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Guai con la giustizia e con i congiuntivi, ma il “re dei materassi” Silvestro si prende la guida della Bicamerale per gli Affari regionali

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Il senatore forzista è imputato per tentata corruzione e falso in un processo sul quale incombe la prescrizione. Nominato a capo dell’organismo che dovrà esprimersi sulla riforma dell’autonomia
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Lo chiamano il “re della notte”, perché la sua azienda produce materassi. Nel 2020, quando si candidò alle Regionali campane a sostegno dell’aspirante governatore Stefano Caldoro, fu segnalato nella lista degli impresentabili, ai sensi della legge Severino e del codice di autoregolamentazione dei partiti. Effetto di un’imputazione per tentata corruzione e falso, in un processo sul quale incombe la prescrizione.

Con questo curriculum, il senatore Francesco Silvestro ascende alla carica di presidente della commissione bicamerale per gli Affari regionali. Non una poltrona di scarso rilievo: l’organismo dovrà esprimersi, solo per fare un esempio, sulla riforma dell’autonomia cui sta lavorando il ministro Roberto Calderoli.

Oneri e onori che toccano a Silvestro, parlamentare alla prima legislatura, forzista in ottimi rapporti con l’eurodeputato Fulvio Martusciello. Diploma di odontotecnico, Silvestro a Palazzo Madama ha finora navigato a luci spente. Finendo sulla scena non per la sua atti…

Lo chiamano il “re della notte”, perché la sua azienda produce materassi. Nel 2020, quando si candidò alle Regionali campane a sostegno dell’aspirante governatore Stefano Caldoro, fu segnalato nella lista degli impresentabili, ai sensi della legge Severino e del codice di autoregolamentazione dei partiti. Effetto di un’imputazione per tentata corruzione e falso, in un processo sul quale incombe la prescrizione.

Con questo curriculum, il senatore Francesco Silvestro ascende alla carica di presidente della commissione bicamerale per gli Affari regionali. Non una poltrona di scarso rilievo: l’organismo dovrà esprimersi, solo per fare un esempio, sulla riforma dell’autonomia cui sta lavorando il ministro Roberto Calderoli.

Oneri e onori che toccano a Silvestro, parlamentare alla prima legislatura, forzista in ottimi rapporti con l’eurodeputato Fulvio Martusciello. Diploma di odontotecnico, Silvestro a Palazzo Madama ha finora navigato a luci spente. Finendo sulla scena non per la sua attività ma per il clamore che, malgrado il procedimento giudiziario a suo carico (per fatti risalenti al 2013), suscitò a marzo la sua elezione in commissione antimafia.

Ma anche per alcuni video a dir poco folcloristici che circolano sul web. In uno di questi, datato 2022, si vede Silvestro pronunciare un memorabile discorso agli elettori: “Io sono uno che difficilmente mi sottrae alle sfide. Feci una promessa a mia moglie che non mi avrei più candidato, ma poi quando uno ce l’ha nel sangue e gli piace avere il contatto con le persone, feci un discorso a mia moglie”. E ancora: “Era più facile prevenire che potesse succedere una guerra anziché una pantemia di queste dimensioni”. In perfetto stile berlusconiano, ecco il senso della sua discesa in campo: “Si devono mettere in campo tutte le migliori esperienze, i migliori professionisti, il mondo del lavoro, il mondo del pubblico. Devono scendere in casa, non devono rimanere più chiusi“.

Al di là delle vicissitudini giudiziarie (Silvestro, coordinatore napoletano di FI, è stato pure consigliere di un Comune, Arzano, sciolto per mafia) c’è un latente problema di conoscenza della lingua italiana. La maggioranza di centrodestra che lo ha eletto alla guida della commissione Affari regionali non se ne cura più di tanto. Non esistono ostacoli, per il “re della notte”.

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