Movimenti per il disarmo scrivono al governo: “L’Italia partecipi alla conferenza Onu contro le testate nucleari”
di Matteo PucciarelliIl ministro della Difesa, Guido Crosetto
(ansa)Una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Guido Crosetto (Difesa) e Antonio Tajani (Esteri), affinché l'Italia segua concretamente lo spirito della risoluzione Onu per la messa al bando delle armi nucleari, quella che nel 2013 istituì - proprio ieri, il 26 settembre - la giornata mondiale per la totale eliminazione delle testate. Senzatomica e Rete italiana Pace e Disarmo, partner italiane della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (Ican, premio Nobel per la Pace nel 2017) chiedono che il nostro Paese perlomeno partecipi come osservatore alla Conferenza internazionale del Trattato di proibizione delle armi nucleari (Tpnw) in programma al Palazzo di Vetro a New York, in programma dal prossimo 27 novembre al 1° dicembre.
A luglio la commissione Esteri della Camera, su proposta dei deputati pd Laura Boldrini, Peppe Provenzano, Vincenzo Amendola, Lia Quartapelle e Fabio Porta, aveva approvato all'unanimità, e con parere favorevole anche del c…
Una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Guido Crosetto (Difesa) e Antonio Tajani (Esteri), affinché l'Italia segua concretamente lo spirito della risoluzione Onu per la messa al bando delle armi nucleari, quella che nel 2013 istituì - proprio ieri, il 26 settembre - la giornata mondiale per la totale eliminazione delle testate. Senzatomica e Rete italiana Pace e Disarmo, partner italiane della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (Ican, premio Nobel per la Pace nel 2017) chiedono che il nostro Paese perlomeno partecipi come osservatore alla Conferenza internazionale del Trattato di proibizione delle armi nucleari (Tpnw) in programma al Palazzo di Vetro a New York, in programma dal prossimo 27 novembre al 1° dicembre.
A luglio la commissione Esteri della Camera, su proposta dei deputati pd Laura Boldrini, Peppe Provenzano, Vincenzo Amendola, Lia Quartapelle e Fabio Porta, aveva approvato all'unanimità, e con parere favorevole anche del centrodestra, la proposta di inserire il tema del disarmo nucleare tra le priorità del programma della Presidenza italiana del G7, nel 2024; oltre ovviamente ad augurarsi che l'Italia partecipasse al vertice specifico di fine novembre. Una risoluzione similare era stata votata a maggio 2022, ma l'allora governo guidato da Mario Draghi non aveva colto l'impegno.
Nel 2022 a Vienna ben 34 Stati hanno partecipato come osservatori alla prima Conferenza Tpnw di Vienna, tra cui Australia, Belgio, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia, tutti paesi in ottimi rapporti con l’Italia o nostri partner nell’Alleanza Atlantica. A quasi 80 anni dai bombardamenti atomici che hanno distrutto le due città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki - e il film successo di pubblico e critica Oppenheimer ha riaperto una riflessione diffusa dall'argomento - sono ancora 12.500 le testate in tutto il mondo; di queste 2 mila sono in stato di massima allerta operativa, cioè pronte all’uso. Il pericolo di una guerra nucleare è diventato ancora più tangibile "a causa della illegale e criminale invasione russa dell’Ucraina, con il sanguinoso conflitto che ne è derivato e le minacce nucleari sempre più frequenti da parte dei vertici della Federazione Russa", sottolineano da Senzatomica e Rete italiana Pace e Disarmo.
Ma cosa prevede il trattato? "Stabilisce la proibizione per gli Stati - spiega Francesco Vignarca, portavoce di Rete italiana Pace e disarmo e autore di Disarmo nucleare, saggio appena uscito per i tipi di Altreconomia - di sviluppare, testare, produrre, realizzare, trasferire, possedere, immagazzinare, usare o minacciare di usare armamenti nucleari. Inoltre, vieta anche ai Paesi firmatari di consentire la stazionamento di testate nucleari sul proprio territorio. Il Trattato impone inoltre il divieto di qualsiasi violazione di tali disposizioni all’interno della giurisdizione di uno Stato firmatario e vieta l’assistenza, l’incoraggiamento o l’induzione di qualsiasi entità a impegnarsi in una di queste attività vietate". Poi ci sono anche degli obblighi positivi, come il dovere dell’assistenza alle vittime e della riparazione dei danni ambientali causati dall’utilizzo di questi dispositivi. In previsione dell’entrata in vigore del Tpnw, “alcune istituzioni finanziarie – racconta Vignarca nel suo volume - tra cui Abp, uno dei cinque maggiori fondi pensione del mondo, hanno già deciso di non investire più in produttori di armi nucleari”.
Questa norma internazionale, la prima di carattere universale che rende illegali gli ordigni nucleare, è figlia di un lungo percorso promosso dalla società civile internazionale. Nel luglio 2017 c'è il punto di svolta, dopo il via libera del Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres: due terzi dei Paesi del mondo votano per adottare lo storico Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (e il Vaticano è il primo a farlo). Ma nel terzo mancante ci sono le grandi potenze militari del mondo occidentale e non solo, tra cui - per all'appunto - l'Italia.
Eppure la Nato stessa nel recente passato ha riconosciuto la minaccia che le armi nucleari e altre armi di distruzione di massa pongono alla propria sicurezza. Nel documento pubblicato a fine 2020 dal Gruppo di Riflessione ‘Nato 2030: uniti per una nuova era’ si legge infatti: “Il controllo delle armi, il disarmo e la non proliferazione svolgono un ruolo importante nel promuovere la pace nella regione Euro-Atlantica e nel mantenere un ordine internazionale stabile. La Nato per molti anni ha contribuito a un controllo delle armi nucleari efficace e verificabile e a sforzi per il disarmo, non solo in quanto Alleanza ma anche grazie agli impegni dei suoi membri”. Invece – rileva infine Vignarca – stiamo assistendo a un “rafforzamento della retorica a favore delle armi nucleari da parte della Nato, nonché da una tendenza all’interno dell’alleanza a coinvolgere tutti i membri nella promozione politica di una strategia di deterrenza nucleare”.