi dirigenti, che però difficilmente vedono il salto dalla maggioranza a partiti di opposizione o viceversa, la sfida è conquistare elettori. E qui è tutt’altra partita. Azione di Calenda a fine ottobre terrà la sua assemblea nazionale proprio per disegnare il progetto politico con cui si presenterà alle europee e alle amministrative del 2024.