Porte aperte ai migranti. È l’eccezione portoghese, nell’Europa dei muri e dei respingimenti. “Siamo il Paese dell’accoglienza”, rivendica con orgoglio Ana Catarina Mendes, ministra degli Affari parlamentari e responsabile delle politiche sull’immigrazione nel governo socialista di António Costa.
Il Portogallo scommette sull’attrazione di nuovi migranti come motore della crescita.
“Il Portogallo ha un serio problema demografico. Per affrontarlo, abbiamo approvato una serie di misure di sostegno alle famiglie e di agevolazioni per i giovani. In questo contesto, l’apertura all’immigrazione è uno dei punti: i flussi migratori concorrono a invertire la tendenza al calo della popolazione”.
Lei sostiene che i migranti sono essenziali per la sostenibilità economica e demografica.
“Vedo l’immigrazione con una prospettiva umanitaria di accogliere coloro che fuggono dalla fame, dalle guerre, dalle dittature, dalle alterazioni climatiche e cercano in Portogallo uno spazio dove possano sviluppare…
Porte aperte ai migranti. È l’eccezione portoghese, nell’Europa dei muri e dei respingimenti. “Siamo il Paese dell’accoglienza”, rivendica con orgoglio Ana Catarina Mendes, ministra degli Affari parlamentari e responsabile delle politiche sull’immigrazione nel governo socialista di António Costa.
Il Portogallo scommette sull’attrazione di nuovi migranti come motore della crescita.
“Il Portogallo ha un serio problema demografico. Per affrontarlo, abbiamo approvato una serie di misure di sostegno alle famiglie e di agevolazioni per i giovani. In questo contesto, l’apertura all’immigrazione è uno dei punti: i flussi migratori concorrono a invertire la tendenza al calo della popolazione”.
Lei sostiene che i migranti sono essenziali per la sostenibilità economica e demografica.
“Vedo l’immigrazione con una prospettiva umanitaria di accogliere coloro che fuggono dalla fame, dalle guerre, dalle dittature, dalle alterazioni climatiche e cercano in Portogallo uno spazio dove possano sviluppare il loro progetto di vita. Nel 2022, i lavoratori migranti hanno contribuito per il 10% alle casse della previdenza sociale. I flussi migratori sono un’opportunità per noi come per chi arriva in Portogallo”.
Una politica che contrasta con quella di alcuni Paesi Ue, compresa l’Italia.
“Forse sì, ma è una politica che abbiamo sviluppato negli ultimi 25 anni e che rafforziamo ora con la nuova agenzia appena creata: uno strumento per gestire l’accoglienza, la legalizzazione di chi arriva, puntando sulla politica linguistica perché il mercato del lavoro possa assorbire gli stranieri che vengono per cercare un impiego. L’impegno è quello di poter assicurare a tutti un lavoro dignitoso”.
Il Portogallo non ha lo stesso problema di Paesi come Italia, Spagna o Grecia, con l’arrivo continuo di imbarcazioni di migranti. Quale politica dovrebbe realizzare l’Ue per contenere questa emergenza?
“Noi continuiamo a mantenere gli impegni con l’Europa sulla politica di ricollocamento dei migranti. E ne abbiamo già accolti parecchi. Come conseguenza della guerra in Ucraina, solo nel 2022 abbiamo ricevuto un numero di rifugiati triplo rispetto ai 5 anni precedenti. Ma restiamo convinti che la nostra debba essere una politica dell’accoglienza. Per questo abbiamo approvato una legge per facilitare la concessione di nuovi visti, puntando su una politica d’integrazione legale e sicura”.
C’è una stima di quanti migranti può aver bisogno il Portogallo per compensare il basso tasso di natalità? Avete previsto qualche meccanismo per tornare a ridurre l’ingresso di nuovi stranieri una volta raggiunto l’obiettivo?
“Nell’ultima legge sugli stranieri abbiamo eliminato le quote per i migranti. I meccanismi che abbiamo fissato servono a garantire che l’immigrazione sia legale e sicura”.
Avete previsto l’apertura di centri per l’accoglienza e la formazione di migranti. Come si svilupperà questo progetto?
“Verrà realizzato in collaborazione con gli imprenditori, per poter indirizzare la formazione di questi lavoratori in base alle necessità delle stesse aziende”.
L’opposizione denuncia la mancanza di controlli alle frontiere.
“Con la legge che separa le funzioni di sicurezza da quelle di accoglienza, abbiamo ristrutturato il servizio di controllo delle frontiere affidandolo totalmente alle tre forze di polizia del Portogallo: non smantelliamo la vigilanza, come vuol far credere qualcuno, ma piuttosto la rafforziamo”.