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Sofia May Napolitano dieci anni dopo il nonno Giorgio: applausi bipartisan alla Camera per la nipote dell’ex presidente

Ai funerali laici ricorda aneddoti familiari e insegnamenti, con la voce commossa. E conquista gli elogi di Giorgia Meloni, Elly Schlein e Gianni Letta nell’aula che acclamò la rielezione del capo dello Stato nel 2013
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Gli applausi (bipartisan) di Giorgia Meloni ed Elly Schlein. La lode di Gianni Letta, che si spella le mani e le dice: “Brava Sofia!”. In quello stesso emiciclo in cui il nonno richiamò i partiti che l’avevano appena rieletto, era il 2013, dieci anni dopo parla lei: Sofia May Napolitano, classe 1997, figlia del primogenito del presidente emerito, Giovanni. È accompagnata dal fratello Simone, che non ha nemmeno 25 anni e che le fa forza di fianco. Nel giorno del funerale laico del nonno, siede accanto all’ex braccio destro di Silvio Berlusconi. Gli occhi ogni tanto si fanno umidi, la voce un po’ si incrina, ma tira dritto: Giorgio Napolitano, dice Sofia May, “era un leader, un politico di grande valore”, ma anche “un nonno formidabile”, capace di destreggiarsi tra i mille impegni del Colle e le attenzioni alla famiglia. “Era sempre presente per noi, ascoltava i nostri problemi in modo partecipe e comprensivo nonostante fosse già occupato con i problemi del Paese”. Un nonno che “quando …

Gli applausi (bipartisan) di Giorgia Meloni ed Elly Schlein. La lode di Gianni Letta, che si spella le mani e le dice: “Brava Sofia!”. In quello stesso emiciclo in cui il nonno richiamò i partiti che l’avevano appena rieletto, era il 2013, dieci anni dopo parla lei: Sofia May Napolitano, classe 1997, figlia del primogenito del presidente emerito, Giovanni. È accompagnata dal fratello Simone, che non ha nemmeno 25 anni e che le fa forza di fianco. Nel giorno del funerale laico del nonno, siede accanto all’ex braccio destro di Silvio Berlusconi. Gli occhi ogni tanto si fanno umidi, la voce un po’ si incrina, ma tira dritto: Giorgio Napolitano, dice Sofia May, “era un leader, un politico di grande valore”, ma anche “un nonno formidabile”, capace di destreggiarsi tra i mille impegni del Colle e le attenzioni alla famiglia. “Era sempre presente per noi, ascoltava i nostri problemi in modo partecipe e comprensivo nonostante fosse già occupato con i problemi del Paese”. Un nonno che “quando eravamo piccoli ci chiamava quando gli sembrava che ci fossero in tivvù cartoni animati che ci sarebbero piaciuti” e che “ha sempre trovato il tempo di venirci a prendere a scuola, per portarci a mangiare un gelato a Villa Borghese”. E crescendo, “si ricordava tutto ciò che gli dicevamo e ci ha fatto sentire di poter confidare in lui ogni volta che ne avevamo bisogno”.


C’è una lezione del nonno che, fa capire, vale per tutti: “Ci ha insegnato quanto sia importante amare quello che si fa e combattere per i propri ideali, senza curarsi degli ostacoli o delle complicazioni da superare. Ci ha sempre detto che qualunque obiettivo è raggiungibile e ci ha insegnato come fosse importante trattare chiunque con rispetto e cortesia, a prescindere dalle differenze di opinioni e di posizioni. Ci ha insegnato quanto siano importanti la famiglia e le amicizie”. Ai nipoti, ricorda Sofia May, “ha presentato grandi personalità, tra queste la Regina Elisabetta a cui era particolarmente legato. Ci ha portato a Stromboli e a Capri, luoghi a lui cari. Siamo sempre rimasti colpiti da quanto fosse ammirato e apprezzato ovunque nel mondo e ci siamo sempre sentiti orgogliosi di essere suoi nipoti". Dice Sofia May, che Napolitano “sarà sempre la persona che ammiriamo di più: spero che voi tutti possiate ricordarlo con lo stesso affetto e con la stessa ammirazione che abbiamo per lui”. E Montecitorio, ancora una volta, applaude.

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