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Salvini vedrà la leader dell’Afd, intesa blindata coi filorussi tedeschi

Il segretario della Lega cerca Alice Weidel, l’obiettivo è rafforzare il gruppo europeo Identità e democrazia. E insidiare a destra Fdi
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Il primo contatto è avvenuto all’inizio dell’estate. E questa settimana, a Strasburgo, se n’è riparlato tra i dirigenti dei due partiti. In vista delle elezioni europee, racconta una autorevole fonte tedesca, Matteo Salvini ha espresso l’intenzione di incontrare la capa degli ‘impresentabili’ tedeschi, la leader dell’Afd Alice Weidel. Una data ancora non c’è, ma il dado è tratto. Ed è un altro segnale inequivocabile che il leader della Lega intende fare concorrenza a Giorgia Meloni da destra. Anzitutto ricompattando la galassia nera in Europa, raccolta nel gruppo “Identità e democrazia”.

Mesi fa Salvini aveva già espresso l’ambizione, un tantino smodata, di trasformarlo nel primo gruppo al Parlamento europeo. Domani a Pontida ha invitato un’altra sodale dell’internazionale xenofoba, euroscettica e nazionalista: la leader della destra estrema francese, Marine Le Pen.

La scelta di Alice Weidel, per Salvini, forse non è casuale. La leader Afd è uno degli ultimi volti moderati di una forz…

Il primo contatto è avvenuto all’inizio dell’estate. E questa settimana, a Strasburgo, se n’è riparlato tra i dirigenti dei due partiti. In vista delle elezioni europee, racconta una autorevole fonte tedesca, Matteo Salvini ha espresso l’intenzione di incontrare la capa degli ‘impresentabili’ tedeschi, la leader dell’Afd Alice Weidel. Una data ancora non c’è, ma il dado è tratto. Ed è un altro segnale inequivocabile che il leader della Lega intende fare concorrenza a Giorgia Meloni da destra. Anzitutto ricompattando la galassia nera in Europa, raccolta nel gruppo “Identità e democrazia”.

Mesi fa Salvini aveva già espresso l’ambizione, un tantino smodata, di trasformarlo nel primo gruppo al Parlamento europeo. Domani a Pontida ha invitato un’altra sodale dell’internazionale xenofoba, euroscettica e nazionalista: la leader della destra estrema francese, Marine Le Pen.

La scelta di Alice Weidel, per Salvini, forse non è casuale. La leader Afd è uno degli ultimi volti moderati di una forza politica che nei suoi primi dieci anni di vita si è spostata sempre più a destra. Nata antieuro, ribattezzata “il partito dei professori”, l’Afd ha raggiunto un primo picco nei consensi durante la crisi dei profughi del 2015 radicalizzandosi su posizioni ferocemente xenofobe. E negli anni successivi ha raccolto talmente tanti nostalgici ed estremisti nelle sue fila da finire sotto osservazione dei servizi segreti interni, il Verfassungsschutz, per sospette attività antidemocratiche. E’ stato il partito dei no vax durante la pandemia, ora è il rifugio dei filorussi che detestano l’Ucraina.

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Weidel ultimamente sembra in difficoltà, pressata dalla destra del suo partito. E anche lei si sta radicalizzando. Qualche giorno fa, quando le hanno chiesto perché avesse declinato l’invito dell’ambasciata russa nel giorno della liberazione dal nazismo, l’8 maggio, la leader ha risposto che non voleva “festeggiare la sconfitta del mio Paese”. Cioè, la Germania di Hitler.

In Germania, per ora, vige ancora la “Brandmauer”, il “frangifuoco” di Angela Merkel, il divieto per i conservatori della Cdu di allearsi con il suo partito. Un muro che da qualche mese ha cominciato a mostrare qualche crepa. Nei land dell’Est, dove l’Afd raccoglie tra un quarto e un quinto dei consensi, sta diventando sempre più difficile formare coalizioni senza l’ultradestra. E qualcuno, nella Cdu, sta cercando di picconare il “frangifuoco” merkeliano.

L’Afd veleggia nei sondaggi nazionali intorno al 20-22%. E una delle figure più influenti del partito euroscettico, filorusso e complottista, resta lo storico rivale di Weidel, il leader della Turingia Bjoern Hoecke. E’ l’uomo che definì il monumento all’Olocausto a Berlino “una vergogna”. E che di recente ha suscitato un’ondata di indignazione perché sogna classi speciali per i disabili per non compromettere la produttività dei bambini normodotati. Secondo un tribunale tedesco, Hoecke può essere legittimamente definito un fascista. E in questi giorni è cominciato un altro processo contro di lui per una frase urlata durante un comizio a Merseburg: “Tutto per la Germania”. Ero lo slogan delle Ss.

Negli ultimi mesi la litigiosità del governo semaforo retto da Olaf Scholz e l’incapacità del leader della Cdu tedesca Friedrich Merz di intercettare gli elettori delusi ha regalato all’Afd l’inquietante boom di popolarità. L’ultradestra tedesca potrebbe portare in dote al gruppo europeo di “Identità e democrazia”, di cui fa parte anche la Lega, tra 22 e 24 europarlamentari. Il doppio di quelli attuali.

Lo Spitzenkandidat alle europee che è stato scelto al congresso di luglio dell’Afd è Maximilian Krah, un uomo fidato di Hoecke che ha già inanellato una serie di uscite raccapriccianti. Nell’ultimo video elettorale ha dichiarato che “i nostri avi non sono dei criminali”, con chiaro riferimento ai nazisti. E dai vertici, Weidel compresa, a tutt’oggi tutto tace. Visceralmente filorusso e amico intimo di oligarchi fedeli a Putin come Viktor Medveciuk e Sergej Karaganov, Krah è stato sospeso in passato da “Identità e democrazia” per uno scandalo di corruzione e per aver disobbedito alla linea ufficiale del gruppo. Invece di sostenere l’alleata Le Pen, Krah si era espresso a favore del suo rivale di ultradestra Zemmour. La Weltanschauung dell’estremista è tutta in una sua citatissima frase: “l’uomo vero vota a destra”. Krah ritiene i verdi “stupidi” e come l’intera l’Afd - che è negazionista sui cambiamenti climatici - ha dichiarato una guerra senza quartiere all’ambientalismo.

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