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Migranti, scontro Darmanin-Lega. Il ministro francese: “Non accoglieremo chi è sbarcato a Lampedusa”. La replica: “Basta chiacchiere”

(ansa)
Parte male l’azione congiunta Parigi-Roma. Pesa il patto dell’ultradestra tra Salvini e Marine Le Pen. Tajani: “Fa fede quello che dice Macron”
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“Basta chiacchiere”. Non proprio un benvenuto quello che la Lega ha dato al ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin, arrivato oggi a Roma e preceduto da queste sue dichiarazioni: “La Francia non accoglierà parte dei migranti arrivati recentemente a Lampedusa”.

Intervistato da Radio Europe 1: "No, la Francia non si appresta a farlo, la Francia vuole aiutare l'Italia a controllare la sue frontiere per impedire alla gente di venire", ha detto Darmanin, poche ore prima di incontrare a Roma il suo omologo italiano Matteo Piantedosi. "Sarebbe un errore di giudizio considerare che i migranti, siccome arrivano in Europa, devono essere subito ripartiti in tutta Europa e in Francia, che fa ampiamente la sua parte".

"Basta chiacchiere, gli italiani si aspettano e si meritano dalla Francia e dall'Europa dei fatti concreti!". Così la nota della Lega dopo le parole del ministro francese.

La visita di Darmanin doveva essere il primo passo dell’“azione congiunta”,…

“Basta chiacchiere”. Non proprio un benvenuto quello che la Lega ha dato al ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin, arrivato oggi a Roma e preceduto da queste sue dichiarazioni: “La Francia non accoglierà parte dei migranti arrivati recentemente a Lampedusa”.

Intervistato da Radio Europe 1: "No, la Francia non si appresta a farlo, la Francia vuole aiutare l'Italia a controllare la sue frontiere per impedire alla gente di venire", ha detto Darmanin, poche ore prima di incontrare a Roma il suo omologo italiano Matteo Piantedosi. "Sarebbe un errore di giudizio considerare che i migranti, siccome arrivano in Europa, devono essere subito ripartiti in tutta Europa e in Francia, che fa ampiamente la sua parte".

"Basta chiacchiere, gli italiani si aspettano e si meritano dalla Francia e dall'Europa dei fatti concreti!". Così la nota della Lega dopo le parole del ministro francese.

La visita di Darmanin doveva essere il primo passo dell’“azione congiunta”, per fronteggiare l’emergenza migranti, promessa dal presidente Emmanuel Macron dopo la telefonata con Giorgia Meloni di sabato scorso.

Ma in 24 ore lo scenario è cambiato. Se ieri mattina la premier italiana accoglieva a Lampedusa la presidente della Commissione Von der Leyen e il suo piano di azione in 10 punti, a circa 1800 km più a nord, sul pratone di Pontida si saldava il patto dell’ultradestra Salvini-Marine Le Pen.

Una vera e propria mina per il governo italiano. Ma anche un guanto di sfida lanciato all’Eliseo che in vista delle Europee non può mostrarsi debole sul fronte dell’accoglienza dei migranti. Un punto peraltro su cui la stessa Meloni ha promesso un giro di vite nel Cdm di oggi.

"Ciò che vogliamo dire ai nostri amici italiani – ha aggiunto Dermanin – è che dobbiamo proteggere le frontiere esterne dell'Unione europea e soprattutto esaminare subito le richieste d'asilo. Quando non ci sono le condizioni, rimandare i migranti nel loro Paese".

In un punto stampa all'Onu è intervenuto il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “'Fa fede quelli che dice il presidente Macron e il ministro degli Esteri francese e mi pare ci sia voglia di collaborare. Capisco bene che c'è una campagna elettorale in Francia, ma come" il problema migrazioni "non deve essere affrontato con slogan elettorale in Italia così deve valere altrove”. Continua Tajani: “Serve responsabilità, non la politica dello scaricabarile. Il tema non è Lampedusa, quella è la parte finale di quel che sta accadendo, è un campanello d'allarme preoccupante. La situazione va affrontata con serietà e senza spot".

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