Migranti, Nordio difende Meloni alla Camera: “Sulla giudice Apostolico nessuno scontro istituzionale”
di Liana MilellaPer il momento, Iolanda Apostolico sembra “salva”. Perché dal breve discorso - solo 3 minuti e una manciata di secondi - del Guardasigilli Carlo Nordio alla Camera per un question time non pare di cogliere la possibilità che, oltre al ricorso in Cassazione contro il suo provvedimento sui migranti, si possa aggiungere anche un’azione disciplinare nei suoi confronti. No, non pare proprio. E fonti di via Arenula, al momento, sembrano escluderlo. Anche se il lavoro degli ispettori è imprevedibile. Però un fatto è certo. Mai come in questo mercoledì di inizio ottobre a Montecitorio, quando si sta per compiere l’anno di governo e da ministro della Giustizia di Nordio, proprio l’ex procuratore aggiunto di Venezia, per ben tre volte, ha sottoscritto in pieno le durissime parole della premier Giorgia Meloni contra la toga siciliana.
Bisogna rileggerli questi passaggi per comprendere la totale uniformità di vedute tra il Guardasigilli e la presidente del Consiglio. Che nel corso dei passat…
Per il momento, Iolanda Apostolico sembra “salva”. Perché dal breve discorso - solo 3 minuti e una manciata di secondi - del Guardasigilli Carlo Nordio alla Camera per un question time non pare di cogliere la possibilità che, oltre al ricorso in Cassazione contro il suo provvedimento sui migranti, si possa aggiungere anche un’azione disciplinare nei suoi confronti. No, non pare proprio. E fonti di via Arenula, al momento, sembrano escluderlo. Anche se il lavoro degli ispettori è imprevedibile. Però un fatto è certo. Mai come in questo mercoledì di inizio ottobre a Montecitorio, quando si sta per compiere l’anno di governo e da ministro della Giustizia di Nordio, proprio l’ex procuratore aggiunto di Venezia, per ben tre volte, ha sottoscritto in pieno le durissime parole della premier Giorgia Meloni contra la toga siciliana.
Bisogna rileggerli questi passaggi per comprendere la totale uniformità di vedute tra il Guardasigilli e la presidente del Consiglio. Che nel corso dei passati dodici mesi, in altri momenti, non erano mai stati sottolineati con questa evidenza. Eccoli, uno dopo l’altro. Subito, non appena Nordio inizia a parlare per rispondere all’interrogazione di Riccardo Magi, il segretario di +Europa, che lo accusa di aver sposato ormai una linea in stile Salvini sui migranti. “Non mi pare - dice Nordio - che le espressioni della presidente del Consiglio abbiano come oggetto uno scontro istituzionale”. Meloni, due giorni fa, nel suo tweet, aveva detto che il provvedimento di Apostolico “si scagliava contro quelli di un governo democraticamente eletto”.
E ancora. Nordio prosegue rapido. E spiega perché il governo - lui stesso e il ministro dell’Interno Piantedosi - stanno preparando un ricorso in Cassazione contro le tre decisioni della giudice di Catania. E dice che si tratta di “un problema squisitamente tecnico, che non mette minimamente in discussione l'autonomia e l'indipendenza della magistratura”. Ma subito dopo aggiunge: “Naturalmente questo ministro è perfettamente allineato e in perfetta sintonia con quello che è il sentire e l'indirizzo della presidente del Consiglio che esprime, come è scritto nella Costituzione, l'indirizzo politico del governo”. Seconda ed espressa adesione alle parole di Meloni.
Ma non c’è due senza tre. Ed eccoci all’ultimo riferimento esplicito di Nordio verso la sua premier: “Io sono perfettamente consapevole e perfettamente in linea con quello che ha detto la presidente Meloni”. Che, ricordiamolo, aveva proprio scritto nel tweet di essere rimasta “basita di fronte alla sentenza del giudice di Catania, che con motivazioni incredibili rimette in libertà un immigrato illegale”. Decisione contro cui adesso si muove il governo, ma nell’ambito della stessa giurisdizione. Mentre un intervento disciplinare su Apostolico, colpevole comunque, stando alle parole di Meloni, di “essersi scagliata contro un governo democraticamente eletto”, dovrebbe seguire la strada di un approfondimento disciplinare di cui Nordio però non fa alcun accenno.
Sul tavolo invece ci sono per il momento solo le ragioni tecniche che fanno muovere il Guardasigilli e il collega del Viminale. Perché se la giudice di Catania cita la Consulta e la possibilità di disapplicare la norma nazionale in favore di quella europea, Nordio ribatte che vi sarebbero all’opposto “tutta una serie di distonie di ordine tecnico” che adesso lui e Piantedosi stanno “valutando” in vista del ricorso alla Suprema corte.