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Controlli sui guadagni e sui rapporti coi lobbisti. Stretta sulle attività degli eurodeputati

(reuters)
Il Parlamento europeo vera un nuovo regolamento “etico” per garantire la trasparenza dei suoi componenti ed evitare nuovi Qatargate
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Il Parlamento europeo decide di darsi nuove regole in vista delle elezioni del 2024. Con 505 voti a favore, 93 contrari e 52 astensioni, ieri l’Eurocamera ha dato il via libera ad un nuovo pacchetto di norme che impone maggiore trasparenza agli eletti di Strasburgo. Norme volute dalla presidente del parlamento europeo Roberta Metsola, che rappresentano un primo passo verso un’ulteriore stretta e che, come ha assicurato la presidente del Parlamento europeo.

L'obiettivo è quello di scongiurare l’incombere di un altro Qatargate, lo scandalo che ha gettato un'ombra sulla credibilità del parlamento europeo, mettendo in luce gli opachi rapporti tra alcuni eletti e un gruppo dei paesi extra Ue, (Qatar e Marocco). Il nuovo regolamento entrerà in vigore a partire dal prossimo primo novembre e prevede una serie di paletti per impedire fenomeni di corruzione. In sostanza, per rendere le istituzioni europee meno vulnerabili ad eventuali tentativi di influenza esterna, che siano Stati esteri o sog…

Il Parlamento europeo decide di darsi nuove regole in vista delle elezioni del 2024. Con 505 voti a favore, 93 contrari e 52 astensioni, ieri l’Eurocamera ha dato il via libera ad un nuovo pacchetto di norme che impone maggiore trasparenza agli eletti di Strasburgo. Norme volute dalla presidente del parlamento europeo Roberta Metsola, che rappresentano un primo passo verso un’ulteriore stretta e che, come ha assicurato la presidente del Parlamento europeo.

L'obiettivo è quello di scongiurare l’incombere di un altro Qatargate, lo scandalo che ha gettato un'ombra sulla credibilità del parlamento europeo, mettendo in luce gli opachi rapporti tra alcuni eletti e un gruppo dei paesi extra Ue, (Qatar e Marocco). Il nuovo regolamento entrerà in vigore a partire dal prossimo primo novembre e prevede una serie di paletti per impedire fenomeni di corruzione. In sostanza, per rendere le istituzioni europee meno vulnerabili ad eventuali tentativi di influenza esterna, che siano Stati esteri o soggetti privati.

Per questo uno dei punti principali riguarda la regolamentazione dell’attività di lobbying. Gli eurodeputati – si legge nel testo approvato – “dovrebbero incontrare unicamente i rappresentanti di interessi iscritti nel registro per la trasparenza”. In ogni caso, per gli eletti l’obbligo è quello di pubblicare online il contenuto degli incontri svolti con i lobbisti e con i rappresentanti di paesi stranieri. Si interviene, in più, anche sugli ex deputati che spesso, alla fine del loro mandato, iniziano a svolgere attività di lobbying per conto di altri soggetti. Per loro si introduce un “periodo di raffreddamento” di sei mesi, durante il quale non potranno essere coinvolti in nessuna attività che potrebbe influenzare l'attività del parlamento.

Si interviene anche sul conflitto di interessi a partire dalla sua definizione, ovvero “qualora l’esercizio del mandato possa essere indebitamente influenzato da motivi familiari o affettivi, da interesse economico o da qualsiasi altro interesse privato diretto o indiretto”. Gli eurodeputati sono chiamati “senza indugio a porvi rimedio”, recita il testo. In alternativa devono dichiararlo apertamente. Questo vale soprattutto per i parlamentari che intendono ricoprire un incarico istituzionale all'interno del parlamento Ue. Il ruolo in questione potrà essere assunto solo dopo il via libera dell’organo interessato.

Per Brando Benifei, capodelegazione del Pd, il regolamento “è un primo importante passo", perché - spiega - “con queste norme gli eurodeputati saranno obbligati ad una maggiore trasparenza rispetto a qualsiasi altra attività secondaria da loro svolta”.

Le nuove norme sul conflitto di interessi hanno riacceso una vecchia polemica tutta italiana sulle consulenze in Arabia Saudita svolte da Matteo Renzi. Con l'entrata in vigore del nuovo regolamento le attività all'estero dell’ex premier, che ha già annunciato la sua candidatura alle Europee del prossimo anno, potrebbero finire nel mirino del nuovo codice. Il leader di Italia Viva ha già chiarito che in caso di elezioni lascerebbe i suoi “incarichi internazionali”.

Una rassicurazione che al M5s non sono bastate. Per l'eurodeputata Laura Ferrara l'elezione di Renzi "crea un’ incompatibilità di fatto” E ancora: “Finora in parlamento abbiamo votato diverse risoluzioni sull’Arabia Saudita, condannando la ripetuta violazione dei diritti umani. Ecco: secondo il nuovo regolamento, Renzi in questi casi dovrebbe alzarsi e dichiarare apertamente il proprio conflitto d’interesse, esponendo l’Italia ad un'enorme figuraccia”.

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