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Autonomia, si riaccende lo scontro al Senato. La destra boccia gli emendamenti Pd sui Lep

(ansa)
I dem chiedono che venga audito Cassese sui Livelli essenziali di prestazione. Il costituzionalista dovrebbe essere ascoltato tra il 20 e il 22 settembre. Calderoli insiste per accelerare sotto il pressing di Zaia
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ROMA – “Fino a quando Sabino Cassese non viene a spiegare lo stato dell’arte sui Livelli essenziali di prestazione, non si proseguirà con gli emendamenti sull’autonomia differenziata”. Il Pd in commissione Affari costituzionali ha messo paletti. Andrea Giorgis, il capogruppo dem, spiega la questione: dopo gli addii di alcuni “saggi” (Franco Bassanini, Franco Gallo, Giuliano Amato e Alessandro Pajno) dal comitato dei Lep, e in vista del voto sull’articolo 3 del disegno di legge Calderoli che entra nel cuore del federalismo à la carte della Lega, va fatta chiarezza. E il presidente del comitato Sabino Cassese è il giusto punto di riferimento. Dovrebbe essere ascoltato già nella prossima settimana: tra i 20 e il 22 settembre.

Riparte lo scontro sull’autonomia differenziata in Senato. Le opposizioni hanno abbandonato per ben due volte nei giorni scorsi la commissione Bilancio chiamata a dare pareri sui costi dei Livelli essenziali di prestazione, che garantiscono l’uguaglianza dei di…

ROMA – “Fino a quando Sabino Cassese non viene a spiegare lo stato dell’arte sui Livelli essenziali di prestazione, non si proseguirà con gli emendamenti sull’autonomia differenziata”. Il Pd in commissione Affari costituzionali ha messo paletti. Andrea Giorgis, il capogruppo dem, spiega la questione: dopo gli addii di alcuni “saggi” (Franco Bassanini, Franco Gallo, Giuliano Amato e Alessandro Pajno) dal comitato dei Lep, e in vista del voto sull’articolo 3 del disegno di legge Calderoli che entra nel cuore del federalismo à la carte della Lega, va fatta chiarezza. E il presidente del comitato Sabino Cassese è il giusto punto di riferimento. Dovrebbe essere ascoltato già nella prossima settimana: tra i 20 e il 22 settembre.

Riparte lo scontro sull’autonomia differenziata in Senato. Le opposizioni hanno abbandonato per ben due volte nei giorni scorsi la commissione Bilancio chiamata a dare pareri sui costi dei Livelli essenziali di prestazione, che garantiscono l’uguaglianza dei diritti e dei servizi ai cittadini italiani. Stamani in Affari costituzionali si è andati avanti sugli emendamenti agli articoli 1 e 2. Poi stop in attesa appunto di sentire Cassese.

Il braccio di ferro continua. Uno degli emendamenti proposti dal Pd è stato bocciato ieri, e stamani ancora un altro che riguardava sempre i Lep. Giorgis denuncia: “Il governo getta la maschera sui Lep, è disposto a garantire i livelli essenziali ma solo delle materie che vengono trasferite: è una cosa gravissima”. Oggi appunto è stata dichiarata inammissibile la proposta di modifica che riguardava i Lep per mancanza di copertura finanziaria. Attacca il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia: “Con questo atteggiamento la maggioranza certifica la volontà politica di spaccare il paese a metà, in quanto i Lep non saranno garantiti a tutti i cittadini ma saranno subordinati solo ai trasferimenti. Così facendo la destra e Calderoli scassano i poteri dello Stato, indeboliscono le regioni con maggiori diseguaglianze e rischiano di sfasciare il bilancio dello Stato. Da tempo chiediamo un confronto con il Mef, ma la destra e il governo negano qualsiasi confronto facendo finta che questa pessima riforma sia a costo zero – conclude Boccia - E invece a pagare saranno i cittadini delle regioni più svantaggiate che si vedranno tagliare servizi essenziali".

Ieri l’emendamento dem chiedeva che, prima di qualsiasi ipotesi di autonomia, non solo si definiscano i Lep, ma ci sia l’impegno a garantirli. Emendamento sempre bocciato.

E in commissione Bilancio ennesima contestazione delle opposizioni. Martedì a ranghi compatti hanno abbandonato i lavori. Denuncia il dem Daniele Manca: “Si stanno compiendo forzature che umiliano la commissione. Stanno riscrivendo norme su emendamenti valutandoli senza oneri per la finanza pubblica. Oltre a scassare i poteri dello Stato nel rapporto con le Regioni, scassano il bilancio dello Stato. Stanno facendo questa norma come se fosse senza oneri per la finanza pubblica, quando invece non si possono negare, altrimenti la commissione Bilancio viene sottratta dal ruolo fondamentale che è anche quello di garantire gli equilibri di Bilancio”.

Per il Pd “è un problema enorme per la finanza pubblica”. Manca ritiene che “la Lega forzi” rimandando le verifiche all’attuazione della norma. Non ci sono riscontri con la Ragioneria dello Stato e con il Mef; si rischia un buco più grave del superbonus, ci saranno oneri enormi per lo Stato”.

Ieri bis dell’abbandono della Bilancio durante la discussione sull’autonomia. Il presidente della Affari costituzionali, il meloniano Alberto Balboni è invece convinto che si possano smussare le contrapposizioni se non proprio evitarle e così procedere nel confronto. Ma per il ministro Roberto Calderoli non va fatta melina: la Lega punta a incassare l’autonomia differenziata a gennaio 2024. I governatori del Nord, in particolare Luca Zaia del Veneto, fanno pressing. Temono un rinvio alle calende greche. Allora sì che per Matteo Salvini sarebbe resa dei conti nel suo stesso partito. Per le europee, l’architettura istituzionale dell’Italia deve mostrare l’impronta federalista: è la sfida leghista.

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