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Migranti, da Crosetto e Tajani doppio schiaffo alla Germania

Guido Crosetto

 (ansa)
I ministri della Difesa e degli Esteri attaccano ancora una volta Berlino per gli aiuti di Stato alle Ong tedesche che salvano vite nel Mediterraneo: “Agevolano il trasporto solo in una parte d’Europa. Coerente e geniale”
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Uno-due contro la Germania. Il tema è sempre quello, i migranti. Il doppio affondo, in una manciata di ore, arriva dal vicepremier Antonio Tajani e dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. A riprova che le tensioni tra il governo italiano e quello di Olaf Scholz sono tutt’altro che sopite, nonostante l’irritazione del cancelliere, trapelata da Berlino, con la ministra degli Esteri, la verde Annalena Baerbock, proprio per la gestione del dossier immigrazione e lo strappo con Roma.

Il primo a intervenire, con i toni più aspri, è stato Crosetto, contrariato per l’annuncio di Scholz di controlli aggiuntivi alla frontiera con l’Austria e altri ancora, congiunti, con Svizzera e Repubblica Ceca. “Si cerca di bloccare l’immigrazione in una parte d’Europa e se ne agevola il trasporto in un’altra. Coerente e geniale”, twitta il ministro meloniano.

Il riferimento è al finanziamento delle Ong da parte del governo di Berlino, mossa che da giorni è nel mirino della destra nostrana. Tempo un …

Uno-due contro la Germania. Il tema è sempre quello, i migranti. Il doppio affondo, in una manciata di ore, arriva dal vicepremier Antonio Tajani e dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. A riprova che le tensioni tra il governo italiano e quello di Olaf Scholz sono tutt’altro che sopite, nonostante l’irritazione del cancelliere, trapelata da Berlino, con la ministra degli Esteri, la verde Annalena Baerbock, proprio per la gestione del dossier immigrazione e lo strappo con Roma.

Il primo a intervenire, con i toni più aspri, è stato Crosetto, contrariato per l’annuncio di Scholz di controlli aggiuntivi alla frontiera con l’Austria e altri ancora, congiunti, con Svizzera e Repubblica Ceca. “Si cerca di bloccare l’immigrazione in una parte d’Europa e se ne agevola il trasporto in un’altra. Coerente e geniale”, twitta il ministro meloniano.

Il riferimento è al finanziamento delle Ong da parte del governo di Berlino, mossa che da giorni è nel mirino della destra nostrana. Tempo un paio d’ore ed ecco il bis, firmato Tajani: “C’è un problema importante da risolvere – dice il capo della Farnesina da Paestum, a margine del Berlusconi day di Forza Italia – e noi vogliamo comprendere qual è la posizione della Germania: quello che dicono non è chiaro”. Anche il ministro degli Esteri se la prende coi controlli rafforzati alle frontiere: “Il cancelliere tedesco dice quello che vuole, ma quella è una immigrazione secondaria, noi abbiamo un problema di immigrazione primaria”. Altra stoccata: «In Germania sono in campagna elettorale, ma i migranti che vogliono andare in Germania non è che li devono mandare in Italia».

Altri esponenti della maggioranza, come il vicepresidente del Senato, l’azzurro Maurizio Gasparri, bersagliano la magistratura, dopo la decisione di un giudice di Catania di non consentire il trattenimento di tre tunisini nel centro di Pozzallo: “I magistrati che si oppongono alle norme del governo – attacca Gasparri – sono nemici della sicurezza della nazione”. Mentre per ora nessuno, dall’esecutivo, sembra avere intenzione di rinfocolare i dissidi con la Francia, ma la tensione resta alta, dopo che la Gendarmerie d’Oltralpe ha respinto una quarantina di migranti al confine con la Val di Susa. “Hanno usato anche i droni”, riferisce la onlus Rainbow4Africa.

Non è solo sindrome di accerchiamento. Le sortite contro Berlino nascondono il tentativo di offuscare i problemi interni. I presidenti di Regione, di destra e di sinistra, continuano a bocciare uno dei pilastri del piano Meloni, cioè la creazione di nuovi centri di permanenza, gestiti dalla Difesa, dove trattenere i migranti fino a 18 mesi. Per il governatore del Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, “i Cpr non risolvono il problema, sono un tassello importante ma non la panacea di tutti i mali. Serve un interventismo europeo, che non può tradursi solo in una redistribuzione, ma significa anche far rispettare Schengen”.

Anche Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna e presidente del Pd, cassa la strategia dell’esecutivo. “Nuovi Cpr – dice a In mezz’ora su Rai3 – non servono né in Emilia Romagna e né nelle altre regioni. Le persone pericolose devono essere messe in galera, non in un Cpr” Il governatore emiliano torna a evocare il rischio tendopoli, facendosi interprete di quello che pensano molti amministratori locali del partito di Schlein. “Gli slogan della destra, i porti chiusi e il blocco navale, stanno fallendo. Bisogna andare a contrattare in Europa e convincerla a redistribuire. Nessun Paese può accogliere chiunque indiscriminatamente”.

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