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Cappato: “A Monza ho unito il campo largo sulle mie battaglie. Ora voglio un confronto con Galliani”

Il tesoriere dell’associazione Coscioni che corre a Monza per il centrosinistra unito: “Il mio obiettivo è coniugare la transizione ecologica con la questione sociale”
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Marco Cappato sfidante di Adriano Galliani per il Senato a Monza, con il via libera dei 5 stelle di Conte e del Pd di Schlein, di fatto è il primo candidato in Parlamento del campo largo del centrosinistra. Se ne è reso conto?

(Ride) “È vero. E credo che sia il risultato del sistema elettorale e del metodo che ho scelto. Intanto non c’è l’obbrobrio della legge nazionale che toglie la libertà di scegliere il candidato del collegio svincolato dal partito”.

Ci parli del metodo.
“Semplice, io da 14 anni faccio battaglie fuori dal Parlamento con Eumans e l’Associazione Luca Coscioni. Chi si riconosce in alcune di queste battaglie mi può sostenere. Se ci si basa non sul perimetro degli schieramenti politici, ma sugli obiettivi il risultato è l’unità. Alle elezioni si possono presentare insieme partiti che hanno fatto le lotte insieme, come quella del salario minimo”.


Lei è un precedente felice.
“Sono l’esito di un percorso. Troppo spesso la retorica dice prima i contenuti poi i contenitori, …

Marco Cappato sfidante di Adriano Galliani per il Senato a Monza, con il via libera dei 5 stelle di Conte e del Pd di Schlein, di fatto è il primo candidato in Parlamento del campo largo del centrosinistra. Se ne è reso conto?

(Ride) “È vero. E credo che sia il risultato del sistema elettorale e del metodo che ho scelto. Intanto non c’è l’obbrobrio della legge nazionale che toglie la libertà di scegliere il candidato del collegio svincolato dal partito”.

Ci parli del metodo.
“Semplice, io da 14 anni faccio battaglie fuori dal Parlamento con Eumans e l’Associazione Luca Coscioni. Chi si riconosce in alcune di queste battaglie mi può sostenere. Se ci si basa non sul perimetro degli schieramenti politici, ma sugli obiettivi il risultato è l’unità. Alle elezioni si possono presentare insieme partiti che hanno fatto le lotte insieme, come quella del salario minimo”.


Lei è un precedente felice.
“Sono l’esito di un percorso. Troppo spesso la retorica dice prima i contenuti poi i contenitori, ma si fa sempre l’opposto. Prevale il richiamo identitario”.


Cosa condivide con Elly Schlein? Forse lo spirito da attivista?
“Io le ho presentato le motivazioni della mia candidatura esattamente nei termini che le ho detto. Non c’è stato bisogno di conciliaboli. Poi le difficoltà sono arrivate da resistenze comprensibili del processo decisionale interne al Pd che rispetto e di cui non ne so nulla”.

Ecco, il Pd locale la considera calato dall’alto. Che mossa concreta farà per motivare gli iscritti?
“Sono pronto a confrontarmi direttamente anche con le forze politiche sul territorio perché penso che sui temi sarà più facile capirsi”.


I cattolici del Pd non sembrano avere gradito la sua candidatura.
“Con i cattolici vale lo stesso. Dal referendum del divorzio in poi hanno saputo cogliere la differenza tra scelte personali e imposizioni per tutti”.


Ha sentito anche il presidente M5S Giuseppe Conte?
“No. Non mi sono sentito direttamente con lui”.

Passiamo al merito della sua campagna elettorale. I diritti innanzitutto?
“La sorprenderò. Ma concentrerò la mia campagna sulla principale questione di cui mi sono occupato a livello europeo in questi anni. Coniugare la transizione ecologica con la questione sociale”.

È possibile?
“Sì, spostando le tasse dal lavoro al consumo delle risorse ambientali e alle emissioni. Favorendo la competitività delle aziende sostenibili. Questo è un punto cruciale. Per evitare che la destra alle Europee faccia propaganda sul fatto che a pagare la questione ambientale siano le classi più deboli. Soltanto una conversione ecologica del fisco può consentire di coniugare diritti sociali e ambiente”.


Niente diritti civili?
“Le mie battaglie sull’eutanasia, sul fine vita, sulla liberalizzazione delle droghe leggere sono note. I diritti civili è più scontato che siano nella mia agenda. Ma occorre anche sfidare su altri temi la destra. Su questo costante aumento delle pene e la creazione di nuovo reati per decreto sull’onda di emergenze. Un modello che compromette la sicurezza del cittadino”.

In che senso?
“Serve de-criminalizzare i reati senza vittima – in materia di droghe e immigrazione per esempio – affinché la macchina della giustizia e le forze dell’ordine possano occuparsi di reati veri. Alzare pene e continuare a congestionare le carceri, con la giustizia al collasso, non porterà più sicurezza”.

Il suo avversario Galliani parte stra-favorito. Non si reputa una candidatura di bandiera?
“Il processo che ha portato a sostenere me, ha dimostrato che queste elezioni possano aprirsi a logiche diverse. La domanda da porsi è semplice: per gli elettori della Brianza è più utile che ci sia Galliani in parlamento o che invece ci vada Cappato? Quali istanze porta Galliani, quali Cappato?”.

Se lo immagina un confronto con Galliani?
"Beh, mi aspetto che ci possa essere”.


 

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