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Divisi alle Europee, ma su Regioni e città patto Conte-Schlein

Prove d’intesa Pd-M5S per un candidato unico contro la destra: accordi in Abruzzo e Sardegna. Scontro Calenda-Landini: si rischia lo strappo
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In Abruzzo per la Regione l’accordo c’è: Pd e Movimento 5Stelle hanno individuato il candidato, che è l’ex rettore dell’università di Teramo, Luciano D’Amico. Per la Sardegna ci siamo quasi: la dovrebbero spuntare i grillini con Alessandra Todde, d’accordo anche i Dem, in corsa per diventare governatrice. Il puzzle è complesso e muoversi in largo anticipo è indispensabile. Perché il prossimo non sarà solo l’anno delle Europee, ma il 9 giugno si voterà anche per quasi 4 mila comuni (27 capoluoghi tra cui Bari, Lecce, Pesaro, Firenze, Prato, Bergamo, Cagliari, Sassari, Modena, Reggio Emilia, Forlì, Ferrara) quasi certamente nello stesso giorno per la Regione Piemonte e, prima, tra febbraio e marzo per Sardegna, Abruzzo e Basilicata. Infine per l’Umbria. Una prova del nove per il centrosinistra che deve tenere insieme i pezzi della coalizione.

Strategia da mettere a punto quindi nelle opposizioni, dove – osservano al Nazareno – “il dinamismo” di Giuseppe Conte finisce in una competizione…

In Abruzzo per la Regione l’accordo c’è: Pd e Movimento 5Stelle hanno individuato il candidato, che è l’ex rettore dell’università di Teramo, Luciano D’Amico. Per la Sardegna ci siamo quasi: la dovrebbero spuntare i grillini con Alessandra Todde, d’accordo anche i Dem, in corsa per diventare governatrice. Il puzzle è complesso e muoversi in largo anticipo è indispensabile. Perché il prossimo non sarà solo l’anno delle Europee, ma il 9 giugno si voterà anche per quasi 4 mila comuni (27 capoluoghi tra cui Bari, Lecce, Pesaro, Firenze, Prato, Bergamo, Cagliari, Sassari, Modena, Reggio Emilia, Forlì, Ferrara) quasi certamente nello stesso giorno per la Regione Piemonte e, prima, tra febbraio e marzo per Sardegna, Abruzzo e Basilicata. Infine per l’Umbria. Una prova del nove per il centrosinistra che deve tenere insieme i pezzi della coalizione.

Strategia da mettere a punto quindi nelle opposizioni, dove – osservano al Nazareno – “il dinamismo” di Giuseppe Conte finisce in una competizione da fratelli-coltelli con i Dem. Ma d’altra parte la partita è doppia: derby per le Europee tra Conte e Elly Schlein dal momento che ciascuno gioca per sé. Migranti, guerra in Ucraina e pace, leadership del centrosinistra: tutto è competition e stoccate. Per le amministrative però un’intesa va trovata, per evitare che la destra si radichi nelle città e mantenga il governo delle cinque Regioni.

A complicare le cose nel centrosinistra si è affacciato un nuovo problema. Dopo l’attacco di Carlo Calenda al segretario della Cgil, Maurizio Landini, si rischia un altro strappo nel campo progressista. Arturo Scotto, capogruppo dem in commissione Lavoro a Montecitorio, si sfoga: “Non capisco come un dirigente politico davanti a 229 lavoratori disperati della Marelli, anziché capire come dare una mano, si metta ad attaccare il leader sindacale che li rappresenta”. Lo scontro con Landini ha conseguenze politiche. “Calenda così fa traballare il campo democratico”, sempre Scotto. Per i 5Stelle si tratta di una conferma della “distanza” con il leader di Azione. “C’è un solco su lotta alle precarietà e disuguaglianze sociali”, dicono nel Movimento. Francesco Silvestri, presidente dei deputati pentastellati, twitta sarcastico: “Calenda esce dalla ztl e scopre di non essere amato. Solidarietà”. Per Schlein tuttavia la tela della coalizione è da tessere per fare battaglie comuni contro il governo a cominciare da quella sulla sanità, su cui la segretaria dem conduce l’affondo. Dopo il gelo osservato tra Conte e Schlein sabato a Palermo, durante l’assemblea dei magistrati di AreaDg, di ritorno a Roma sullo stesso aereo i due hanno chiacchierato. Tanto da chiarirsi? Francesco Boccia, il capogruppo del Pd al Senato, osserva agrodolce: “L’indicazione della segretaria è: ovunque alleanze. Ma non a dispetto dei santi”. Gli fa eco Igor Taruffi – che affianca Davide Baruffi nella composizione del risiko-voto locale dei Dem – “cerchiamo dappertutto di stare insieme per essere competitivi, però è complicato”.

Ecco quindi che sono partiti tavoli del centrosinistra nelle città e nelle Regioni in cui si vota. A Bari, per la successione a Antonio Decaro, sindaco dem molto popolare e che, avendo fatto due mandati non può più candidarsi, il Pd pensa a primarie. A trattare per l’unità della coalizione ci sono tutti, eccetto i renziani: dai 5Stelle al Pd a Avs e Azione. Ma i grillini non vorrebbero le primarie. Circolano tuttavia i nomi di Marco Lacarra, Pietro Petruzzelli, Paola Romano, Michele Laforgia. Accordo rosso-giallo anche a Pesaro per il successore di Matteo Ricci. A Lecce si ricandida Carlo Salvemini, sindaco uscente, e lavori in corso per l’intesa con i 5Stelle. A Firenze per il post Dario Nardella, in pole c’è Sara Funaro, attuale assessore al Welfare: a Palazzo Vecchio i 5S sono all’opposizione ma la speranza del sindaco uscente è che l’appoggio dei grillini non sia impossibile. A Ferrara centrosinistra ampio da Iv e Azione ai 5Stelle e Pd per battere la destra. A Cesena, a Modena e a Reggio Emilia i 5Stelle non sono in giunta. Ma il dialogo rosso-giallo è già avviato a Modena e a Reggio con dichiarazioni di disponibilità reciproche e un tavolo di alleanze anche con Azione. Improbabile l’accordo per la Regione Piemonte, dove la ruggine tra Pd e grillini resta.

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