✕

Ritorna Super Mario “riserva” dell’Unione ma volerà alto su contese e politica

(reuters)

Ascolta l'audio

Il rapporto pronto solo dopo il voto. I suoi negano un interesse alla guida del Consiglio
3 minuti di lettura

ROMA – Il futuro dell’Europa, la necessità di “un vero e proprio processo politico” per una più forte integrazione, a partire dalle regole fiscali. Non ha parlato d’altro Mario Draghi, da quando ha lasciato Palazzo Chigi nell’ottobre del 2022. Ha sviluppato quel tema, nei tre interventi pubblici che da giugno hanno segnato il suo ritorno sulla scena dopo mesi di silenzio.

E ora che l’incarico cui l’ha chiamato Ursula von der Leyen riaccende i riflettori sull’ex presidente del Consiglio, è in questo solco che lui invita a leggere la scelta di accettare la missione di scrivere una relazione sul futuro della competitività in Europa. La proposta nasce da un rapporto diretto e consolidato con la presidente della Commissione Ue, che lo ha consultato nelle ultime settimane.

Ed è chiaro che la mossa di Von der Leyen si inserisce nel grande gioco politico che si è già aperto in vista delle elezioni europee del prossimo anno, dalle quali la leader della Cdu vorrebbe uscire ancora prot…

ROMA – Il futuro dell’Europa, la necessità di “un vero e proprio processo politico” per una più forte integrazione, a partire dalle regole fiscali. Non ha parlato d’altro Mario Draghi, da quando ha lasciato Palazzo Chigi nell’ottobre del 2022. Ha sviluppato quel tema, nei tre interventi pubblici che da giugno hanno segnato il suo ritorno sulla scena dopo mesi di silenzio.

E ora che l’incarico cui l’ha chiamato Ursula von der Leyen riaccende i riflettori sull’ex presidente del Consiglio, è in questo solco che lui invita a leggere la scelta di accettare la missione di scrivere una relazione sul futuro della competitività in Europa. La proposta nasce da un rapporto diretto e consolidato con la presidente della Commissione Ue, che lo ha consultato nelle ultime settimane.

Ed è chiaro che la mossa di Von der Leyen si inserisce nel grande gioco politico che si è già aperto in vista delle elezioni europee del prossimo anno, dalle quali la leader della Cdu vorrebbe uscire ancora protagonista. È anche chiaro che la ricognizione di Draghi non sarà la relazione fredda di un tecnico: intersecherà le grandi transizioni del nostro tempo e implicherà una visione dell’Europa nei nuovi assetti globali. Ma l’ex capo della Bce si tiene alla larga dalle declinazioni in salsa italiana della vicenda, dall’invito di Giorgia Meloni ad avere un “occhio di riguardo” verso Roma. E dal suo entourage diffidano dall’attribuirgli aspirazioni a incarichi di sorta, a partire da quello di futuro presidente del Consiglio europeo, per il quale, da “riserva” dell’Unione, sarebbe autorevolissimo candidato.

Von der Leyen ha preparato con cura il suo discorso sullo Stato dell’Unione, la proposta a Draghi è stata meditata, condivisa e discussa con l’interessato. E da lui accettata con l’intenzione di mettersi al lavoro subito. Ma con l’obiettivo di consegnare il rapporto soltanto dopo le elezioni europee del prossimo giugno. E dunque fuori dalla contesa elettorale, ma all’inizio della nuova legislatura Ue, quando si compiranno i giochi tra le grandi famiglie politiche d’Europa e si potrà ragionare di un orizzonte più lungo.

Non sono ancora definiti gli aspetti più tecnici del mandato dell’ex presidente della Bce, che ieri ha ascoltato l’annuncio di Von der Leyen da un luogo di vacanza. Inutile domandare se Draghi abbia avuto modo di parlare del suo nuovo incarico con Giorgia Meloni, anche se è un dato di fatto che i contatti tra i due, frequenti all’inizio, si sono fatti a dir poco sporadici negli ultimi mesi, mesi in cui il governo della destra ha rotto il fairplay degli inizi e iniziato ad attaccare chi c’era prima. “Il mandato è europeo, guarda all’interesse dei cittadini europei, oltre le convenienze di questo o quel Paese”, spiega chi prova a farsi interprete del pensiero dell’ex premier.

Di sicuro, tracce di quel che Draghi pensa si leggono tra le righe dei discorsi che l’ex presidente della Bce ha tenuto a giugno al Mit di Boston, a luglio al National Bureau of Economic Research di Cambridge e nei primi giorni di settembre in un lungo intervento sull’Economist. Discorsi sull’Europa, sulla necessità di una più forte integrazione, per superare le debolezze di oggi e le continue tentazione a ripiegare nei confini nazionali. “L’Europa deve confrontarsi con shock comuni esterni come la pandemia, la crisi energetica e la guerra in Ucraina. Shock troppo grandi - ha scritto sull’Economist - perché un Paese riesca a gestirli da solo”.

Servono investimenti giganteschi e al momento “l’Europa non dispone di una strategia federale per finanziarli”, anzi con le regole sugli aiuti di Stato limita l’azione dei Paesi. Qui s’innesta il tema della competitività. Perché se l’Unione non è in grado di agire in modo incisivo e coordinato, rischia di perdere terreno, sul piano politico ma anche industriale, a vantaggio di aree del mondo “che si impongono meno vincoli”. Draghi ritiene che le “strategie che hanno garantito in passato prosperità e sicurezza dell’Europa - fare affidamento sull’America per la sicurezza, sulla Cina per le esportazioni e sulla Russia per l’energia - sono ora insufficienti, incerte o inaccettabili”. Di fronte ai mutamenti globali, “la paralisi è intollerabile per i cittadini, mentre la drastica opzione di uscire dall’Ue ha dato risultati contrastanti. La creazione di un’unione più forte si rivelerà l’unico modo per garantire la sicurezza e prosperità desiderate dai cittadini europei”.

La traiettoria è chiara, la riflessione sui cambiamenti globali è stata articolata da “super Mario” negli incontri avuti nell’ultimo anno lontano dalla scena pubblica, nei colloqui riservati con gli ex colleghi europei e mondiali, con protagonisti come Elon Musk. Del futuro dell’Ue aveva scritto, da premier, in un articolo firmato con Emmanuel Macron. Nel 2024 sull’avanzata delle destre si misureranno visioni contrapposte dell’Europa. La scelta è tra “paralisi, uscita o integrazione”. Solo una, per Draghi, la soluzione.

Leggi i commenti