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Al funerale laico di Napolitano le orazioni bipartisan e l’addio del figlio

Alle esequie alla Camera Mattarella, Macron e Steinmeier La cerimonia in Aula, il feretro invece resterà nella Sala dei ministri. La sepoltura a Roma nel cimitero Acattolico
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È un inedito. Un funerale laico nell’Aula di Montecitorio, oggi alle 11.30. Per dare l’ultimo saluto a Giorgio Napolitano, il presidente della Repubblica eletto due volte, sono attesi Capi di Stato (Sergio Mattarella, Emmanuel Macron, Frank Walter Steinmeier, l’ex François Hollande), più di cento ambasciatori, tra cui quello russo a Roma, la duchessa Sofia d’Edimburgo, la premier Meloni, quello albanese Edi Rama, i sindaci di Napoli (la sua città) e Milano, e il Parlamento in seduta comune.

Ieri, alla vigilia, la Camera assomigliava ad un alveare: è una prima volta anche per il cerimoniale di Montecitorio, alle prese con un’organizzazione senza precedenti. In una sala attigua all’Aula – la Sala dei ministri – è stata allestita la camera ardente. Lì il feretro rimarrà durante la cerimonia, vegliato da sei corazzieri. Due bandiere: quella italiana e quella europea. Il corteo funebre si muoverà alle 11.10 dal Senato, percorrerà corso Rinascimento, piazza Argentina, piazza Venezia, v…

È un inedito. Un funerale laico nell’Aula di Montecitorio, oggi alle 11.30. Per dare l’ultimo saluto a Giorgio Napolitano, il presidente della Repubblica eletto due volte, sono attesi Capi di Stato (Sergio Mattarella, Emmanuel Macron, Frank Walter Steinmeier, l’ex François Hollande), più di cento ambasciatori, tra cui quello russo a Roma, la duchessa Sofia d’Edimburgo, la premier Meloni, quello albanese Edi Rama, i sindaci di Napoli (la sua città) e Milano, e il Parlamento in seduta comune.

Ieri, alla vigilia, la Camera assomigliava ad un alveare: è una prima volta anche per il cerimoniale di Montecitorio, alle prese con un’organizzazione senza precedenti. In una sala attigua all’Aula – la Sala dei ministri – è stata allestita la camera ardente. Lì il feretro rimarrà durante la cerimonia, vegliato da sei corazzieri. Due bandiere: quella italiana e quella europea. Il corteo funebre si muoverà alle 11.10 dal Senato, percorrerà corso Rinascimento, piazza Argentina, piazza Venezia, via del Corso, piazza Montecitorio, scortato dai corazzieri. La commemorazione vera e propria inizierà alle 11.45. Nove interventi. I presidenti delle Camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Poi il figlio Giulio e la nipote Sofia May Napolitano. Quindi gli ex premier Giuliano Amato e Paolo Gentiloni, Gianni Letta, il cardinal Gianfranco Ravasi, Anna Finocchiaro. Diretta tv su Rai Uno. Maxischermi allestiti in piazza. Proclamato il lutto nazionale. Bandiere a mezz’asta anche nei palazzi dell’Ue. Ci sono tre precedenti, ma si tennero tutti fuori dal palazzo, in piazza Montecitorio. Il primo risale al marzo 1979, per la morte di Ugo La Malfa, il segretario del Partito repubblicano. I militanti riempirono all’inverosimile Piazza Santi Apostoli, poi in piazza Montecitorio si tenne il ricordo delle istituzioni (c’era anche Pertini), l’orazione affidata a Leo Valiani. Vent’anni dopo, dicembre del 1999, la storia si ripeté per la morte di Nilde Iotti, tre volte presidente della Camera. Parlarono Giorgio Napolitano, Luciano Violante, Walter Veltroni, Livia Turco, Tina Anselmi, Oscar Luigi Scalfaro. Premier era D’Alema. Al Quirinale c’era Ciampi.

L’ultima volta fu nell’ottobre 2015, per la morte di Pietro Ingrao. Matteo Renzi sedeva a palazzo Chigi, Mattarella era stato eletto a fine gennaio. L’orazione funebre la tenne Alfredo Reichlin. C’erano don Ciotti, Citto Maselli col pugno chiuso, Ettore Scola. Bandiere rosse di Rifondazione e “Bella ciao”. Ieri pomeriggio si è chiusa la camera ardente al Senato. Claudio Lotito si è presentato con Provedel e Romagnoli, il portiere e il difensore della Lazio, squadra per cui tifa il figlio di Napolitano («siamo tutti della Lazio in famiglia», ammise una volta il presidente emerito); sono passati commossi i vecchi compagni del Pci, Livia Turco, Achille Occhetto, Massimo D’Alema, ma anche il regista Giuseppe Tornatore, legato a quel mondo per formazione. Ha brillato per la sua assenza il vicepremier Matteo Salvini. L’altro vice, Antonio Tajani, invece c’era . Giancarlo Giorgetti ha lasciato scritto un messaggio affettuoso (“Caro Giorgio, mi hai insegnato tante cose, magari anche un po’ di stile, e mi hai lasciato un marchio sicuramente immeritato di saggio. Grazie”); non sono passati inosservati Francesco Gaetano Caltagirone, Pier Ferdinando Casini, Marta Cartabia, Marco Follini, Giovanni Maria Flick, Myrta Merlino. Napolitano sarà tumulato nel cimitero acattolico di Roma.

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