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Weber e la pietra tombale sul patto Ppe-Conservatori. Giochi aperti per l’Ursula 2

Manfred Weber

 
L’operazione del capo dei popolari per costruire una nuova maggioranza europea è già arrivata al suo tramonto
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STRASBURGO - Il sogno di una maggioranza in Europa di centrodestra è svanito. E a porre la pietra tombale è stato addirittura Manfred Weber, il capogruppo del Ppe che fino a poche settimane fa aveva patrocinato l’idea di costruire una alleanza nell’europarlamento basata su un‘intesa tra popolari e Conservatori, ossia il gruppo di Giorgia Meloni.

“Cara Iratxe, caro Stéphane – ha detto rivolgendosi ai capigruppo socialista e liberale – voglio ringraziarvi per la nostra proficua collaborazione in questi momenti cruciali. La maggioranza Von der Leyen ce l’ha fatta”. Appunto, la “maggioranza Ursula”. Che sembrava in procinto di essere archiviata e che la destra italiana ha sperato di far cadere per entrare nel gioco grande dell’Unione.

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Per Weber, è davvero una inversione ad U. Aveva infatti insistito nel tentativo di emarginare …

STRASBURGO - Il sogno di una maggioranza in Europa di centrodestra è svanito. E a porre la pietra tombale è stato addirittura Manfred Weber, il capogruppo del Ppe che fino a poche settimane fa aveva patrocinato l’idea di costruire una alleanza nell’europarlamento basata su un‘intesa tra popolari e Conservatori, ossia il gruppo di Giorgia Meloni.

“Cara Iratxe, caro Stéphane – ha detto rivolgendosi ai capigruppo socialista e liberale – voglio ringraziarvi per la nostra proficua collaborazione in questi momenti cruciali. La maggioranza Von der Leyen ce l’ha fatta”. Appunto, la “maggioranza Ursula”. Che sembrava in procinto di essere archiviata e che la destra italiana ha sperato di far cadere per entrare nel gioco grande dell’Unione.

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Per Weber, è davvero una inversione ad U. Aveva infatti insistito nel tentativo di emarginare il Pse dialogando con i sovranisti, da Fratelli d’Italia agli spagnoli di Vox. Con uno obiettivo mai davvero nascosto: impedire a Ursula von der Leyen un secondo mandato. Una opzione che a questo punto appare del tutto accantonata. “Insieme – ha aggiunto il presidente popolare – abbiamo preso le decisioni giuste, sul vaccino europeo, sul Recovery Fund o sul cambiamento climatico”.

Una ammissione immediatamente sottolineata da Iratxe Garcia, capogruppo spagnola di S&D: “Oggi l’alleanza tra destra ed estrema destra rappresenta un clamoroso fallimento. Signor Weber, lei hai fatto un errore storico e la storia la ricorderà per questo. Non si torna indietro”.

Resta il fatto che le parole di Weber sono la presa d’atto che i numeri del prossimo Parlamento non permetteranno maggioranze diverse, senza socialisti. Ed è diventato un via libera di fatto alla ricandidatura di Von der Leyen.

Ma è anche il segno che qualcosa è cambiato negli equilibri europei e nelle intenzioni della presidente della Commissione. La sconfitta della destra in Spagna ha frenato le aspirazioni della destra. La possibilità che anche in Olanda si affermi la compagine rosso-verde determina rapporti di forza tra progressisti e sovranisti inimmaginabili fino a due mesi fa. E anche Von der Leyen ha iniziato a valutare la necessità di candidarsi come “Spitzenkandidat”, ossia come concorrente ufficiale dei popolari europei alla guida dell’esecutivo Ue.

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Pure la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, si mette sulla stessa lunghezza d’onda e conferma questa prospettiva. “Ursula si ricandiderà? È una cosa che dovete chiedere a lei. Ma posso dire che è stato grandioso che il suo discorso sia stato ben accolto dai leader di una larga maggioranza dei gruppi, ad eccezione degli estremi” dell’emiciclo. Un taglio, dunque, alle ali più estreme del Parlamento. In particolare quelle di destra.

Basta allora ascoltare le parole del leader leghista Matteo Salvini per capire come sia cambiato il quadro. “La Lega - ha avvertito anche all’indirizzo di Giorgia Meloni - sarà indisponibile a sostenere qualunque maggioranza e qualunque commissione che comprenda i socialisti e la sinistra. Non voglio una Von der Leyen 2”. La premier italiana è avvertita. La campagna per le europee non sarà semplice per la sua coalizione.

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