✕

Pionati sul medico No-Vax a Radio Rai 1: “Foa ha sbagliato e ora è sorvegliato speciale. Sulla scienza non si scherza”

Il direttore di Rai Radio 1, Francesco Pionati

 (ansa)
Il direttore dopo le polemiche avverte il conduttore del programma ‘Giù la maschera’: “Se ripete un errore simile ci saranno conseguenze. Sugli ospiti verrà fatta più attenzione”
2 minuti di lettura

“C’è stato un errore, noi abbiamo preso le distanze, siamo intervenuti e ora c’è un monitoraggio continuo. Foa ha capito che certe cose non le può più fare, altrimenti ci saranno conseguenze”. A dispetto della pacatezza che è sempre stata la sua cifra, stavolta il direttore di Rai Radio 1 Francesco Pionati ha perso la calma. E avverte il conduttore di Giù la maschera: se ne combina un’altra, è fuori.

Direttore, far parlare un medico No-Vax è servizio pubblico? La Rai non dovrebbe smascherare le fake news anziché diffonderle?

“Lo dice a me? Io ho la cultura e il culto del servizio pubblico, che ha il dovere di essere pluralista, dar spazio a tutti, ma con delle regole precise”.

E quali sono? Sulla scienza si può dibattere, mettendone in dubbio le evidenze?

“No che non si può e non si transige. Dipendono da questo la reazione dell’azienda e mia, la puntata riparatoria, la vigilanza che ci sarà sul programma. Il pluralismo non è libertà di insulto né aprire bocca e dargli fiato. Al di là…

“C’è stato un errore, noi abbiamo preso le distanze, siamo intervenuti e ora c’è un monitoraggio continuo. Foa ha capito che certe cose non le può più fare, altrimenti ci saranno conseguenze”. A dispetto della pacatezza che è sempre stata la sua cifra, stavolta il direttore di Rai Radio 1 Francesco Pionati ha perso la calma. E avverte il conduttore di Giù la maschera: se ne combina un’altra, è fuori.

Direttore, far parlare un medico No-Vax è servizio pubblico? La Rai non dovrebbe smascherare le fake news anziché diffonderle?

“Lo dice a me? Io ho la cultura e il culto del servizio pubblico, che ha il dovere di essere pluralista, dar spazio a tutti, ma con delle regole precise”.

E quali sono? Sulla scienza si può dibattere, mettendone in dubbio le evidenze?

“No che non si può e non si transige. Dipendono da questo la reazione dell’azienda e mia, la puntata riparatoria, la vigilanza che ci sarà sul programma. Il pluralismo non è libertà di insulto né aprire bocca e dargli fiato. Al di là dell’ospite discutibile, l’errore è stato indicare i fautori dei vaccini come criminali che vogliono il male delle persone. Intollerabile. Che in tutto il mondo si stiano approfondendo gli effetti del vaccino è un fatto, ma il confronto si fa tra scienziati, non tra stregoni”.

Medico no vax sospeso invitato a parlare di Covid a radio Rai nella trasmissione di Foa

Intanto uno stregone ha sproloquiato sulla radio che dirige: lei avrebbe mai invitato qualcuno sospeso dall’Ordine del medici?

“Assolutamente no. Il dibattito tra Pro-Vax e chi, pur essendo favorevole al vaccino, nutre qualche perplessità — d’altronde è la prima volta che si usano sieri a mRna — va fatto sempre fra esperti di alto e pari livello. Non si può chiamare un medico folle e dargli diritto di parola”.

Però è quel che è accaduto.

“È evidente che qualcosa non ha funzionato, ma garantisco che non si ripeterà”.

Foa esprime da sempre opinioni controverse, e non solo sul Covid: non è un rischio avergli affidato una trasmissione così importante?

“Siete voi che avete trasformato Giù la maschera nella trasmissione di punta di RadioRai. Zapping è una trasmissione di punta, anche quella di Loquenzi o Un giorno da pecora. Ne stiamo facendo tante e con ottimi riscontri. Dopodiché tutto è un rischio. Aver arruolato Foa è un tentativo, vediamo come va. Credo che lui sia talmente intelligente da aver compreso che certe cose non le può più fare. Dovesse ricapitare, non passeranno inosservate. È scattato l’allarme rosso”.

Se bissa lo manderete via?

“Beh insomma, se lo rifà ci saranno conseguenze. L’ad Sergio è uno fra i manager più competenti in Europa sulla radiofonia, la sintonia è totale”.

Dove ha sbagliato Foa?

«Premesso che certi inviti vanno evitati, la diretta presenta sempre delle incognite e se un interlocutore esce fuori dal seminato il conduttore lo deve fermare, avvertire: “Stai dicendo delle follie, io non le penso e nemmeno la Rai”. È in questo che Foa è mancato. Il vulnus è stato il suo silenzio che è sembrato acquiescenza di idee deliranti. E comunque ora ci sarà più attenzione sugli ospiti».

Resta il fatto che i palinsesti radio sono inzeppati di conduttori con simpatie sovraniste. Si declina così la sua idea di pluralismo?

“Non è vero, due terzi della programmazione è quella che già c’era. Abbiamo calcolato che durante la giornata gli esterni producono 270 minuti e gli interni 510. Su questo non mi prenderete mai in castagna: se io sono sopravvissuto a tutte le stagioni Rai — nonostante spesso mi si dipinga come un tipo naïf — è perché sono capace e qualcuno lo ha riconosciuto. Ora vi siete concentrati su Foa, ma gli altri stanno filando lisci come l’olio, nessuno contesta Poletti (il biografo di Salvini, ndr) o Chirico. L’unico incidente, previsto, si è verificato in una trasmissione di confronto tra tesi opposte guidata da un giornalista che è solito spostare il limite sempre un po’ più in là”.

Ha detto incidente previsto? Quindi ve la siete cercata?

“Specifico meglio: in quel tipo di programma poteva capitare. Però ora Foa ha tutto chiaro: i toni devono essere pacati, gli attacchi banditi, invitare i No-Vax non è consentito. Credo che lui l’abbia capito, sennò glielo faremo capire noi”.

Leggi i commenti