Lo spread sale, FdI evoca il complotto: "Non sarà come il 2011". Meloni: “Soliti noti vorrebbero governo tecnico”. Il Pd: “Esca da paranoia”
di Stefano BaldoliniUn vero e proprio fuoco di sbarramento contro il complotto da spread, salito pericolosamente intorno a quota 200. È quello opposto da tutto lo stato maggiore di Fratelli d’Italia, partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il refrain è più o meno lo stesso: non tornerà il 2011 – anno in cui i mercati condannarono l’esperienza del Berlusconi IV e aprirono la stagione dei tecnici, con Mario Monti, a Palazzo Chigi. Il complotto c’è ma lo sventeremo, ribadiscono con unica voce da via della Scrofa.
Ad aprire le ostilità è il presidente dei senatori FdI Lucio Malan che punta l’indice contro sinistra e gruppo Gedi, le cui “prime pagine di oggi” sarebbero “l'annuncio di una ennesima campagna contro il governo Meloni, stavolta a colpi di spread'.
"Stavolta, – continua Malan – la sinistra e i suoi media si mettano l'animo in pace: non riaccadrà quanto successo negli scorsi decenni. Lo dicono i numeri del governo Melon…
Un vero e proprio fuoco di sbarramento contro il complotto da spread, salito pericolosamente intorno a quota 200. È quello opposto da tutto lo stato maggiore di Fratelli d’Italia, partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il refrain è più o meno lo stesso: non tornerà il 2011 – anno in cui i mercati condannarono l’esperienza del Berlusconi IV e aprirono la stagione dei tecnici, con Mario Monti, a Palazzo Chigi. Il complotto c’è ma lo sventeremo, ribadiscono con unica voce da via della Scrofa.
Ad aprire le ostilità è il presidente dei senatori FdI Lucio Malan che punta l’indice contro sinistra e gruppo Gedi, le cui “prime pagine di oggi” sarebbero “l'annuncio di una ennesima campagna contro il governo Meloni, stavolta a colpi di spread'.
"Stavolta, – continua Malan – la sinistra e i suoi media si mettano l'animo in pace: non riaccadrà quanto successo negli scorsi decenni. Lo dicono i numeri del governo Meloni che sono migliori rispetto al precedente, per l'appunto il governo tecnico di Mario Draghi. Valga un numero su tutti, lo spread che proprio con Draghi era anche a 250 punti base mentre adesso è a 193”.
Le parole del capogruppo al Senato sono il segnale. Parte la raffica di dichiarazioni.
Sfoggia sarcasmo e serenità il senatore e membro della commissione Bilancio Guido Quintino Liris: “Attualmente non c'è il minimo rischio di reazioni dei mercati. La sinistra stia dunque tranquilla e dorma serena, il governo Meloni va dritto per la sua strada inanellando successi e conferme in Europa e tra gli italiani".
Giorgia Meloni: "Lo spread non ci preoccupa. Governo tecnico? Lo vogliono solo i soliti noti"
Per la senatrice Francesca Tubetti, segretario della commissione Finanze si tratta di “un'altra campagna contro il governo Meloni, utilizzando il tanto attenzionato spread che, arrivato a quota 200, sarebbe 'allarmante'. Niente di più falso”.
Stesso spartito dall’altro ramo del Parlamento.
Ecco il capogruppo alla Camera, Tommaso Foti: "Non si può non constatare l'ipocrisia con cui le opposizioni, sempre più schierate contro l'Italia, alimentano la narrazione di uno 'spread che vola', se non altro perché sono le stesse che nulla hanno detto quando, con Mario Draghi presidente del Consiglio e il Pd al governo, lo spread toccò 250 punti, il 20% in più di oggi”.
È tranchant Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera, e responsabile Economico del partito: "Gli attacchi che arrivano dalla sinistra e dai suoi giornali sono ridicoli.
Avverte la deputata Ylenja Lucaselli, capogruppo in commissione Bilancio a Montecitorio: “Lo spread non va consultato giorno per giorno come il meteo: la valutazione va fatta sul medio-lungo periodo. Questa è una considerazione che la sinistra dovrebbe comprendere”.
Se per il partito di maggioranza relativa non c’è nulla di cui preoccuparsi, di tutt’altro tenore le dichiarazioni delle opposizioni. Dal Pd (“Spread tornato a salire è effetto disillusione verso Meloni”) a Renzi (“Cresce delusione verso Meloni e anche lo spread”). Sul social X il senatore Antonio Misiani, responsabile economico dei dem, commenta: “Invece di chiudersi nel bunker in preda alla paranoia da governo tecnico, Giorgia Meloni e i suoi fedelissimi farebbero meglio a impiegare il proprio tempo per la manovra di bilancio. Se il buon giorno si vede dal mattino (la Nadef), le prospettive sono decisamente sconfortanti: l'economia si è fermata e la destra non ha la più pallida idea di come rilanciarla".
Mentre dopo l’alert del presidente Confindustria Carlo Bonomi, non può passare inosservato il messaggio del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco: "Gli interessi" sul debito pubblico "non sono il risultato di speculazione contro l'Italia, sono il risultato di un'attenzione sul fatto di tenere i nostri conti il più possibile in ordine. Questo è un impegno politico rilevante che va sottolineato continuamente".