Migranti, Emma Bonino: “La svolta militare di Meloni è solo propaganda per arginare Salvini”
di Giovanna CasadioROMA – Emma Bonino, ex ministra degli Esteri, leader di +Europa, la premier Meloni ha annunciato misure straordinarie contro gli sbarchi, quasi una svolta militare. E’ l’unica risposta possibile?
“Non è la via giusta. Sono misure propagandistiche su cui si gioca, tra l’altro, una partita politica tra Fratelli d’Italia e Lega dentro la maggioranza. Inoltre, non voglio fare Cassandra, però è evidente che il terremoto in Marocco, l’alluvione in Libia provocherà l’esodo di molti che cercheranno un futuro altrove. E noi rischiamo di trovarci semplicemente impreparati”.
Domani Ursula von der Leyen sarà con Meloni a Lampedusa: una visita opportuna e utile?
“Se non altro a constatare “de visu” cosa sta succedendo. Però Von der Leyen dovrà fare proposte al Consiglio Ue che, va ricordato, sono spesso state rispedite al mittente dagli Stati membri”.
Comunque il flusso di migranti verso l’Italia è un’emergenza?
“Mi sono sgolata per anni a dire una ovvietà: il flusso di migranti è un dato str…
ROMA – Emma Bonino, ex ministra degli Esteri, leader di +Europa, la premier Meloni ha annunciato misure straordinarie contro gli sbarchi, quasi una svolta militare. E’ l’unica risposta possibile?
“Non è la via giusta. Sono misure propagandistiche su cui si gioca, tra l’altro, una partita politica tra Fratelli d’Italia e Lega dentro la maggioranza. Inoltre, non voglio fare Cassandra, però è evidente che il terremoto in Marocco, l’alluvione in Libia provocherà l’esodo di molti che cercheranno un futuro altrove. E noi rischiamo di trovarci semplicemente impreparati”.
Domani Ursula von der Leyen sarà con Meloni a Lampedusa: una visita opportuna e utile?
“Se non altro a constatare “de visu” cosa sta succedendo. Però Von der Leyen dovrà fare proposte al Consiglio Ue che, va ricordato, sono spesso state rispedite al mittente dagli Stati membri”.
Comunque il flusso di migranti verso l’Italia è un’emergenza?
“Mi sono sgolata per anni a dire una ovvietà: il flusso di migranti è un dato strutturale da affrontare con una strategia complessiva e duratura. Quella di oggi a Lampedusa è certamente una emergenza umanitaria, ma nessuno dica che era imprevista”.
L'hotspot di Lampedusa è al collasso: come si fronteggia il caos?
“6000 persone sono tantissime. Il governo predisponga un piano per dare servizi ai migranti e ai cittadini di Lampedusa, come chiede il sindaco. Si metta la testa su questo nelle prossime ore, non sulle fumisterie ideologiche. Il segretario di +Europa Riccardo Magi è stato a Lampedusa per incontrare autorità locali, Ong, soccorritori e monitorare da vicino la situazione. Racconta anche la solidarietà forte dei lampedusani”.
Per la sua esperienza di ex commissaria Ue agli aiuti umanitari, quali misure pensa siano necessarie?
“Bisogna garantire a tutti i servizi di base, oltre a sostenere i cittadini dell’isola che vedono stravolta la loro quotidianità. Dopo le cure di base, rapidamente le persone vanno portate altrove in centri e strutture adeguate.
Non quindi le navi della Marina militare che vuole Matteo Salvini e a cui sembra pensi anche Meloni?
“Non è chiaro cosa davvero abbia in mente Meloni. Una missione europea? Oltre a espellere dopo 18 mesi di permanenza i migranti, ma dove? Nessun Paese li vuole indietro. Salvini vuole giocare alla battaglia navale, è recidivo. Se le navi servono come supporto a chi soccorre le persone e a intervenire in caso di rischio naufragio per salvarle, ha senso. Se è un’altra salvinata securitaria per illudere che si fermeranno gli arrivi, no grazie. Dopo aver vaneggiato per anni di blocchi navali, porti chiusi e affondamento di barconi, ora si sono ammutoliti. I decreti sicurezza, poi, non hanno avuto alcun effetto”.
Neppure gli accordi di Meloni con il presidente tunisino Saied funzionano?
“Come avevamo denunciato in Parlamento, gli accordi con Saied, tanto sbandierati da Meloni il giorno stesso della firma, sono un fallimento annunciato, non un modello. Anche se abbiamo convinto la Ue che valeva la pena firmarli”.
Però ritiene riprovevole avere cercato quel patto per fermare le partenze dalla Tunisia?
“Si. Quell’accordo partiva dal presupposto che Saied potesse essere un fattore di stabilizzazione della Tunisia, mentre è l’esatto contrario. Non solo nessuna riforma per il suo popolo è stata richiesta in cambio, ma oltre all’aumento dei flussi dalla Tunisia, assistiamo anche a episodi raccapriccianti: migranti respinti dalle autorità tunisine verso il deserto, dove muoiono di fame, di sete e di stenti. Pensavo che l’esperienza delle motovedette alla Libia fosse bastata. E invece mi sbagliavo”.
La destra ritiene che ci sia una regia in questo boom di sbarchi?
“Salvini ha parlato di regia e di “guerra”. Non è un passante ma il vice presidente del Consiglio, se sa parli e agisca, e riferisca in Parlamento di questo fantomatico complotto internazionale, non al bar. Altrimenti temo che non abbia ancora ben smaltito il mojito del Papeete. Bisognerebbe piuttosto stare sul terreno, ma non escludo che Saied stia ricattando l’Europa per avere soldi senza alcuna condizione. Cedere al ricatto, però, porterebbe solo ad altri ricatti”.
L’Europa latita.
“Meloni ha sbagliato strategia. Ma è ostaggio di Polonia e Ungheria e non chiede i ricollocamenti. Quindi, per la premier, la priorità è azzerare le partenze, che è come svuotare l’oceano con un cucchiaino da caffè. Questo atteggiamento condanna l’Italia a fare tutto da sola. E, come un disco rotto, di fronte alla loro incapacità, quale miglior capro espiatorio per ogni buon sovranista se non Francia e Germania? Nonostante questo, Parigi e Berlino hanno comunque annunciato che ci daranno una mano per far fronte a questa situazione”.
Quale potrebbe essere la via europea per fronteggiare un esodo epocale destinato a aumentare?
“Primo, se si vuole una vera strategia europea bisogna avere ruolo, budget e poteri a Bruxelles, sia per il controllo dei confini esterni che per l’accoglienza di chi arriva; e anche per i rimpatri una volta che siamo deliberati conformemente al diritto internazionale e a quello europeo. Cosa che va bene a noi federalisti e non piace ai nazionalisti e sovranisti. E poi, e anche io mi sembro disco rotto, garantire flussi legali consistenti a livello europeo. Con flussi legali, più facilmente potrai coinvolgere le leadership dei paesi di origine, altrimenti è difficile”.
I valori Dio patria e famiglia di Meloni e dei sovranisti non prevedono l’ accoglienza?
“E tra poco riparte anche la retorica sul presepe, come se Giuseppe e Maria non fossero tra i “rifugiati” più celebri della storia. È solo una delle contraddizioni della retorica reazionaria di Meloni. Vogliono difendere la nostra civiltà, la religione e Dio, ma poi fanno l’opposto di quello che dice il Vangelo”.