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Il Pd si compatta contro la premier. Ma è fronda fra i sindaci: “Pronti a collaborare”

Schlein a Repubblica: “Meloni ci prende in giro e non ha soluzioni”. Prodi: “L’immigrazione è come una guerra, serve una conferenza internazionale”
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“Meloni ha preso in giro il Paese”, dice Elly Schlein a Repubblica, mentre è in viaggio verso Parma.

La segretaria del Pd replica così all’ultima sortita della premier, cercando di svelarne il bluff. Nel mirino c’è il diktat sui migranti, annunciato venerdì sera via social dalla presidente del Consiglio, in attesa che il Cdm di lunedì formalizzi la stretta: aumento del trattenimento dei migranti fino a 18 mesi nei centri per i rimpatri e strutture militarizzate, gestite dalla Difesa. Più il rilancio dell’impraticabile “blocco navale”, formato Ue stavolta.

Per Schlein è l’ennesimo annuncio-toppa della premier, a fronte di sbarchi più che raddoppiati. "La verità — riprende la leader dem — è che Meloni non ha soluzioni. E i suoi amici in Europa sono proprio quelli che rifiutano di aiutare l’Italia sull’accoglienza”. E gli alleati? “Nel governo ha nemici con cui gioca per contendersi il consenso sulla pelle dei più fragili”. La soluzione, aggiunge poi al festival di Open, “sono vie legal…

“Meloni ha preso in giro il Paese”, dice Elly Schlein a Repubblica, mentre è in viaggio verso Parma.

La segretaria del Pd replica così all’ultima sortita della premier, cercando di svelarne il bluff. Nel mirino c’è il diktat sui migranti, annunciato venerdì sera via social dalla presidente del Consiglio, in attesa che il Cdm di lunedì formalizzi la stretta: aumento del trattenimento dei migranti fino a 18 mesi nei centri per i rimpatri e strutture militarizzate, gestite dalla Difesa. Più il rilancio dell’impraticabile “blocco navale”, formato Ue stavolta.

Per Schlein è l’ennesimo annuncio-toppa della premier, a fronte di sbarchi più che raddoppiati. "La verità — riprende la leader dem — è che Meloni non ha soluzioni. E i suoi amici in Europa sono proprio quelli che rifiutano di aiutare l’Italia sull’accoglienza”. E gli alleati? “Nel governo ha nemici con cui gioca per contendersi il consenso sulla pelle dei più fragili”. La soluzione, aggiunge poi al festival di Open, “sono vie legali e sicure. La sinistra ha sbagliato a non cambiare la Bossi-Fini, quando era al governo. Ora dobbiamo rilanciare lo Ius soli”.

Il tema migranti agita un po’ tutto il Pd, alla ricerca di ricette e di un messaggio che non suoni solo come “porti aperti”, da contrapporre al “porti chiusi” dei sovranisti. Pure Romano Prodi si dice preoccupato. “Tentare di risolvere il problema dell’immigrazione nel giorno per giorno è un suicidio”, dice il Professore dalla scuola di politica di Enrico Letta a Cesenatico. Come uscirne? “Questo problema ha le stesse conseguenze politiche di una guerra. E se tu vuoi evitare una guerra, devi fare una grande conferenza internazionale”. Il punto, per l’ex premier, “è che serve una enorme convergenza di volontà. Il singolo non può risolvere il problema, se non con la crudeltà. Ma con la crudeltà i problemi diventano peggiori”.

Il pendolo del Pd per ora oscilla tra la linea del vertice, sia di Schlein che dei riformisti, marcatamente ostile alle mosse di Meloni e soci, e un pezzo di sindaci che invece vede di buon occhio l’intervento dell’Esercito. A livello nazionale, stavolta, non si registrano spaccature. Roberto Speranza ieri ha chiesto alla destra di scusarsi con l’ex ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. Francesco Boccia invita Meloni “a venire in Parlamento”. Anche Stefano Bonaccini ha attaccato la stretta della premier: “Quando per anni urli ‘porti chiusi’, poi arrivi al governo e gli sbarchi raddoppiano, stai fallendo”.

La fronda dei sindaci

Ma è appunto nella cerchia dei sindaci che si cominciano a notare smarcamenti e aperture alla collaborazione col governo. Non tutti. Matteo Lepore, primo cittadino di Bologna, insiste sulla linea dell’accoglienza: “Qui ne arrivano altri 800, ma non diremo mai a Roma: basta”. Anche un riformista come Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, cassa la strategia di Meloni: “Fa la faccia feroce coi migranti solo per contenere Salvini”. Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, paragona i centri per i rimpatri ai “campi di concentramento”. Ma c’è chi apprezza la mossa di coinvolgere la Difesa. “L’Esercito è essenziale, da soli non reggiamo”, dice il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che pure non è certo un rude securitario (ha appena proposto di dare lo Ius Scholae a 27mila nuovi torinesi). Ancora più dritta è la sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi: “La situazione è esplosiva. Ben venga l’aiuto dell’Esercito, è un primo passo. Il punto oggi è trovare luoghi consoni. E la Difesa può certamente aiutare: davanti a questi numeri di sbarchi non basta nemmeno la polizia”. “Scriva così: siamo non disponibili, ma disponibilissimi a collaborare col governo”, mette a verbale Matteo Biffoni, sindaco di Prato, Toscana rossa, e soprattutto responsabile Immigrazione dell’Anci. “Con la Difesa abbiamo già collaborato bene nel progetto Aquila Omnia, per gli afghani. L’importante non è il colore del gatto, ma se prende il topo”. Ma parla come Anci o come esponente Pd? “Anche come esponente Pd. E sono un po’ arrabbiato col mio partito, perché non ha mai cancellato la Bossi-Fini”.

Non a caso Pierfrancesco Majorino, responsabile Immigrazione di Schlein, annuncia che a ottobre il Pd presenterà una proposta di legge ad hoc. Per fare cosa? “Vie d’accesso legali, anche aumentando i flussi, con un piano nazionale di accoglienza, ascoltando i sindaci. Poi va svuotato il centro di Lampedusa: è una follia fare una tendopoli”. Anche da sinistra però si critica l’approccio dell’Ue. Per Majorino “la strategia non ha funzionato. Serve una Mare Nostrum europea”. 

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