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Il Salvini-boy, pontiere della Lega con la galassia nera. Ecco chi è Andrea Crippa, una carriera fulminante all’ombra del capo

Andrea Crippa

 (ansa)
Dai campi estivi dell’estrema destra alle chiavi dell’organizzazione del partito, di cui è stato responsabile giovani. Trentasette anni, numero due del Carroccio, è l’autore dell’ultima sparata sulla Germania, l’esercito e i migranti
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Dalle kermesse dei gruppi neofascisti all’accordo con i putiniani di Giovani Guardia di Russia Unita e con le giovanili della tedesca Afd. Dai campi estivi (kulturkampf) dell’estrema destra – dove viene mandato in rappresentanza della Lega per mantenere rapporti – alle chiavi dell’organizzazione del partito, di cui prima è stato responsabile giovani. Una carriera fulminante all’ombra del capo: il “capitano” che a Bruxelles lo vuole come assistente parlamentare nel 2014. E che da allora lo ha sempre pompato affidandogli compiti di primo piano come usa coi fedelissimi. Da lì all’elezione in parlamento, nel 2018, e alla nomina a vicesegretario nel triumvirato di cui fanno parte il ministro Giancarlo Giorgetti e il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il passo è breve. È la storia di una carriera fulminante quella di Andrea Crippa, il numero due della Lega autore dell’ultima sparata sulla Germania, l’esercito e i migranti; ultima di una lunga serie, perché è a lui, al golden boy leghi…

Dalle kermesse dei gruppi neofascisti all’accordo con i putiniani di Giovani Guardia di Russia Unita e con le giovanili della tedesca Afd. Dai campi estivi (kulturkampf) dell’estrema destra – dove viene mandato in rappresentanza della Lega per mantenere rapporti – alle chiavi dell’organizzazione del partito, di cui prima è stato responsabile giovani. Una carriera fulminante all’ombra del capo: il “capitano” che a Bruxelles lo vuole come assistente parlamentare nel 2014. E che da allora lo ha sempre pompato affidandogli compiti di primo piano come usa coi fedelissimi. Da lì all’elezione in parlamento, nel 2018, e alla nomina a vicesegretario nel triumvirato di cui fanno parte il ministro Giancarlo Giorgetti e il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il passo è breve. È la storia di una carriera fulminante quella di Andrea Crippa, il numero due della Lega autore dell’ultima sparata sulla Germania, l’esercito e i migranti; ultima di una lunga serie, perché è a lui, al golden boy leghista - uno dei più attivi interpreti del verbo salviniano - che il segretario federale affida spesso l’ingrato compito di fare il lavoro sporco: a partire dalle dichiarazioni tritacarne.

Un compito che a Crippa non deve dispiacere affatto se è vero come è vero che, nel 2018, è al vicesegretario leghista, all’epoca capetto dei Giovani Padani, che viene l’idea – forse per ripagare ancora una volta la fiducia di Salvini – del video fake anti arabofono per screditare il Museo Egizio di Torino (si riprende mentre finge di fare una telefonata in cui strumentalizza la promozione “due biglietti al prezzo di uno per chi parla lingua araba”; sarà condannato in primo grado per incitamento all’odio e assolto in appello). Vicenda rispuntata nei giorni scorsi quando Crippa è andato di nuovo all’attacco del direttore del museo, Greco (“si deve dimettere”). Ma torniamo alla parabola ascendente. Trentasette anni, monzese, nella Lega da quando aveva 16 anni e non sopportava che “tutti i miei professori erano comunisti”. Un Salvini-boy come Igor Iezzi, come Alessandro Morelli, come l’ex “Bestia” Luca Morisi. Nell’ala meno salviniana della Lega – quella che si riconosce in Giorgetti e nei governatori, Zaia in primis - li chiamano scherzosamente la “gang dei gattini”. Per via della passione per i post teneri con gli animali in primo piano salvo poi pestare duro contro migranti, comunità Lgbtq, antifascisti.

Al netto di nomignoli e racconti interni, è possibile affermare un fatto: Crippa è da anni uno dei più attivi pontieri di Salvini nei rapporti con l’estrema destra (non solo) italiana. Partecipa a raduni e iniziative della galassia nera perché è quel “campo” che Matteo gli chiede di presidiare dopo la fine dell’alleanza con CasaPound (avviata da Mario Borghezio e poi gestita da Salvini in prima persona). Nel luglio 2018 a Messina va in scena “Magmatica”, una tre giorni organizzata ogni anno dal network nero FederAzione, una rete delle realtà identitarie italiane. È uno dei momenti nei quali la Lega fa sintesi con l’estrema destra soprattutto giovanile. Al Camping La Focetta Sicula di Messina il partito manda lui, Andrea Crippa, deputato e allora coordinatore federale dei Giovani leghisti. Tra teste rasate, croci celtiche, “lupi” e “guerrieri”, Crippa partecipa al dibattito “Giovani italiani a difesa dei confini: lo spirito identitario chiama ancora”. Con lui sul palco anche Lorenzo Fiato, portavoce italiano di quella Generazione Identitaria che in Francia si chiama Generation Identitaire, una specie di CasaPound francese, ed è stata sciolta a febbraio 2021 dal ministro dell’Interno su indicazione del presidente della Repubblica Emmanuel Macron.

Il cartello FederAzione che invita Crippa (oltre a lui per la Lega c’è il deputato calabrese Domenico Furgiuele, per FdI presenti Carlo Fidanza e Carolina Varchi) raggruppa gruppi neofascisti, tra i quali: i lombardi di Lealtà Azione (da anni vicini alla Lega, capitanati da due pregiudicati per pestaggi); Legio Subalpina Torino già oggetto di un’indagine che nel 2019 ha portato all’arresto del leader Carlo Fabio D’Allio; Foro 753 Roma, Oltre la Linea Messina, Tana dei Lupi Vittoria, Spazio Libero Cervantes Catania, Audaces Palermo, Nfp Reggio Calabria, Spina nel fianco Potenza, Oltre Uomo Locri, Audere Semper Pescara. Alla kermesse messinese ci sono tutti. Oltre a Crippa a gestire i rapporti con la galassia dell’ultradestra c’erano, allora, Vito Comencini (non più candidato), Silvia Sardone e Angelo Ciocca.

Finita l’era Savoini-Borghezio, il principale referente resta l’astro nascente Crippa. Che dal 2018 siede alla Camera dei deputati. Oltre ad affidargli l’organizzazione del partito, anche e soprattutto al Sud, Salvini lo coinvolge anche nei rapporti con i partner stranieri. Sempre nel 2018, pochi mesi dopo l’elezione, Crippa vola a Mosca per siglare un accordo tra la Lega e il movimento giovanile Giovani Guardia di Russia Unita, la formazione di Vladimir Putin. In un’intervista a Radio Radicale il deputato brianzolo spiega così l’intesa: “Lotta all’immigrazione clandestina, lotta al terrorismo islamico, difesa della nostra storia e identità, riconoscimento della Russia come partner imprescindibile del sistema di sicurezza internazionale e fine delle sanzioni contro la Russia, che sono costate all’Italia 5 miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro persi”. Il 30 marzo 2019, a Milano, la Lega Giovani guidata da Crippa metterà insieme “tutti i movimenti giovanili liberi e sovrani, che vogliono difendere la propria gente e i propri confini”. Ci sono anche gli amici di Afd, partito di estrema destra tedesco la cui ala più dura è stata silenziata dal ministero dell’Interno poiché ritenuta pericolosa per la democrazia. Sono gli interlocutori neri di Crippa. L’ex liceale che si avvicina al Carroccio per reazione ai “professori comunisti”. Il belloccio della Lega che fa carriera sparandola più grossa del capo (quando richiesto dal capo). Si arriva a oggi. A giugno è Crippa a sparare fuoco amico contro la ministra del Turismo Daniela Santanchè travolta da un’inchiesta giudiziaria: “Se emergono illeciti è giusto che si prenda le sue responsabilità”, si lascia scappare, diciamo così, davanti allo storico bar Giolitti, a due passi dalla Camera. Tre mesi dopo riprenderà in mano la crociata contro il Museo Egizio di Torino e il suo direttore. Il video-bufala architettato a mo’ di macchina del fango? Acqua passata, oltretutto – dicono i giudici d’appello – lecita, per quanto falsa.

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