Strappata una mezza “pax” con uno degli arcinemici interni, Vincenzo De Luca, con l’annuncio del congresso in Campania all’inizio del 2024, Elly Schlein ha un altro fronte su cui concentrarsi. Il rapporto con i 5S, che sembrava rammendato, dopo il divorzio dell’era Letta, e invece, con l’approssimarsi delle Europee, si è tornati (quasi) al punto di partenza. La segretaria di solito replica con toni concilianti, esperta di dribbling alle polemiche, ma ogni tanto, quando non ha una telecamera puntata sotto al naso, si lascia andare a qualche sfogo. “La terza via di Giuseppe Conte sui migranti? Ma cos’è? Qualcuno l’ha capita? Io no”. Il leader 5S è un populista? “Può essere, ma io una cosa mi sono sempre promessa e la ripeto anche ai miei collaboratori: se mai cambierò idea in base ai sondaggi, fermatemi e smetto di fare politica”. Considerazioni che la leader dem dispensava l’altro ieri, a sera, da un divanetto della Camera. Altro che sfuggente: era un fiume in piena. Anche contro il go…
Strappata una mezza “pax” con uno degli arcinemici interni, Vincenzo De Luca, con l’annuncio del congresso in Campania all’inizio del 2024, Elly Schlein ha un altro fronte su cui concentrarsi. Il rapporto con i 5S, che sembrava rammendato, dopo il divorzio dell’era Letta, e invece, con l’approssimarsi delle Europee, si è tornati (quasi) al punto di partenza. La segretaria di solito replica con toni concilianti, esperta di dribbling alle polemiche, ma ogni tanto, quando non ha una telecamera puntata sotto al naso, si lascia andare a qualche sfogo. “La terza via di Giuseppe Conte sui migranti? Ma cos’è? Qualcuno l’ha capita? Io no”. Il leader 5S è un populista? “Può essere, ma io una cosa mi sono sempre promessa e la ripeto anche ai miei collaboratori: se mai cambierò idea in base ai sondaggi, fermatemi e smetto di fare politica”. Considerazioni che la leader dem dispensava l’altro ieri, a sera, da un divanetto della Camera. Altro che sfuggente: era un fiume in piena. Anche contro il governo. “Non c’è nessuna invasione. Giorgia Meloni può anche scazzottarsi con Germania e Francia – le parole della segretaria del Pd a Repubblica – e per carità, anche questi paesi hanno responsabilità. Ma la destra sbaglia bersaglio, il problema sono i loro amici sovranisti”.
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Inevitabile chiedere a Schlein della sterzata di Conte, passato dai decreti Sicurezza a braccetto con Matteo Salvini al rinnegarli col governo giallorosso, fino a tornare a bersagliare il Pd per “l’accoglienza indiscriminata”. “Sulle politiche migratorie – la replica di Schlein – non mi faccio dare lezioni. Ho guidato i socialisti nel processo di riforma del regolamento di Dublino, ho studiato per 5 anni questi temi”. La terza via di cui parla Conte per distanziarsi da Meloni e dai dem? “Ma qualcuno ha capito cosa sia? Io no”. Fa anche il gesto della mano, a cucchiaio. “Se qualcuno si butta a destra, ci regala uno spazio politico, penso ai cattolici. Io, in ogni caso, non cambio idea. E credo che la nostra linea sia chiara”.
Sul complicato rapporto col Movimento, le dà man forte l’ex rivale del congresso, Stefano Bonaccini: “Non possiamo accogliere chiunque, ma Conte ha un approccio diverso dal nostro per un motivo: li ha firmati lui i decreti sicurezza di Salvini e quelle impronte restano”, diceva il governatore emiliano ieri, ospite di Metropolis, il talk web del gruppo Gedi. Che l’ex premier voglia smarcarsi il più possibile è ormai un dato di fatto: dopo l’accordo sul salario minimo, il Movimento vuole smarcarsi dalla proposta di legge comune sulla sanità. Non piace, a Conte e soci, lo schema prospettato da Carlo Calenda a Schlein, che prevede 2 miliardi di euro per tagliare le liste d’attesa, tramite rimborsi ai privati. Il “modello salario minimo” sembra già in crisi.
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Schlein però non ha perso la speranza. Confida di allargare il fronte a un altro tema: la settimana lavorativa “corta” di 4 giorni, che piace a Beppe Grillo, di cui ha parlato a lungo ieri a Roma con Antonio Costa. Il premier portoghese, con cui ha discusso anche di salario minimo, migranti e transizione ecologica, ha raccontato a Schlein delle imprese lusitane che hanno già avviato la sperimentazione, con successo. Chissà se sarà un modo per riavvicinarsi al Movimento, dopo gli ultimi screzi. Sul versante interno, mentre Dario Franceschini, federatore di un nuovo correntone, invita tutti a "non indebolire Elly”, per Schlein arrivano novità dal fronte De Luca: ieri Antonio Misiani, a cui ha affidato il commissariamento della Campania causa tessere farlocche, ha annunciato che entro ottobre riaprirà il tesseramento a Caserta e che “se tutti lavoriamo bene” tra gennaio e febbraio 2024 si terrà il congresso regionale. Come chiedeva il governatore. Non è una pace, forse, ma almeno una tregua, in attesa di riaprire il capitolo del terzo mandato.