Stop alle lezioni su Resistenza e Costituzione nelle scuole: Valditara non sblocca il rinnovo dell’accordo con Anpi
di Giovanna CasadioROMA - Non si insegneranno più i valori della Resistenza e della Costituzione a scuola con la presenza di partigiani e storici, perché l’accordo tra l’Anpi e il ministero dell’Istruzione scade giovedì, e non è stato rinnovato. Era un modo per mantenere vivi, discutere, divulgare e educare “agli ideali di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale”: ricorda l’Anpi. Nelle scuole italiane si sono fatti temi, concorsi, dibattiti appunto con i partigiani rimasti, sempre con storici e giuristi, così da non dimenticare le radici costituzionali.
Ma da quest’anno stop “lezioni” di Resistenza e Costituzione, se il ministro Giuseppe Valditara continuerà a latitare. Denuncia Gianfranco Pagliarulo, il presidente dell’Anpi: “Non c’è nessun onere o passaggio di denaro. Si tratta di organizzare un piano di presenza nelle scuole, temi, concorsi dibattiti che coinvolgono storici e costituzionalisti. La cosa più grave è il segnale politico. Al centro dei nostri approfondimenti c’è la C…
ROMA - Non si insegneranno più i valori della Resistenza e della Costituzione a scuola con la presenza di partigiani e storici, perché l’accordo tra l’Anpi e il ministero dell’Istruzione scade giovedì, e non è stato rinnovato. Era un modo per mantenere vivi, discutere, divulgare e educare “agli ideali di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale”: ricorda l’Anpi. Nelle scuole italiane si sono fatti temi, concorsi, dibattiti appunto con i partigiani rimasti, sempre con storici e giuristi, così da non dimenticare le radici costituzionali.
Ma da quest’anno stop “lezioni” di Resistenza e Costituzione, se il ministro Giuseppe Valditara continuerà a latitare. Denuncia Gianfranco Pagliarulo, il presidente dell’Anpi: “Non c’è nessun onere o passaggio di denaro. Si tratta di organizzare un piano di presenza nelle scuole, temi, concorsi dibattiti che coinvolgono storici e costituzionalisti. La cosa più grave è il segnale politico. Al centro dei nostri approfondimenti c’è la Costituzione, non l’Anpi. Non credo ci si possa accusare di parzialità, a meno che non mi dicano che ci vuole anche la testimonianza dei reduci di Salò”.
E quindi per provare a smuovere le acque, l’Anpi ha appena inviato due lettere: una al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l’altra alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Parla del rammarico e dello sconcerto per questa mancanza di risposte dal governo.
Fa inoltre una ricostruzione dell’iniziativa che ha quasi dieci anni. L’accordo tra Anpi e Miur, il ministro dell’Istruzione e ora del Merito, è entrato in vigore nel 2014. È sempre stato rinnovato ogni tre anni. A cosa mira? “Attesta la volontà condivisa di promuovere e sviluppare iniziative di collaborazione e di consultazione permanente per realizzare attività programmatiche nelle scuole e per le scuole, volte a divulgare i valori espressi nella Costituzione repubblicana e gli ideali di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale”, è scritto nel documento dell’Anpi. Che continua: “ Lo sconcerto a fronte del silenzio del ministro deriva dalla consapevolezza di avere agito in tutti questi anni con disinteresse e serietà (come può essere comprovato dai funzionari ministeriali con cui la nostra Associazione ha intrattenuto costanti e proficui rapporti di collaborazione), e di avere contribuito con il nostro impegno a migliorare e arricchire la qualità dell’offerta formativa del sistema scolastico pubblico”.
L’intesa era stata costruita nel tempo e con l’impegno dell’allora presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia, giurista e partigiano con la ministra Maria Chiara Carrozza.
Tra le ultime iniziative quelle che hanno visto coinvolti gli storici Giovanni De Luna, Isabella Insolvibile, Mimmo Franzinelli, Giulia Albanese. Ma è lungo l’elenco delle cose fatte. Nel dossier dell’Anpi si ricordano i concorsi nazionali a tema, dalla questione “Dalla Resistenza alla cittadinanza attiva” o “Dalla Resistenza alla Costituzione” e “Eguaglianza e pari dignità sociale, conquista della democrazia”. Sono state coinvolte su questo tutte le scuole dalle elementari alle superiori, mentre l’appuntamento “10 città” riguarda le superiori. Se l’intesa sarà archiviata, le collaborazione con le scuole non si fermeranno certo, garantisce Pagliarulo, ma senza nessun programma e accordo, in pratica si azzera il percorso intrapreso.