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Abuso d’ufficio: “Abolirlo è un errore grave”. Parola dell’ex sottosegretario di Draghi, Garofoli

L’audizione in commissione Giustizia del Senato, durante la discussione della nuova riforma Nordio
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Abolire l’abuso di ufficio è un errore grave: “Perché che forma di protezione resterebbe al cittadino che subisce le angherie del pubblico ufficiale?”.

Le parole sono di Roberto Garofoli, magistrato, presidente di Sezione al Consiglio di Stato, ed ex, influentissimo, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con il governo di Mario Draghi. Il 20 settembre Garofoli è stato ascoltato in Senato in commissione Giustizia, durante la discussione della nuova riforma Nordio. Un’audizione tecnica, certo. Ma inevitabilmente dal retrogusto politico visto il peso di Garofoli nello scorso Governo. E viste anche le posizioni giuridiche prese dal consigliere di Stato che ha criticato fortemente una delle norme bandiera dell’esecutivo Meloni in tema di Giustizia.

Dietro la norma c’è un ragionamento più volte riproposto da questo governo e anche da alcuni sindaci di centrosinistra: “Il reato di abuso di ufficio è usato contro una clava con gli amministratori e finisce sempre in un nulla di fatto”.…

Abolire l’abuso di ufficio è un errore grave: “Perché che forma di protezione resterebbe al cittadino che subisce le angherie del pubblico ufficiale?”.

Le parole sono di Roberto Garofoli, magistrato, presidente di Sezione al Consiglio di Stato, ed ex, influentissimo, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con il governo di Mario Draghi. Il 20 settembre Garofoli è stato ascoltato in Senato in commissione Giustizia, durante la discussione della nuova riforma Nordio. Un’audizione tecnica, certo. Ma inevitabilmente dal retrogusto politico visto il peso di Garofoli nello scorso Governo. E viste anche le posizioni giuridiche prese dal consigliere di Stato che ha criticato fortemente una delle norme bandiera dell’esecutivo Meloni in tema di Giustizia.

Dietro la norma c’è un ragionamento più volte riproposto da questo governo e anche da alcuni sindaci di centrosinistra: “Il reato di abuso di ufficio è usato contro una clava con gli amministratori e finisce sempre in un nulla di fatto”. In realtà, ha spiegato Garofoli, le cose non stanno così. “l numeri dei procedimenti per abuso di ufficio è in forte calo (da 7939 nel 2016 a 5418 nel 2021). Le archiviazioni, certo numerose nei procedimenti per abuso di ufficio, sono comunque mediamente pari al 62% per tutti gli altri reati: si dovrebbe concludere per ciò solo per l’abolizione di centinaia di altri reati o sono altri i rimedi da attivare? Lo stesso scarno numero di condanne (da 82 nel 2016 a 18 nel 2021 per i processi giunti a dibattimento, oltre le 44 sempre del 2021 innanzi alle Sezioni G.i.p./G.u.p.) è prova di una capacità della giurisprudenza di selezionare rigorosamente gli abusi penalmente rilevanti e potrebbe concorrere a ridurre la diffusa ansia di denuncia, oltre che ad orientare le scelte dei magistrati inquirenti”.

Perché, ha spiegato l’ex sottosegretario di Draghi, abolire l’abuso di ufficio significa non garantire giustizia a centinaia di cittadini. “Rilascio di permessi di costruire illegittimi, sanatoria di abusi edilizi. Mancata astensione i presenza di assegnazione di posti di lavoro o incarichi di consulenza a membri della propria famiglia o a società di cui l’agente detiene partecipazioni”. Garofoli cita alcune sentenze passate in giudicato per abuso di ufficio negli ultimi tempi: “Il carabiniere che ordina a due ragazze di mostrare i loro documenti obbligandole ad attendere l’arrivo di una pattuglia solo per ritorsione, perché le ragazze avevano rifiutato le sue avance. Un pubblico ministero che chiede il rinvio a giudizio contro l’ex della sua compagna, nei cui confronti aveva in precedenza deciso di archiviare il procedimento. Non si tratta di atti amministrativi, ma di comportamenti, contro i quali non si può ricorrere al giudice amministrativo. Abolito in toto l’abuso di ufficio, che forma di protezione resterebbe nella disponibilità del privato che subisca le angherie di chi, detenendo il potere pubblico, lo eserciti in modo intenzionalmente distorto? Il punto merita una riflessione e una accorta (anche politicamente) valutazione”.

Nella relazione, l’ex sottosegretario di Draghi ha sottolineato come una possibilità potesse essere “un’abolizione parziale: cancellare l’abuso di ufficio di vantaggio, lasciando in piedi quello di danno”. Punire cioè comunque l’abuso di ufficio quando crea un danno a un cittadino. “Certo – dice Garofoli – non sarebbe agevolmente spiegabile che si lasci privi di ogni tutela e protezione chi subisca intenzionali sopraffazioni e angherie dal pubblico ufficiale ,magari per vendetta, ritorsione, odio. Ma sarebbe senz’altro da preferire all’abolizione totale”.

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