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Migranti, Schlein a Repubblica: “Meloni prende il giro il Paese, ha nemici al governo con cui si sfida per il consenso”

(ansa)

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La segretaria del Pd dopo la stretta annunciata dalla premier: “La verità è che non ha soluzioni, calcoli elettorali sulla pelle dei più fragili”
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“Giorgia Meloni ha preso in giro il Paese”, dice Elly Schlein a Repubblica, mentre è in viaggio verso Parma. La segretaria del Pd parla dell’ultima sortita della premier, il diktat sui migranti, annunciato ieri sera via social, in attesa che il Cdm di lunedì formalizzi la stretta: aumento del trattenimento dei migranti fino a 18 mesi nei centri per i rimpatri e strutture militarizzate, gestite dalla Difesa. È la risposta della premier allo strappo di Matteo Salvini e ai numeri flop sugli sbarchi, raddoppiati in un anno. Per Schlein, “la verità è che Meloni non ha soluzioni. E i suoi amici in Europa sono proprio quelli che rifiutano di aiutare l’Italia sull’accoglienza”. E gli alleati? “Nel governo ha nemici con cui gioca a chi è più cattivo, per contendersi il consenso sulla pelle dei più fragili”.

Su questo fronte, il Pd sembra compattarsi. Anche l’ala riformista sposa, almeno per ora, la linea della leader. Ecco Giorgio Gori, sindaco di Bergamo: “Meloni fa la faccia feroce coi migra…

“Giorgia Meloni ha preso in giro il Paese”, dice Elly Schlein a Repubblica, mentre è in viaggio verso Parma. La segretaria del Pd parla dell’ultima sortita della premier, il diktat sui migranti, annunciato ieri sera via social, in attesa che il Cdm di lunedì formalizzi la stretta: aumento del trattenimento dei migranti fino a 18 mesi nei centri per i rimpatri e strutture militarizzate, gestite dalla Difesa. È la risposta della premier allo strappo di Matteo Salvini e ai numeri flop sugli sbarchi, raddoppiati in un anno. Per Schlein, “la verità è che Meloni non ha soluzioni. E i suoi amici in Europa sono proprio quelli che rifiutano di aiutare l’Italia sull’accoglienza”. E gli alleati? “Nel governo ha nemici con cui gioca a chi è più cattivo, per contendersi il consenso sulla pelle dei più fragili”.

Su questo fronte, il Pd sembra compattarsi. Anche l’ala riformista sposa, almeno per ora, la linea della leader. Ecco Giorgio Gori, sindaco di Bergamo: “Meloni fa la faccia feroce coi migranti solo per contenere Salvini che la cannoneggia dall'estrema destra. Sa perfettamente che alzare a 18 mesi la detenzione nei centri per il rimpatrio non tratterrà neppure una persona dal cercare di venire in Europa - via Italia - se fugge da guerre, persecuzioni o estrema povertà. È solo una misura inumana, un colpo di propaganda alla vecchia maniera”. Per il sindaco di Bergamo, “è giusto cercare di limitare i flussi spontanei. Servono però investimenti europei per stabilizzare i Paesi da cui si originano le migrazioni, accordi per i rimpatri e soprattutto veri canali di ingresso legale”. Anche Piero Fassino attacca la stretta annunciata dalla premier: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol ascoltare. Nonostante il fallimento della politica migratoria seguita fin qui, Meloni continua a scommettere su un approccio securitario - blocco navale e detenzioni - che ha già ampiamente dimostrato di non avere alcuna efficacia”. Mentre Roberto Speranza invita la destra a chiedere scusa per gli attacchi all’ex ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, bersaglio preferito di Salvini & co, quando erano all’opposizione.

Pierfrancesco Majorino, responsabile Immigrazione della segreteria di Schlein, annuncia che a ottobre il Pd presenterà una proposta di legge per superare la Bossi-Fini. “Si deve tornare alle parole del presidente Mattarella: vie d'accesso legali. Anche aumentando i flussi, con un vero piano nazionale di accoglienza, ascoltando i sindaci che da mesi lamentano di essere stati lasciati soli. Poi va svuotato il centro di Lampedusa: è una follia fare una tendopoli”. Anche da sinistra però si critica l’approccio dell’Ue. Per Majorino “la strategia non ha funzionato. Serve una Mare Nostrum europea”.

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