Visibilia, una nuova pista: il conto aperto da Ruffino nella stessa banca del fondo Negma, società che salvò Santanchè
di Sandro De Riccardis , Antonio FraschillaLuca Reale Ruffino
Anche Luca Reale Ruffino aveva un conto aperto presso la sede romana di Banca Finnat, lo stesso istituto di credito dove ha i conti Negma, il fondo di investimenti con sede a Dubai, arrivato in soccorso di Visibilia proprio come il “re dei condomini”, suicidatosi lo scorso 5 agosto. E’ un nuovo elemento dell’indagine della procura di Milano, che indaga sul dissesto finanziario del gruppo fondato dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè. Negma ha prestato negli anni tre milioni di euro a Visibilia, così come con altre operazioni simili alle altre società (Ki group e Bioera) legate alla dirigente di Fratelli d’Italia.
Quella su Visibilia è stata un’operazione finanziaria che ha fatto tutti felici: il management ha incassato capitali freschi che l’hanno salvato dal fallimento, e il fondo di Dubai - convertendo le obbligazioni in azioni, acquistando e vendendo i titoli – ha realizzato una plusvalenza di seicentomila euro. A perderci, però, sono stati i piccoli azionisti, che hann…
Anche Luca Reale Ruffino aveva un conto aperto presso la sede romana di Banca Finnat, lo stesso istituto di credito dove ha i conti Negma, il fondo di investimenti con sede a Dubai, arrivato in soccorso di Visibilia proprio come il “re dei condomini”, suicidatosi lo scorso 5 agosto. E’ un nuovo elemento dell’indagine della procura di Milano, che indaga sul dissesto finanziario del gruppo fondato dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè. Negma ha prestato negli anni tre milioni di euro a Visibilia, così come con altre operazioni simili alle altre società (Ki group e Bioera) legate alla dirigente di Fratelli d’Italia.
Quella su Visibilia è stata un’operazione finanziaria che ha fatto tutti felici: il management ha incassato capitali freschi che l’hanno salvato dal fallimento, e il fondo di Dubai - convertendo le obbligazioni in azioni, acquistando e vendendo i titoli – ha realizzato una plusvalenza di seicentomila euro. A perderci, però, sono stati i piccoli azionisti, che hanno visto il valore azionario delle loro quote precipitare del 98 per cento.
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Ora, nell’indagine del pm Paolo Filippini emerge come sia Ruffino che Negma avevano i propri conti nella stessa banca romana della famiglia Nattino. Per gli investigatori potrebbe non essere una coincidenza. Ed è sicuramente un nuovo spunto di indagine. Da mesi la procura cerca di capire chi ci sia dietro Negma (titolare di conti anche in Svizzera), perché e per conto di chi siano state finanziate società del gruppo Visibilia che le perizie della procura hanno definito “prive di continuità aziendale”.
Dopo le acquisizioni di documentazione presso Banca Finnat, gli investigatori del Nucleo di polizia economica della Guardia di Finanza continuano a indagare. Quello che è solo uno spunto d’indagine propone nuovi interrogativi a cui la procura intende rispondere: tra i finanziatori del fondo d’investimento e Visibilia c'è una netta separazione o ci sono elementi di contatto? A chi appartiene il denaro che è stato iniettato nelle società? Arriva dall’Italia o dall’estero?
Nel fascicolo per aggiotaggio, al momento senza indagati, sono confluiti anche i documenti prodotti dalla Consob. Che però non hanno portato a identificare chi si sia mosso dietro lo schermo di Negma nelle operazioni di sostegno alle società del ministro Santanchè. E poco utili invece vengono considerate le eventuali rogatorie, a Dubai o in Svizzera, dove Negma ha dei conti.