Autonomia, Cassese non convince le opposizioni sui Lep. I vescovi preoccupati: “Rischio aumento disuguaglianze”
di Giovanna CasadioROMA – “Stabilire i livelli essenziali di prestazione, i Lep, è utile per i diritti fondamentali da garantire ai cittadini, ma è il penultimo miglio, l’ultimo dipende dalla qualità amministrativa e quindi si copre solo con una amministrazione che funziona bene”. Sabino Cassese risponde in audizione sul lavoro fatto dal Comitato per i Lep, da lui presieduto, e che “accompagna” l’autonomia differenziata. Sono le 8 del mattino. La commissione Affari costituzionali del Senato è stata convocata presto, dopo avere avuto la disponibilità del giurista, ex ministro della Funzione pubblica del governo Ciampi e ex giudice costituzionale. Cassese bacchetta i partiti sull’autonomia. Indica la necessità di avere Livelli essenziali di prestazioni completi. Ovviamente richiedono risorse. Alla domanda: si rischia un Paese ancora più Arlecchino? Risponde che il rischio c’è, ma l’antidoto è “un regionalismo cooperativo”.
Gli argomenti di Cassese non sciolgono i dubbi e le contestazioni delle opposi…
ROMA – “Stabilire i livelli essenziali di prestazione, i Lep, è utile per i diritti fondamentali da garantire ai cittadini, ma è il penultimo miglio, l’ultimo dipende dalla qualità amministrativa e quindi si copre solo con una amministrazione che funziona bene”. Sabino Cassese risponde in audizione sul lavoro fatto dal Comitato per i Lep, da lui presieduto, e che “accompagna” l’autonomia differenziata. Sono le 8 del mattino. La commissione Affari costituzionali del Senato è stata convocata presto, dopo avere avuto la disponibilità del giurista, ex ministro della Funzione pubblica del governo Ciampi e ex giudice costituzionale. Cassese bacchetta i partiti sull’autonomia. Indica la necessità di avere Livelli essenziali di prestazioni completi. Ovviamente richiedono risorse. Alla domanda: si rischia un Paese ancora più Arlecchino? Risponde che il rischio c’è, ma l’antidoto è “un regionalismo cooperativo”.
Gli argomenti di Cassese non sciolgono i dubbi e le contestazioni delle opposizioni sul federalismo à la carte che sta a cuore alla Lega. Il ministro leghista Roberto Calderoli è presente. Ringrazia Cassese, prende la parola. E’ rincuorato dal fatto che dal presidente del Comitato non arrivi una bocciatura, ma appunto l’utilità di stabilire i livelli essenziali di prestazioni. Però i “saggi” del Comitato tengono distinto il piano tecnico da quello politico. “Sull’autonomia differenziata (“Si potrebbe risparmiare la parola differenziata, perché l’autonomia è sempre differenziazione”, puntualizza Cassese), è la politica a dovere decidere. Rimarca il giurista: “Noi non dovevamo discutere di autonomia differenziata e non lo abbiamo fatto. I Lep forniscono un’arma al cittadino, dicono su cosa ha un diritto. Accettando questo incarico mi sono chiesto se è utile o meno e penso sia utile, il Parlamento deciderà poi cosa fare”.
La preoccupazione dei vescovi
Ma la politica è più che mai divisa. E’ muro contro muro tra la destra e le opposizioni. Quando nel pomeriggio la riunione della commissione riprende, il Pd, la sinistra, il Movimento 5Stelle sono sulle barricate. Annunciano che ci resteranno. E si unisce la preoccupazione dei vescovi. Al temine del consiglio episcopale permanente con una nota i vescovi affermano: “Mentre aumenta la povertà, desta qualche preoccupazione il disegno di legge sull'autonomia differenziata che, nell'attuale formulazione di alcuni articoli, potrebbe rischiare di allargare ulteriormente la forbice delle diseguaglianze”.
Avverte Andrea Giorgis, capogruppo dem in commissione: “Cassese ha confermato le nostre preoccupazioni, anzi forse le ha rafforzate. Sui Lep siamo in alto mare, ma soprattutto se si parla di livelli essenziali di prestazione solo per quelle materie che si devolvono, non si fa che consolidare le disuguaglianze”. Più che sul metodo a “imbuto” per i Lep a cui accenna Cassese (pronto un elenco di 223 materie, poi da selezionare), il Pd, i grillini con Alessandra Maiorino e Peppe De Cristoforo per Sinistra–Verdi denunciano la forzatura di una devolution camuffata. Su istruzione, grandi reti di trasporto, produzione e distribuzione di energia, professioni e governo del territorio non si può “spacchettare” il Paese. Rincara Dario Parrini per il Pd: “Non c’è nessuna garanzia che si mettano risorse per il superamento dei divari territoriali esistenti prima di dare poteri territoriali ad alcune regioni. L’autonomia territoriale e i Lep così definiti sono pericolosi per la coesione nazionale”.
Cassese insomma ha squadernato alla politica le questioni sul tappeto. Ha ribadito il giurista: “La preoccupazione mia e del Comitato è stata assicurare, nell'ambito delle materie e funzioni attinenti che ci sono state trasmesse, che non ci perdessimo nulla per strada e che non finisse per essere ignorato il diritto civile e sociale dei cittadini su tutto il territorio nazionale”. La partita è tutta da giocare.