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Patto di stabilità, Mattarella avvisa la Ue e il presidente tedesco Steinmeier: “Sul bilancio non serve un rigore ottuso”

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I due capi di Stato in Sicilia. Una sponda al governo ma anche un invito a promuovere il negoziato
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SIRACUSA – Rigorosi, ma non ottusi. Sergio Mattarella interviene sul Patto di Stabilità. “Dobbiamo trovare un’intesa sulla proposta di regole condivise per il bilancio Ue. Sì a norme rigorose, ma che non siano ottuse e cieche”, ha detto durante il bilaterale che si è tenuto a Siracusa con il presidente tedesco Frank Walter Steinmeier. È un assist al governo, alle prese con una difficile manovra di bilancio. È un appello all’Europa a trovare un accordo condiviso entro fine anno. È un invito alla premier a contribuire alla definizione del negoziato. Meno recriminazioni, più politica. L’intesa è pienamente nelle mani del governo. Il pensiero del presidente si può anche tradurre così: non si può pensare di fare muro sul Mes e poi pretendere regole di bilancio più morbide.

Per Mattarella occorre avere come “obiettivo la crescita, tenendo conto di fenomeni come il rallentamento dell’economia cinese e le conseguenze della guerra in Ucraina. Il bilancio europeo deve essere ambizioso per affro…

SIRACUSA – Rigorosi, ma non ottusi. Sergio Mattarella interviene sul Patto di Stabilità. “Dobbiamo trovare un’intesa sulla proposta di regole condivise per il bilancio Ue. Sì a norme rigorose, ma che non siano ottuse e cieche”, ha detto durante il bilaterale che si è tenuto a Siracusa con il presidente tedesco Frank Walter Steinmeier. È un assist al governo, alle prese con una difficile manovra di bilancio. È un appello all’Europa a trovare un accordo condiviso entro fine anno. È un invito alla premier a contribuire alla definizione del negoziato. Meno recriminazioni, più politica. L’intesa è pienamente nelle mani del governo. Il pensiero del presidente si può anche tradurre così: non si può pensare di fare muro sul Mes e poi pretendere regole di bilancio più morbide.

Per Mattarella occorre avere come “obiettivo la crescita, tenendo conto di fenomeni come il rallentamento dell’economia cinese e le conseguenze della guerra in Ucraina. Il bilancio europeo deve essere ambizioso per affrontare le sfide fondamentali come la transizione ecologica e digitale”. Un sollecito alla saggezza mentre i falchi volteggiano sopra il cielo di Bruxelles. La situazione è complicata. La Germania è divisa. Le prossime elezioni in Olanda e Polonia non rendono certo più agevole la trattativa. Se non si trova un punto di equilibrio verranno meno alcuni strumenti di protezione e la situazione dell’Italia potrebbe aggrovigliarsi ad inizio anno. Mattarella vuole evitarlo. Questo è il senso della moral suasion.

Due giorni in Sicilia. Siracusa e domani Piazza Armerina. Un’altra opera di diplomazia con la Germania, dopo le tensioni dei giorni scorsi con Berlino sui migranti. Caldo afoso, come in piena estate. Il socialdemocratico Steinmeier non era mai stato sull’isola. Ha assaggiato la granita e la brioche col tuppo. “Sicilia bedda”, ha esclamato al teatro comunale, citando Veni l’autunnu di Franco Battiato.

I due sono molti amici. Si vedono spesso. L’occasione stavolta è stata data dal premio dei Presidenti che ogni due anni premia i gemellaggi tra i Comuni italiani e tedeschi. Nell’ottobre del 2021 si tenne a Berlino. Stavolta i riconoscimenti sono andati a Castelnovo ne’ Monti-Kahla, Olivieri-Breitnau, Passignano sul Trasimeno-Eltville am Rhein, Faenza-Schwaebisch Gmuend, Brescia-Darmstadt. Cerimonia bilingue. Partneriato, lo chiamano. È un modo, si capisce, per cementare un asse che non può in alcun modo venire meno, secondo il Quirinale. “Germania e Italia, anche attraverso l’azione congiunta dei nostri Comuni, potranno contribuire a rafforzare gli intenti utili a raggiungere le soluzioni migliori per superare gli ostacoli che abbiamo davanti”, ha scandito Mattarella.

L’uscita è nel solco delle cose dette la scorsa settimana all’assemblea di Confindustria: non soffiare sul fuoco dell’ideologia della paura, risolvere i problemi. Governare. Pedagogia repubblicana, Costituzione alla mano, rivolta all’intera classe dirigente del Paese. Quella sera, dopo quell’appello, Giorgia Meloni ha fatto un video diramato via social per dire che “in Italia arriveranno milioni di migranti”.

Steinmeier si è detto d’accordo su come procedere. “La nostra amicizia è un’assicurazione contro i nazionalismi e i separatismi”, ha detto. Poi passeggiata tra i vicoli di Ortigia. Serata al Teatro Greco a vedere l’Ulisse, l’ultima odissea. Steinmeier ha citato Goethe: “Non si capisce l’Italia senza la Sicilia”. E la Sicilia oggi è il cuore dell’incendio che i due Capi di Stato proveranno a spegnere. Domani saranno insieme in un centro migranti a Piazza Armerina. Qui immigrati africani e ucraini convivono. Stringeranno la mano ai calciatori del Don Bosco di Aidone, composta da stranieri, visiteranno il museo sul caporalato.

Non è una visita di rito. È una certa idea di mondo.

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