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Il popolo di Berlusconi e lo spettro Europee: “Sopravviveremo?”. Paura dell’estinzione e casse a secco agitano FI

Antonio Tajani a Paestum con "Le donne azzurre" di FI nel secondo giorno del Berlusconi Day

 (ansa)
Viaggio tra i militanti vecchi e nuovi di un partito sempre più radicato nel Mezzogiorno. Tanti i giovani in platea
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PAESTUM - “Modestamente sono stato due volte il più votato d’Italia”. La fronte imperlata di gocce di sudore, lo sguardo intriso di secoli di furbizia, la sveltezza del napoletano, “sono del Vomero”, Fulvio Martusciello si presenta con la maglietta del Berlusconi day sotto la giacca. Questo festival nazionalpopolare in ricordo di Silvio Berlusconi è opera sua. “In Campania Forza Italia ha avuto il 13 per cento alle politiche, nessuna regione ha fatto meglio, ora puntiamo a superare i Cinquestelle alle Europee”, professa ottimismo.

È come si immagina un ras meridionale. Suadente e proteiforme. “Siamo il centro. La nuova Dc. Le devo dare un libro con i discorsi di De Gasperi». Chiede a una collaboratrice di portarglielo. “Eccolo. Lo distribuiamo ai nostri militanti, oggi siamo 4822”. Per tutto il giorno non vedremo una sola persona con questi discorsi di De Gasperi sottobraccio, mentre rimarrà sempre costante la fila per farsi la foto davanti al murales che raccoglie i selfie del Cavali…

PAESTUM - “Modestamente sono stato due volte il più votato d’Italia”. La fronte imperlata di gocce di sudore, lo sguardo intriso di secoli di furbizia, la sveltezza del napoletano, “sono del Vomero”, Fulvio Martusciello si presenta con la maglietta del Berlusconi day sotto la giacca. Questo festival nazionalpopolare in ricordo di Silvio Berlusconi è opera sua. “In Campania Forza Italia ha avuto il 13 per cento alle politiche, nessuna regione ha fatto meglio, ora puntiamo a superare i Cinquestelle alle Europee”, professa ottimismo.

È come si immagina un ras meridionale. Suadente e proteiforme. “Siamo il centro. La nuova Dc. Le devo dare un libro con i discorsi di De Gasperi». Chiede a una collaboratrice di portarglielo. “Eccolo. Lo distribuiamo ai nostri militanti, oggi siamo 4822”. Per tutto il giorno non vedremo una sola persona con questi discorsi di De Gasperi sottobraccio, mentre rimarrà sempre costante la fila per farsi la foto davanti al murales che raccoglie i selfie del Cavaliere. “Questo è mio nipote!” esulta trionfante Domenica Li Noci, 62 anni. “Guarda”, prende per il braccio la sorella, Caterina, “ce sta Giuseppe”. Giuseppe Casino, 28 anni, dirigente dei giovani di Forza Italia, è raffigurato in un’istantanea col Cavaliere scattata a Matera nel 2019. “Saremo sempre berlusconiani” giura Domenica. “E ha visto quanti giovani? Sono il futuro”.

E davvero di giovani ce ne sono tantissimi, in divisa, come sarebbe piaciuto a lui: giacca e cravatta i ragazzi, in ghingheri le ragazze. Non si capisce se si annoiano a sentire le torrenziali chiacchiere dei ministri o se il piacere della militanza prevalga sulla fatica. “Sono nato con Silvio, i miei mi raccontano sempre che da bambino, quando Berlusconi compariva in televisione, io accorrevo per vederlo”, racconta Alessio Vigliotti, 25 anni, operaio alla Coca Cola di Marcianise, commissario cittadino di Santa Maria a Vico (Caserta).

Caterina e Domenica Li Noci di Matera (foto del nostro inviato Concetto Vecchio)

 

Secondo giorno del Berlusconi day a Paestum. I più avvertiti parlano sottovoce dell’intenzione di Paolo Berlusconi di non finanziare più il partito. Ieri mattina è arrivata una smentita, ma le paure restano. Panico estinzione. Inutile girarci attorno: senza la cassa di Arcore sarà difficile fare molta strada. L’altro timore è quello di non reggere elettoralmente l’urto della scomparsa del Cavaliere. Di Silvio ce n’era uno solo. Antonio Tajani, il segretario, si agita moltissimo. Sale e scende dal palco. Monopolizza il punto stampa. Assicura che non teme l’arrivo di Renzi (“mica è di centrodestra”). Ma è l’agitarsi di uno che prova a mascherare un’inquietudine.

Forza Italia è indispensabile nell’economia del governo. Svolge la funzione Udc dei tempi di Berlusconi. Il controcanto moderato dentro una compagnia di estremisti. Ma fuori dal Palazzo, nella società, che spazio mai avrà ancora, checché ne dica Martusciello? Lo scopriremo alle prossime elezioni europee di giugno.

Alessio Vigliotti di Caserta (foto del nostro inviato Concetto Vecchio)

 

A Paestum i turisti vanno ancora al mare, i ristoranti sono piene di tavolate di famiglie con la nonna, che poi pretende di pagare per tutti, è l’Italia profonda che decide le elezioni. Più che la nuova Dc, inimitabile, Forza Italia è il partito del Sud. E quella che affolla la convention è un’antropologia diversa da quella dura che incontri alle manifestazioni di Fratelli d’Italia, né ha l’antagonismo del leghismo: è un mondo bonario, venuto fin qui con lo spirito con cui si va alla festa del paese. “Bologna non è solo rossa!”, dice il felsineo Andrea Bossio, 32 anni, impiegato, avvolto nella sua bandiera di partito: “Minoritari? Senza di noi Meloni e Salvini non ce la possono fare”. Sui diritti Lgbt come la pensa? “Sono liberale, ognuno ha il diritto di vivere come vuole, sono per tutelare tutte le famiglie”.

Dialetti di tutte le regioni. Uno di Bari dice al viceministro Francesco Paolo Sisto, che si attarda a fare le foto ricordo, ste’ bell’è fidanzato. Viceministro, finirà come nel 2011, quando Monti sostituì Berlusconi? “Macché, dureremo cinque anni”. Ma chi mastica un po’ di politica sa che queste voci sui tecnici non germogliano mai a caso. E questa è l’altro groviglio con cui fare i conti. Dureranno?

Andrea Bossio di Bologna (foto del nostro inviato Concetto Vecchio)

 

La denuncia di Filomena Lamberti, la donna di Cava dei Tirreni, sfregiata nel 2012 con l’acido dal marito che lei voleva lasciare, fa alzare tutti in piedi per la commozione. Interviene in video la presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola. Tajani parla per l’ennesima volta, stavolta con un’uscita autarchica: “La dieta mediterranea è parte della nostra cultura, noi italiani mangiamo la pasta col sugo”. Pietro Salini, l’ad di Webuild, annuncia che si è concluso l’iter previsto dal decreto che istituisce il ponte sullo Stretto. Renato Schifani esulta (“era il sogno del nostro fondatore”). Il governatore calabrese Roberto Occhiuto, di slancio: “Intitoliamolo a Berlusconi”. Ponte Silvio.

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