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Salvini da Pontida abbassa i toni: “Meloni sta facendo miracoli sull’immigrazione, un delitto non vincere insieme Europee”

(ansa)
Il leader della Lega al raduno sullo storico pratone parla ai giovani del Carroccio: “La difesa dei confini è un sacro dovere”. Poi va a San Siro per il derby
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PONTIDA – E’ un Salvini in versione “pompiere” quello che incontra a Pontida i giovani della Lega nella prima delle due giornate del tradizionale raduno nella bergamasca. “Giorgia Meloni sta facendo miracoli sull’immigrazione, tra noi non ci sono divisioni e sono convinto che domani a Lampedusa con Ursula von der Leyen otterrà il massimo”.

Il leader della Lega lo dice subito al suo arrivo all’incontro con i giovani della Lega e precisa che “la difesa dei confini e della sicurezza è un sacro dovere, non è un capriccio della Lega: è qualcosa su cui stiamo lavorando in totale sintonia con il governo". Salvini giudica “positivo” che la presidente della Commissione europea abbia accettato subito l’invito della premier a recarsi a Lampedusa, ma non si scalda.

Si capisce, però, che vuole smorzare sul nascere la polemica nel centrodestra sulla gestione dell’immigrazione. “Che domani lei sia a Lampedusa e che io accolga qua Marine Le Pen a Pontida è assolutamente parte dello stesso o…

PONTIDA – E’ un Salvini in versione “pompiere” quello che incontra a Pontida i giovani della Lega nella prima delle due giornate del tradizionale raduno nella bergamasca. “Giorgia Meloni sta facendo miracoli sull’immigrazione, tra noi non ci sono divisioni e sono convinto che domani a Lampedusa con Ursula von der Leyen otterrà il massimo”.

Il leader della Lega lo dice subito al suo arrivo all’incontro con i giovani della Lega e precisa che “la difesa dei confini e della sicurezza è un sacro dovere, non è un capriccio della Lega: è qualcosa su cui stiamo lavorando in totale sintonia con il governo". Salvini giudica “positivo” che la presidente della Commissione europea abbia accettato subito l’invito della premier a recarsi a Lampedusa, ma non si scalda.

Si capisce, però, che vuole smorzare sul nascere la polemica nel centrodestra sulla gestione dell’immigrazione. “Che domani lei sia a Lampedusa e che io accolga qua Marine Le Pen a Pontida è assolutamente parte dello stesso obiettivo". Ad accogliere il leader della Lega nel capannone di fianco allo storico pratone i giovani leghisti di Lombardia, Piemonte e Veneto, che urlano “secessione” tra fumogeni verdi. Al motto “Lombardia libera, c’è solo il Veneto e il Piemonte”.

Salvini non rinuncia a togliersi qualche sassolino dalle scarpe. “Ieri ero a processo a Palermo perché, da ministro, ho fatto il mio dovere di bloccare sbarchi di immigrati clandestini e questo governo farà esattamente quello che è giusto fare, non escludendo ogni intervento possibile per proteggere i figli della nostra terra". Alla domanda se già lunedì il tema sarà oggetto del Consiglio dei ministri il leader della Lega taglia corto: “Non voglio portare via il lavoro al ministro Piantedosi. Se ne sta occupando lui”. In ogni caso, distinguere la posizione della Lega da quella degli altri partiti del centrodestra. “Marine Le Pen che parlerà a Pontida domani rappresenta l’Europa che vogliamo che non è quella di adesso”. Sul tema delle alleanze in vista delle elezioni Europee del prossimo anno Salvini manda una sorta di ultimatum agli alleati. “Al centrodestra, che ha scelto di essere unito in Italia, mando un messaggio: siccome il 9 giugno ci saranno le elezioni europee, sarebbe delittuoso perdere l'occasione per la prima volta nella storia di portare il centrodestra unito a vincere anche in Europa. Da che esiste l'Europa i socialisti hanno sempre governato lì e io faccio e farò di tutto per mandare a casa socialisti e comunisti dal governo europeo".

Salvini ha fretta di andare a Milano per assistere al derby Milan-Inter. Prima di lasciare Pontida si rivolge ai giovani: “La droga è merda, non esiste il diritto a stroncarsi”. Ricorda Umberto Bossi che dal 2018 non partecipa più al tradizionale raduno della Lega. "L'Europa dei popoli e delle nazioni è stata una geniale intuizione di quel grande uomo che si chiama Umberto Bossi, grazie al quale siamo qua. È l'Europa libera, fondata sul lavoro, sull'identità, sulla famiglia, sulle tradizioni, sulla difesa dei confini e della sicurezza, che è un sacro dovere e non un capriccio della Lega". Poi lascia Pontida diretto allo stadio di San Siro.

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