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Via Almirante vietata: il Pd propone due leggi per bandire toponomastica e propaganda filo-fascista

I testi scritti con la consulenza dell’Anpi saranno appoggiati anche da Avs: se approvati impedirebbero di intitolare vie o piazze a esponenti del partito e punirebbero chi promuove l’ideologia in particolare su web e social
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Due proposte di legge del Pd, scritte con la consulenza dell’Anpi, appoggiate anche dai rossoverdi di Alleanza verdi sinistra: la prima per la ‘repressione della propaganda fascista e nazista’ e la seconda per il ‘divieto di intitolare strade a esponenti del partito o dell’ideologia fascista’. Questo perché “è importante chiarire che la Costituzione non mette tutte le opinioni sullo stesso piano”, le parole della segretaria pd Elly Schlein.

La prima proposta di legge è in realtà un’integrazione della legge Scelba del 1952 che vietava la ricostituzione del partito fascista. Si va oltre al solo atto della tentata riorganizzazione, ma si chiede di perseguire “la propaganda di idee fondate sull’esaltazione dei metodi eversivi dell’ordinamento democratico propri dell’ideologia fascista o nazifascista”. Non solo, si auspica un aumento di pena fino a un terzo “se il fatto è stato commesso con l’utilizzo di strumenti telematici o informatici”.

La seconda la si potrebbe definire una …

Due proposte di legge del Pd, scritte con la consulenza dell’Anpi, appoggiate anche dai rossoverdi di Alleanza verdi sinistra: la prima per la ‘repressione della propaganda fascista e nazista’ e la seconda per il ‘divieto di intitolare strade a esponenti del partito o dell’ideologia fascista’. Questo perché “è importante chiarire che la Costituzione non mette tutte le opinioni sullo stesso piano”, le parole della segretaria pd Elly Schlein.

La prima proposta di legge è in realtà un’integrazione della legge Scelba del 1952 che vietava la ricostituzione del partito fascista. Si va oltre al solo atto della tentata riorganizzazione, ma si chiede di perseguire “la propaganda di idee fondate sull’esaltazione dei metodi eversivi dell’ordinamento democratico propri dell’ideologia fascista o nazifascista”. Non solo, si auspica un aumento di pena fino a un terzo “se il fatto è stato commesso con l’utilizzo di strumenti telematici o informatici”.

La seconda la si potrebbe definire una norma anti-Almirante, perlomeno sul piano della toponomastica. Entrasse in vigore, non si potrebbero più intitolare vie o piazze a “esponenti del partito o dell’ideologia fascista, e in particolare a coloro che hanno ricoperto ruoli dirigenziali nel Partito nazionale fascista o nel Partito fascista repubblicano, ovvero che hanno pubblicamente promosso, partecipato o aderito alla campagna per la difesa della razza che condusse all’approvazione delle cosiddette leggi razziali fasciste”. Ed è questo il caso dell’ex segretario dell’Msi, tributato di vari onori – comprese intitolazioni di strade – da Fratelli d’Italia e dalla destra in generale, ma con un passato da segretario di redazione della rivista La difesa della razza durante il regime.

Il presidente di Anpi, Gianfranco Pagliarulo, da parte sua lancia un appello “ai dirigenti e ai parlamentari di Forza Italia, formazione politica che afferma di ispirarsi ai princìpi liberali, affinché si dichiarino incontrovertibilmente antifascisti e prendano le distanze da chiunque, nel governo o in parlamento, manifesti ambiguità o ammiccamenti nei confronti del fascismo o del neofascismo”.

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