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Mostrato un cadavere al Tg1 delle 20, critiche sulla Rai che poi si autocensura

L’indignazione dei telespettatori e dei social per il servizio sull’omicidio di Tor Bella Monaca. Solo stamattina rimosse le immagini da RaiPlay. Rischio denuncia all’AgCom
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Cancellato. Rimosso. Oscurato. Alla fine il Tg1 non ha potuto far altro che autocensurarsi. Troppa l’indignazione dei telespettatori. Furente l’ira tracimata dai social, che per tutta la serata di ieri hanno rilanciato critiche all’indirizzo del principale notiziario nazionale. Il motivo? Aver mandato in onda, all’interno dell’edizione più seguita, quella delle 20, un servizio sull’omicidio di Tor Bella Monaca – un 38enne freddato con quattro colpi di pistola per strada, in pieno giorno – contenente immagini forti.

Ovvero, le disperate manovre di rianimazione sull’uomo già praticamente morto, steso a terra e insanguinato, con la compagna ferita sdraiata accanto. Un cadavere ripreso piuttosto da vicino, sebbene col voto pixellato. E così, prima si è preferito rimandare la pubblicazione dell’edizione serale su RaiPlay. Poi, quando stamattina è ricomparsa, del servizio “incriminato” non c’era più neppure un frame. 

D’altra parte, non si poteva fare diversamente. Lo scivolo…

Cancellato. Rimosso. Oscurato. Alla fine il Tg1 non ha potuto far altro che autocensurarsi. Troppa l’indignazione dei telespettatori. Furente l’ira tracimata dai social, che per tutta la serata di ieri hanno rilanciato critiche all’indirizzo del principale notiziario nazionale. Il motivo? Aver mandato in onda, all’interno dell’edizione più seguita, quella delle 20, un servizio sull’omicidio di Tor Bella Monaca – un 38enne freddato con quattro colpi di pistola per strada, in pieno giorno – contenente immagini forti.

Ovvero, le disperate manovre di rianimazione sull’uomo già praticamente morto, steso a terra e insanguinato, con la compagna ferita sdraiata accanto. Un cadavere ripreso piuttosto da vicino, sebbene col voto pixellato. E così, prima si è preferito rimandare la pubblicazione dell’edizione serale su RaiPlay. Poi, quando stamattina è ricomparsa, del servizio “incriminato” non c’era più neppure un frame. 

D’altra parte, non si poteva fare diversamente. Lo scivolone non era infatti passato inosservato. Al punto che qualcuno aveva già minacciato denunce all’AgCom per violazione del Testo unico della radiotelevisione e del codice di autoregolamentazione media e minori che impegna le imprese televisive “a far sì che nei programmi di informazione si eviti la trasmissione di immagini di violenza o di sesso che non siano effettivamente necessarie alla comprensione delle notizie”.

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