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Mattarella in Sicilia con Steinmeier: due giorni di gesti simbolici nell’epicentro dell’emergenza migranti

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

 (ansa)
Il capo dello Stato insieme al presidente tedesco nel teatro greco di Siracusa per assistere allo spettacolo ispirato a Ulisse. Poi a Piazza Armerina per visitare il centro d’accoglienza modello e il museo del caporalato
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SIRACUSA – È la Sicilia l’epicentro dell’incendio. E oggi e domani Sergio Mattarella proverà a spegnerlo un po’. Due giorni nel cuore dell’isola col presidente della Repubblica tedesco, Frank Walter Steinmeier, mentre non si è ancora sfiammata la tensione sullo stop di Berlino alle ammissioni volontarie dei richiedenti di asilo dall’Italia, la Francia si blinda a Ventimiglia, l’Austria minaccia di fare uguale, e i sindaci si ribellano ai centri per il rimpatrio dei migranti voluti dal governo.

Mattarella è chiamato a un’altra opera di diplomazia.

La visita nasce per premiare - questa mattina al teatro comunale di Siracusa - i Comuni gemellati italiani e tedeschi vincitori della seconda edizione del Premio dei presidenti. Un omaggio alla cooperazione tra i due Paesi. Poi i due passeggeranno per i vicoli di Ortigia e a sera assisteranno allo spettacolo ‘Ulisse, l’ultima Odissea’, al Teatro Greco. Ed è il primo segno politico. Una ricucitura con la Germania. Steinmeier e Scholz sono comp…

SIRACUSA – È la Sicilia l’epicentro dell’incendio. E oggi e domani Sergio Mattarella proverà a spegnerlo un po’. Due giorni nel cuore dell’isola col presidente della Repubblica tedesco, Frank Walter Steinmeier, mentre non si è ancora sfiammata la tensione sullo stop di Berlino alle ammissioni volontarie dei richiedenti di asilo dall’Italia, la Francia si blinda a Ventimiglia, l’Austria minaccia di fare uguale, e i sindaci si ribellano ai centri per il rimpatrio dei migranti voluti dal governo.

Mattarella è chiamato a un’altra opera di diplomazia.

La visita nasce per premiare - questa mattina al teatro comunale di Siracusa - i Comuni gemellati italiani e tedeschi vincitori della seconda edizione del Premio dei presidenti. Un omaggio alla cooperazione tra i due Paesi. Poi i due passeggeranno per i vicoli di Ortigia e a sera assisteranno allo spettacolo ‘Ulisse, l’ultima Odissea’, al Teatro Greco. Ed è il primo segno politico. Una ricucitura con la Germania. Steinmeier e Scholz sono compagni di partito.

L’altro avverrà domani, a Piazza Armerina. Qui i due visiteranno il centro di accoglienza Don Bosco 2000, in prima fila sul fronte dell’integrazione dei migranti. Stringeranno la mano ai calciatori del Don Bosco di Aidone, composta da immigrati, visiteranno il museo sul caporalato, saluteranno le famiglie ucraine accolte da chi - altri stranieri, arrivati prima di loro - era sbarcato in Sicilia ed ora è integrato. Ed è il secondo segno del viaggio.

Sono atti che parlano da soli, nella loro forza simbolica, e che vanno nella direzione auspicata da Mattarella venerdì all’assemblea di Confindustria: assorbire le ansie, non esasperarle. Risolvere i problemi. Aveva chiesto alla politica di non soffiare sul fuoco, un netto discorso contro l’ideologia della paura e a sera Meloni gli ha risposto con un video in cui paventa l’arrivo di “milioni di migranti”. Nel fine settimana Matteo Salvini a Pontida, con Marine Le Pen, ci ha aggiunto il suo carico.

È un gioco, si è capito, smaccatamente elettorale, dentro la competizione interna tra Fratelli d’Italia e Lega. Ma si può andare avanti così fino al voto di giugno?

Mattarella aveva raccomandato un approccio fattuale ai nodi della società, e invece sta accadendo esattamente il contrario. La coabitazione tra il governo e il Quirinale – formalmente di buon vicinato, di rispetto reciproco – procede in un equilibrio precario, perché troppo divergenti sono le rispettive visioni. Mattarella onora la pedagogia dei salesiani, Giorgia Meloni fa video incendiari.

Vedremo oggi. A Siracusa fa caldo come ad agosto, e l'altra sera c'era Mike Jagger, che ha cenato a Ortigia.

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