Visibilia, le chat del compagno di Santanchè con la dipendente in cig a sua insaputa: “Se restituiamo i soldi all’Inps ammettiamo tutto”
di Sandro De Riccardis , Antonio FraschillaDaniela Santanchè e il compagno Dimitri Kunz
(ansa)“Te ti sei messa in regola eh.. però magari hai messo in difficoltà l’azienda, cosa che invece bastava ne parlassi con noi e non avremmo avuto problemi…”. “Fede, perché se fai casino, fai un macello”. È il 12 novembre 2021. Dimitri Kunz d’Asburgo, compagno del futuro ministro del Turismo Daniela Santanchè, è al telefono con Federica Bottiglione, la dipendente di Visibilia che ha raccontato in procura di essere stata messa in cassa integrazione (da marzo 2020 a novembre 2021) ricevendo i contributi Inps, nonostante in quel periodo non avesse mai sospeso il lavoro. Le conversazioni sono raccolte in un’informativa del Nucleo di polizia economica finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, e depositate dal procuratore aggiunto Laura Pedio e dal pm Maria Giuseppina Gravina nella causa civile promossa dai soci di minoranza di Visibilia. Vicende che hanno portato anche all’apertura di un’indagine penale per truffa aggravata. La Guardia di finanza ha acceso i riflettori anche su un second…
“Te ti sei messa in regola eh.. però magari hai messo in difficoltà l’azienda, cosa che invece bastava ne parlassi con noi e non avremmo avuto problemi…”. “Fede, perché se fai casino, fai un macello”. È il 12 novembre 2021. Dimitri Kunz d’Asburgo, compagno del futuro ministro del Turismo Daniela Santanchè, è al telefono con Federica Bottiglione, la dipendente di Visibilia che ha raccontato in procura di essere stata messa in cassa integrazione (da marzo 2020 a novembre 2021) ricevendo i contributi Inps, nonostante in quel periodo non avesse mai sospeso il lavoro. Le conversazioni sono raccolte in un’informativa del Nucleo di polizia economica finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, e depositate dal procuratore aggiunto Laura Pedio e dal pm Maria Giuseppina Gravina nella causa civile promossa dai soci di minoranza di Visibilia. Vicende che hanno portato anche all’apertura di un’indagine penale per truffa aggravata. La Guardia di finanza ha acceso i riflettori anche su un secondo dipendente di Visibilia che avrebbe lavorato nonostante risultava in cig Covid, come anticipato da Repubblica.
“Deve smettere di lavorare, altrimenti è complice”
Federica Bottiglione si lamenta di essere stata tenuta all’oscuro di tutto, di aver lavorato nonostante formalmente l’azienda l’avesse messa in cassa integrazione. Dice a Kunz di essersi recata in un Caf per capire e regolarizzare la sua posizione. E riporta le parole del consulente del lavoro. “Mi ha detto – riferisce al compagno di Santanchè – è complice.. praticamente io sto commettendo un illecito e mi ha detto “lei deve smettere di lavorare, quindi mandi una pec all’azienda..” “Io mi metto a posto.. sei d’accordo?” riprende la donna al telefono con Kunz. “No, no, non sono assolutamente d’accordo, ne da me, ne da… - risponde l’imprenditore - allora mi spiego , perché è bene che tu abbia il quadro completo, perché non non sei assolutamente corretta nella valutazione”. Kunz si lamenta dell’iniziativa presa dalla dipendente senza che ne venisse informato. “Ci sentiamo tutti i giorni e cioè non me ne hai mai parlato. Ma detto questo… (..) ti faccio capire una cosa molto semplice, scusami eh.. se tu pensavi che non dovevi lavorare e quindi dovresti, avresti avuto diritto solo alla cassa integrazione… a quale titolo l’azienda ti pagava?”. “Ma infatti. Ha fatto male evidentemente”, sbotta la donna. Si sfoga ancora: “Scusami, io non sapevo che cosa volesse dire cassa integrazione a zero ore… non sono tenuta a sapere queste cose… e comunque io l’ho chiesto a Paolo (Giuseppe Concordia, responsabile tesoreria del gruppo Visibilia, ndr…) gliel’ho chiesto, gliel’ho chiesto mille volte… (..) ho detto “scusami, ma io sto in cassa integrazione e mi togli le ferie? Ma come… cioè come funziona?”. Lui m’ha detto “Eh ma questa è una cosa tra noi, è normale così!”. Quindi io posso aver sbagliato, boh, a non informarmi prima… però…”.
“Sono tutti in questa condizione, era una cosa tacita”
Kunz cerca di riportarla alla calma. “Bastava una telefonata con me e avremo risolto… - dice - in grande, in grande serenità, voglio dire… è una cosa che gestiamo normalmente… voglio dire non… Cioè non vai al Caf… cioè col rapporto che abbiamo”. La manager sostiene di aver informato Concordia della sua decisione di recarsi al Caf. “Ma Paolo – dice ancora – agisce liberamente, senza informarvi di quello che fa?”. “Nooo, assolutamente no..” risponde Kunz. “E allora? Lui mi ha detto che tu sapevi..” incalza la manager. “Siccome sono tutti in queste condizioni… e tutti sanno esattamente come stanno le cose… non è così .. allo scuro del, del dipendente. No, assolutamente no… era una cosa tacita, dove comunque, come dire, c’era una una una ottimizzazione che andava bene agli uni agli altri…”. “No a me non mi stava bene”, replica Bottiglione, che afferma anche di aver saputo da Concordia che tutti erano informati. “l’ho detto e Paolo mi ha detto… beh c’è una e-mail, chiedi a Paolo l’e-mail “ … e Paolo, e Paolo mi ha detto “non possiamo, ne ho parlato con Dimitri, non possiamo fare un'eccezione per te” - mi ha detto. Quindi lui ha detto che ne ha parlato con te… l'ha messo per iscritto, mi pare, perché non mi sem… o forse me l’ha racco… non mi ricordo se era una telefonata..”.
“Rendere i soldi all’Inps significa ammettere”
Per gli investigatori le conversazioni dimostrano come anche Dimitri Kunz fosse consapevole del meccanismo che ha portato all’indagine della procura di Milano. Dimitri dice alla manager di essere stato convinto che lei fosse a conoscenza di essere in cassa integrazione. “Scusami Federica… ma a te ti arrivava invece la cassa integrazione… quindi sai esattamente a che tipo…”. “Allora Dimitri – risponde Bottiglione - La cassa praticamente non è che te la mandano tutti i mesi, ti arriva ex post sei mesi dopo, tre mesi dopo, cinque mesi dopo… io le buste paga le ricevo cinque mesi dopo. Io ho vissuto nell'inconsapevolezza della mia situazione… quando poi ti arriva la cassa integrazione, leggi e capisci punto. Ma io ho chiamato l'INPS varie volte per capire…”. “Ma potevi chiamare me – risponde lui - te lo dicevo subito questo..”. Bottiglione è categorica, vuole uscire fuori da questa situazione che le appare illecita. “Allora, cerchiamo di fare il punto sulla situazione... Federica scusami… adesso, è chiaro che non è che possiamo renderli all’Inps perché sarebbe come ammettere… - dice -. non lo puoi fare Federica, sennò metti nei casini tutti. Adesso noi ti tiriamo fuori dalla cosa e fine, finisce lì… e punto e fine discorso… e poi vediamo… magari non ti chiediamo dietro neanche quella parte lì… è andata così, fine”. “Non me ne importa nulla, io voglio stare a posto..”, dice Bottiglione. “L'unico modo per essere a posto e non fare casino – risponde Kunz -. Fede, perché se fai casino, fai un macello. (..) se ti autodenunci e poi dopo anche l’azienda, anche noi dobbiamo difenderci… cioè, poi dopo ci mettiamo l’uno contro l’altro... in maniera sbagliata...”.