Meloni vola dall’amico Orbán, Salvini abbraccia Le Pen. L’Italia sempre più a destra (e lontana da Bruxelles)
dal nostro inviato Antonio FraschillaBUDAPEST – Mentre l'Europa sembra chiamare a una scelta la presidente del Consiglio, tra una possibile nuova maggioranza Ursula all’Europarlamento è un ruolo di opposizione minoritaria con destra e sovranisti a Bruxelles, Giorgia Meloni pare aver già preso una strada: e oggi è volata a Budapest per incontrare Viktor Orbán, il presidente ungherese amico di Vladimir Putin e della Cina, e avversario della commissaria Ue Ursula von der Leyen.
Meloni oggi è a Budapest al summit sul calo demografico organizzato dagli ultrà tradizionalisti ungheresi e che tra i leader politici Ue vede la partecipazione solo di Aleksander Vučić, presidente della Serbia, Orbán e Meloni appunto. Il programma prevede un panel insieme alle 11 e un incontro bilaterale nella sede del governo ungherese alle 14. “Dobbiamo parlare di molte cose”, ha detto Orban accogliendo Meloni al forum. Al centro dell’incontro tra Meloni e Orbán anche il tema delle alleanze Ue all’indomani dello stop, all’i…
BUDAPEST – Mentre l'Europa sembra chiamare a una scelta la presidente del Consiglio, tra una possibile nuova maggioranza Ursula all’Europarlamento è un ruolo di opposizione minoritaria con destra e sovranisti a Bruxelles, Giorgia Meloni pare aver già preso una strada: e oggi è volata a Budapest per incontrare Viktor Orbán, il presidente ungherese amico di Vladimir Putin e della Cina, e avversario della commissaria Ue Ursula von der Leyen.
Meloni oggi è a Budapest al summit sul calo demografico organizzato dagli ultrà tradizionalisti ungheresi e che tra i leader politici Ue vede la partecipazione solo di Aleksander Vučić, presidente della Serbia, Orbán e Meloni appunto. Il programma prevede un panel insieme alle 11 e un incontro bilaterale nella sede del governo ungherese alle 14. “Dobbiamo parlare di molte cose”, ha detto Orban accogliendo Meloni al forum. Al centro dell’incontro tra Meloni e Orbán anche il tema delle alleanze Ue all’indomani dello stop, all’interno del Partito popolare europeo di Max Weber, della possibile alleanza Ppe-Conservatori per cambiare la geografia politica a Bruxelles.
Uno stop che complica i piani della Meloni, che puntava a questo nuovo asse per uscire da una posizione di minoranza dopo il voto delle Europee del prossimo anno. Invece a quanto pare i vertici a Bruxelles stanno chiedendo già adesso a Meloni di prendere una decisione sulla scelta di campo: se partecipare o meno, con i conservatori, alla nuova edizione di una maggioranza Ursula ampia e su temi chiari. E la presidente del Consiglio ha bisogno di una sponda a Bruxelles in vista di dossier italiani delicati: Pnrr e patto di stabilità su tutti.
I continui attacchi al commissario italiano all’Ue, Paolo Gentiloni, e il viaggio di oggi da Orbán sembrano però andare in una direzione di opposizione all’asse maggioritario, esattamente come il suo vicepremier Matteo Salvini che domenica a Pontida ha invitato Marine Le Pen, la leader del fronte europeo di destra che comprende anche gli ultranazionalisti tedeschi di Afd: poco presentabili per il loro antieuropeismo, come li ha definiti anche il segretario di Forza Italia Antonio Tajani e alleato al governo di Meloni.
Oggi Meloni potrebbe anche chiedere a Orbán di passare tra i conservatori per spaccare il Ppe che va verso il bis dell’alleanza con i socialisti a Bruxelles. Questo è il primo bilaterale a Budapest con Orbán che Meloni compie da quando è presidente del Consiglio: un segnale che arriva in giorni chiave per il futuro degli assetti all’Ue, soprattutto dopo la chiamata a Bruxelles, voluta dalla Von der Leyen, dell’ex presidente del Consiglio Mario Draghi.